La Seduzione Alla Galleria Triphè ...

La Seduzione Alla Galleria Triphè ...

Due modi opposti di rappresentare “La Seduzione”: alla galleria Triphè la bipersonale di Roberta Coni e Anna Izzo.

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La sede romana della Galleria d'Arte Triphè presenta, fino al 19 ottobre 2018, "La Seduzione" , mostra bi-personale di Roberta Coni e Anna Izzo, curata da Maria Laura Perilli, alla quale chiediamo di spiegarci lo spirito di questa mostra.

Maria Laura qual è il fil rouge che lega queste due artiste ed in che modo esprimono il senso di questa mostra?

In occasione della prossima mostra di Roberta Coni a Parigi, mi sembrava bello poter sintetizzare il percorso che abbiamo fatto in questi anni, riunendo alcune delle sue opere più significative.

Ho trasferito qui nella sede romana della mia galleria, questi due grandi polittici che vengono da una precedente mostra che si intitolava La Seduzione del Peccato e che presentammo a Cortona.

La seduzione è sempre presente nelle opere di Roberta, che hanno sempre una forte parte seduttiva, empatica, con il pubblico: gli occhi e la bocca dei volti che dipinge sono estremamente comunicativi.Originariamente questi due grandi polittici avevano inseriti dei video, soluzione artistica che esprime il mio concetto di arte, dato dall'unione dell'arte figurativa con quella concettuale. A mio avviso, queste due opere esposte racchiudono quanto detto.Ho scelto di esporre le opere di Roberta Coni accanto a quelle di Anna Izzo perché le linee sintetiche e, al contempo, sinuose e sensuali delle sue sculture incarnano lo stesso concetto di seduzione.Ho ritenuto che la sensualità delle opere stilizzate di Anna, potesse spezzare l'ampollosità e l'imponenza delle opere di Roberta, concepite come omaggio al Beato Angelico e che, per le loro dimensioni, potremmo definire museali.

Roberta Coni è presente alla mostra con quattro opere: due polittici del “Mea Culpa”, “La seconda morte ciascun grida” appartenente alla serie realizzata sull’inferno dantesco nel 2014 e “Autoritratto”, già esposto in occasione della mostra “Sacrum facere” contro la violenza sulla donna a Cortona nel 2011.Interessata principalmente alla figura umana, Roberta Coni mescola la tecnica classica della pittura ad olio ad impasti corposi fatti di bitume, cera fusa e colla. Dal 2009 la sua ricerca è orientata verso dipinti di grandi dimensioni in cui il volto emerge spesso dall’ombra in un’interpretazione in cui l’anima contemplativa è volta alla continua introspezione. La caratterizza un forte realismo associato ad una materia sempre più scabrosa. Figure femminili dalla struggente espressività, volti in primo piano dove, il pennello si sofferma in particolare sulla pelle e sugli occhi. I volti sono spesso violati dal tempo, inesorabile, scorre sulla pelle, deformandola negli anni, mettono a nudo persino l’anima.Nel 2011 è stata tra gli artisti selezionati per il Padiglione Italia Accademie della 54 Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia.

Anna Izzo espone invece due sue sculture, “Abbracci” e “Amanti”.

Anna è cresciuta immersa nel mondo dell'arte, tra Capri e Sorrentro. Figlia di un gallerista, ha naturalmente seguito quell'amore per l'arte che il padre le ha tramandato. Si esprime attraverso la scultura, la pittura e il design. Ama la ricerca, adopera il bronzo, la resina, l'acciaio.

Il tema ricorrente nella sua arte è la donna. Ha già esposto alcune sue opere a Miami e un suo lavoro diventerà un monumento di questa città: sarà la prima scultura fatta da una scultrice contro la violenza sulle donne.Le sue opere nascono dall'amore per le donne, non donne bambole, ma combattenti, fiere di essere donne e che non nascondono la loro femminilità dentro abiti maschili. Donne che sono bellissime perchè riflettono la loro bellezza interiore.All'inaugurazione della mostra, abbiamo avuto il piacere di incontrare Anna Izzo, artista poliedrica e donna combattente.

Anna è molto che usi la tua arte per dare voce alle donne maltrattate?

Già vent'anni, feci una mostra dal titolo Donne Importune. Esposi in particolare, una scultura molto forte in tela di acciaio, con pezzi di bronzo che esplodevano da questa tela: rappresentavo la difficoltà delle donne intelligenti, delle donne forti. Donne importune perché forti.Viviamo in una società frutto di tantissime lotte, dove ogni donna può ricercare ed esibire la sua bellezza, ma dove, contestualmente, si sta perdendo l'interiorità.La mia mostra di pitto-scultura, termine coniato dal critico d'arte Costanzo Costantini, esponeva donne che sfondavano queste tele e non erano bambole, erano donne madri, donne adolescenti, donne in guerra, donne non asservite: quindi donne importune.Una donna importuna sa dire di no, sa usare la sua forza, la sua energia, la testa e spesso, anziché essere accolta, diventa importuna. Purtroppo anche tra le altre donne.Il tema della donna è un tema a me caro da sempre.

Una delle opere che esponi qui alla Galleria Triphè, “Amanti”, colpisce per la sua sensualità che sprigiona da linee semplici ed essenziali. Cosa racconta?

Con la scultura che si chiama “Amanti” ho voluto rappresentare l'esatta unione paritaria. Nessuno prevarica l'altro. C'è sempre un filo di spazio che non è distanza. Io ci sono per te e tu ci sei per me. L'amore vero è un'unione emotiva simbiotica, non prevaricazione. Con questa scultura ho voluto rappresentare l'amore puro, assoluto, passionale e non a caso è rossa. Una sua copia in bronzo è esposta nel Centro Congressi di Capri, come simbolo dell'amore puro e assoluto.

Alessia de Antoniis

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