Gramax/Paura

Senz'altro ora, dopo diversi anni insieme, posso affermare che esistono due individualità che hanno la possibilità di muoversi in maniera autonoma.Intervista di Benedetta Spazzoli.

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(Paulo Coelho) ha scritto : Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano: come nasce la vostra simbiosi artistica e dove volete arrivare  ?

PAURA: Incontrare Gramax è significato scoprire che esiste qualcuno che sente, vede e immagina le cose con una sensibilità vicinissima alla mia, pur avendo percorsi formativi diversi, da qui è stato naturale lavorare insieme, contaminarsi, giocare. Vorrei osare sempre, alzare il tiro, vorrei poter vivere di arte e creazione perché mi rende felice, vorrei Paura senza paure.

GRAMAX: Lasciando da parte Coelho e tutte le possibili speculazioni intorno al senso degli incontri e dei presunti mancati parto dai fatti: ci siamo incontrati come spesso accade ad una cena tra amici, ci è voluto molto poco per capire che eravamo sintonizzati su lunghezze d’onda comuni e infatti da lí a poco abbiamo iniziato a “progettare” insieme, a quattro mani, a quattro occhi, due cervelli e miliardi di neuroni raddoppiati e velocizzati. La cosa credo che era per entrambi nuova, la creatività aveva per me fino a quel momento una dimensione quasi intima o perlomeno solitaria, si, avevo avuto esperienze in gruppi di lavoro creativi, belle senz’altro, ma qui la dinamica era altra cosa, del tutto nuova, esaltante, a tratti quasi inquietante direi. Senz'altro ora, dopo diversi anni insieme, posso affermare che esistono due individualità che hanno la possibilità di muoversi in maniera autonoma, oppure come tu ben hai detto in maniera simbiotica, muovendosi su un equilibrio raro e al contrario di quanto si potrebbe pensare solido e certo…. per me progettare e fare insieme a Paura rimane ancora la cosa più naturale che sperimento. Alla seconda domanda non posso rispondere, non saprei, non ho punti di arrivo, mi esalta il fare.



Avete  voglia di  insegnare alle persone non a dare risposte, ma a farsi domande con le vostre opere ?

GRAMAX:Non amo l'insegnamento, se non in rapporti esclusivi, cioè quello che si instaura tra un maestro ed un singolo(e prediletto) allievo, ma ancora mi sento lontana dal diventare un maestro. Quindi le nostre opere hanno poche pretese in tal senso, se non esprimere una nostra visione e un nostro senso critico, cinismo e ironia spesso aiutano, cerco di essere lontana dalla retorica, una dose di provocazione è necessaria e sana, se le persone si fanno domande di fronte alle nostre opere, sentono disagio ed escono dalla propria zona di comfort mi sento soddisfatta ed orgogliosa.

I nudi di Schiele e Klimt danno ancora scandalo: Nei manifesti di Londra dove viene promossa la loro mostra vengono coperti  i genitali - neppure l'arte sfugge al pensiero unico ?

PAURA: Non credo che il problema stia in un nudo ma nell’incapacità di distinguere l’osceno dal brutto, l'opportuno dall’inopportuno, la censura come l'arte è espressione di una società e di un tempo, è una semplificazione facile coprire i nudi… un “criterio acritico” specchio di un tempo in cui la superficialità trova sempre più spazio, nella comunicazione, nella politica, nella cultura.

GRAMAX: L ’unica cosa che mi viene da dire è che sicuramente gli organizzatori hanno saputo trarre vantaggio da tutta la vicenda, basta vedere i poster, e la cosa è talmente “rotonda” che il sospetto è che sia tutta una bella trovata di marketing, quindi bravi loro. Per il resto, si, i due sono ancora scandalosi ovvio, ma non per i genitali che mettono in bella mostra ma perché le loro sono le forme dell’umana condizione, in Schiele soprattutto il corpo è osceno, deformato, dilaniato dalla tensione, eros e thanatos  che vibrano su nervi, muscoli e carne… il loro è il corpo del 900, questo è il motivo dello scandalo.





Il proprietario di una delle 600 copie originali dell'opera di Banksy "girl with a balloon" ha preso un taglierino e l'ha sminuzzata, emulando il gesto dell’artista di qualche giorno fa – l’uomo, che l’aveva pagata 40.000 sterline : idea banale, idea stupida, idea innovativa ? Le opere che si autodistruggono saranno il must del futuro ?

PAURA : La bellezza si trova ovunque, nell’effimero, mi vengono in mente i mandala, e nell'imperituro, penso ad esempio al Pantheon, la dimensione del sacrificio è necessaria per la creazione, la distruzione non è necessaria a meno che non sia insita nel concept dell’opera e dell'artista, altrimenti è pubblicità. Fermo restando che l'arte non sfugge al mercato…

Quando teniamo nascosto qualcosa, la nostra mente continua a tornare spontaneamente sulla questione da non rivelare, tentando di affogarla nella memoria ma che riemerge in varie situazioni, incidendo negativamente sulla percezione della nostra autenticità : ecco nelle vostre opere quale prerogativa di autenticità deve prevalere ?

PAURA : Dichiarare la messa in scena è inevitabile, trovo autentico lavorare su temi che mi toccano, trovo autentica l'esposizione del mio lavoro, del mio pensiero, del mio sentire, le mie opere dicono molto di me, questa è l'autenticità a cui ambisco.

Alla prima prova scritta dell'esame di maturità 2019 non ci sarà più la traccia di storia. Come dire agli studenti: smettete di studiarla, non serve: le vostre opere nascono per durare nel tempo ? Il legislatore sbaglia nel commettere questa riforma ?

PAURA : La storia non è maestra di nulla, almeno finché l'uomo non smetterà di fare gli stessi sbagli, smettere di studiarla significa abbandonare un ulteriore strumento di critica, forse significa rinunciare ad essere migliori. Il legislatore è folle, l'ignoranza ci seppellirà. Siamo arrivati ad un punto in cui la bellezza non può più salvare il mondo, ma deve essere il mondo a salvare la bellezza.



Arte e follia, continuano ad andare  a braccetto ? Vi sentite dei folli come all’inizio della vostra avventura assieme ?

PAURA: Io ho scelto di saltare con Gramax, ne sono orgogliosa ancora oggi, mi sento nel pieno di una lucida follia, vorrei fare e vedere ancora tanto insieme.

GRAMAX: ancora più folli semmai… un conto è progettare di fare una cosa, altra questione è farla.


Un 15enne autistico di Udine viene preso di mira dai compagni di classe e viene costretto a compiere atti osceni davanti ai professori e a vedere video porno – il ragazzino è stato fotografato e gli scatti sono finiti sui social : ecco parliamo di selfie la vostra ultima opera in esposizione alla Cluster, ma soprattutto quanto è importante la comunicazione quando si verificano queste azioni vergognose ?

PAURA : Questo è il vero brutto. Più che la comunicazione serve l'educazione, anche rigida di fronte a tanta bruttura. SELF/ie in fondo dice questo… Meno social, più vita vera, condividere non è postare, condividere è guardarsi l’un l'altro, ascoltarsi, parlarsi, sembra banale, ma è un'urgenza culturale. Le persone vivono con telefono in mano, postano cosa mangiano, dove sono, quanto sono fighe, etc… credo per sentirsi speciali. Non si è speciali se si resta dei numeri, in un social siamo proprio questo:dei numeri.

Se Salvini cambiasse idea sui migranti e diventasse un medico senza frontiere? Come vi piacerebbe rappresentarlo e dove ?

PAURA : Non mi interessa rappresentare gli uomini nella loro singolarità, ma in quanto portatori di valori universali.


Dissacranti, provocatorie e ironiche : come vi immaginate un nuovo rinascimento artistico di questo paese ?

PAURA : Credo che per un nuovo Rinascimento sia indispensabile rivalutare il dato umano, considerando gli uomini come prioritari, ancora prima del dato economico.


L’arte in generale deve continuare ad essere una eccellenza italiana al servizio del paese ?

GRAMAX: Se per arte intendi la mole di quanto ereditato in quanto italiani si, su quell’eccellenza noi italiani dovremmo essere in grado di monetizzare al meglio, salvaguardandola, sponsorizzandola, difendendola quando serve, in questo senso quindi si, dovrebbe essere più al servizio del paese, cosa che non facciamo proprio benissimo direi. Se per arte intendi la produzione artistica e quindi l’arte contemporanea e il suo sistema, i suoi artisti, i suoi curatori, musei e gallerie allora non saprei, in primo luogo non so se questa arte sia un'eccellenza, in secondo luogo non credo che a l’arte e quindi all’artista, dovrebbe interessare o interessi essere al servizio del paese, qualsiasi esso sia: si dice che un artista non ha patria, e in linea di massima condivido, mi viene in mente ad esempio il “Bene” pensiero e tutta la sua speculazione sullo stato assistenzialista ad esempio.


Parliamo del luogo dove avete esposto in questi giorni ,parliamo della Contemporary Cluster ?

Contemporary Cluster esprime una visione trasversale di arte, design ed impresa. Credo sia un'ottima formula da sperimentare. Ci siamo sentiti accolti ed abbiamo apprezzato lo spazio e la fiducia che ci è sono stati dati. Trovo interessante la contaminazione e lo spirito di avanguardia che animano la galleria.


Roma è la capitale d'Europa più sporca: solo un romano su dieci è soddisfatto:voi che l'avete vissuta in questi giorni come l'avete trovata ?

PAURA : Indegna e qui mi fermo.

Ci sono dei grazie nella vostra carriera ?

PAURA : Ringrazio Gramax che alza sempre l'asticella e ringrazio i miei genitori per la loro “fede” nelle mie scelte lavorative.

Progetti nel futuro?

PAURA : Portare SELF/ie su nuovi scenari (a breve Berlino) e sviluppare le altre installazione ed opere del progetto I/the Other. Nei prossimi mesi lanceremo oggetti in serie limitata derivati dalle nostre esperienze artistiche, in particolare nel settore tessile e di arredo, col brand del nostro studio: ETERE COLLEZIONI. L'idea è legata al Rinascimento ( vedi domanda precedente), cioè dare valore all'uomo e al suo lavoro, all'esperienza reciproca che si realizza tra noi e gli artigiani con cui collaboriamo, uno scambio umano, di conoscenze, di saper fare e di tempo.

Benedetta Spazzoli

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