Tempesta Di Grandine A Roma

La Capitale colpita e devastata da una tempesta di pioggia e grandine

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Il caldo anomalo di queste settimane dovrebbe spaventare tutti ma ognuno rimane fedele al proprio ottimismo o forse alla propria incoscienza. Da anni, scienziati ed ecologisti di tutto il mondo lanciano accorati appelli sul fatto che siamo ad un passo dal punto di non ritorno dal cataclisma climatico. Facciamo finta di nulla, i nostri governanti fanno finta di nulla, non saranno poi loro a soffrire dei disastri economici legati a quelli ambientali.
Uragani, scioglimento dei ghiacci con conseguente innalzamento del livello dei mari, desertificazione, inquinamento ambientale, tutto concorre ad abbassare notevolmente il nostro livello di qualità della vita oltre che metterci in grosso pericolo di vita.
Certo, se oltre a questo ci mettiamo anche una certa incapacità a gestire la normale manutenzione di una città, allora si arriva ai livelli di ieri sera a Roma, dove si è abbattuta una tempesta di vento, pioggia e grandine che ha messo in ginocchio interi quartieri del quadrante di Nord-Est.
L'incubo inizia attorno alle 19 di ieri sera, il cielo si copre rapidamente, iniziano a sentirsi in lontananza tuoni minacciosi che diventano ogni minuti sempre più forti e vicini. Inizia a piovere, piove a dirotto, precipita grandine con chicchi grossi come monete da due euro. Le strade diventano fiumi, la grandine è così tanta che sembra abbia nevicato. La Tiburtina, la Prenestina e la Collatina diventano immensi fiumi in piena che travolgono ogni cosa. I cassonetti ricolmi di spazzatura che si rovesciano, sacchetti di plastica che invadono le strade e galleggiano nei nuovi torrenti consolari appena nati. Le auto in tilt si fermano in mezzo la strada, poveri passeggeri in balia della piena e dell'acqua.
Ben presto i centralini sono intasati di chiamate e i vigili del fuoco sono impegnati in mille interventi causati da rami caduti e allagamenti. Anche i vigili urbani sono costretti a un super lavoro per gestire il traffico causato dalle inondazioni. Devono intervenire addirittura i sommozzatori per salvare automobilisti intrappolati nelle proprie auto quasi del tutto sommerse.
L'uragano di acqua e vento ha inoltre costretto alla chiusura cinque stazioni della metro A ed una della Metro B mentre anche le nuove stazioni della Metro C hanno avuto allagamenti anche se questi non hanno comportato la loro chiusura.
Cambiano le amministrazioni, ma i risultati sono sempre gli stessi anzi, possiamo dire che peggiorano.
I social oggi fanno rimbalzare le ironiche esternazioni dell'attuale sindaco di Roma Virginia Raggi, quando, nel 2014, invitava tutti a premunirsi di gommoni per la pioggia prevista e dopo le inondazioni autunnali era un continuo invito ad Ignazio Marino a dimettersi per manifesta incapacità.
"Con noi al governo di Roma, nei primi sei mesi azione devastante x pulizia tombini chiusini scoli e fogne" prometteva il Movimento 5 Stelle nel luglio del 2014. I sei mesi sono abbondantemente passati, almeno 4 volte, eppure la situazione risulta sempre la stessa.
"Parole parole parole" cantava una divertita Mina. I romani, il divertimento, lo hanno da tempo accantonato assieme alla pazienza tanto che la cittadinanza si sta muovendo ed ha programmato per sabato 27 Ottobre alla 10,30, una manifestazione in Campidoglio per dire basta a quella che definiscono una disastrosa gestione della città di Roma.
Nel frattempo, domani 23 Ottobre e poi il 25, sono previste le deposizioni della sindaca Raggi al processo che la vede imputata per falso in relazione alla nomina di Renato Marra guida della Direzione Turismo del Campidoglio. Il 10 Novembre la sentenza, che sia la giustizia a dire basta?


Alessio Capponi

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