POGBA, ULTIMA DA AVVERSARIO ALLO STADIUM ?

Per la Juve l’occasione di chiudere la qualificazione champions in anticipo con un occhio al mercato di gennaio.Art .di Massimiliano Piccinno -

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di Massimiliano Piccinno -  

Arriva lo United allo Stadium e, fino a qualche anno fa, sarebbe stata una partita da far tremare i polsi alla tifoseria bianconera. Oggi, invece, nessuna avversaria, seppure blasonata, incute più timori eccessivi. Rispetto sì, ma non più paura. Oggi è palese, nel popolo bianconero, una maggiore consapevolezza della propria forza in ogni componente della squadra, dal Presidente fino all’ultimo dei tifosi. Innegabile che l’arrivo di CR7 abbia fatto alzare il livello non solo tecnico della Juventus che ha avuto una crescita nella personalità di ogni elemento, stimolato dalla competizione interna all’emulazione delle gesta del 5 volte pallone d’oro.

Ma la forza della Juventus di questi ultimi anni è stata anche nel mercato che, sotto la gestione Marotta - Paratici, ha messo a segno delle operazioni, in entrata ed in uscita, spesso inizialmente incomprese e discusse. Pogba rappresenta, forse, il vertice di queste operazioni con la cessione record proprio allo United che non ne ha esaltato, se non sporadicamente, il talento cristallino.

Mourinho, con la pressione eccessiva del suo super-ego, non ha saputo gestire adeguatamente il talento francese che, oggi, guarda con nostalgia a Torino, alla forza dell squadra e alla serenità di un ambiente in cui ha lasciato tanti amici e molti rimpianti.

La finestra di mercato di gennaio potrebbe essere l’occasione ideale per ripercorrere, in senso inverso, la strada tra Torino e Manchester, dopo che in estate i reds avevavo sparato grosso, chiedendo Pjanic in cambio del Campione del Mondo.

“Ho lasciato la Juve senza rimpianti e, per ora, sto bene qui a Manchester”, dichiara ovviamente oggi Paul con la necessaria diplomazia che contraddistingue momenti come questi in cui un calciatore è in bilico tra due destinazioni.

Ogni partita ha il suo sapore e i suoi significati ma, sicuramente, tornare a Torino, percorrere quel corridoio che porta al terreno di gioco, riabbracciare tanti amici con i quali aveva raggiunto le sue prime vittorie, avrà un sapore diverso per un giocatore che non vuole perdere l’occasione di fare un ulteriore salto di qualità per la propria carriera, puntando a quel pallone d’oro che lo consacrerebbe nell’olimpo del calcio, magari sfatando tutti i tabù del passato sollevando al cielo quella Champions che il popolo bianconero attende da troppo tempo. 

di Massimiliano Piccinno -  

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