BELLATRIX

“La baia degli angeli” è una canzone che racconta, usando metafore e immagini, una storia di un padre ed una figlia, in un momento particolare della loro vita.

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Oggi abbiamo il piacere di intervistare Franco Vietti che presenta il brano musicale “La baia degli angeli”, di cui è autore.

Per chi non conoscesse il tuo percorso artistico e musicale come descriveresti brevemente il cammino che ti ha portato fin qui?

La musica per me è innanzitutto una grande passione che ho cercato di coltivare sempre, anche se in alcuni momenti l’ho messa un po’ da parte e in altri mi ha dato grandi soddisfazioni, specialmente nei molti concerti fatti. Recentemente mi sono rimesso a fare “un po’ d’ordine” in tutte le canzoni che avevo scritto e mai proposto e ho iniziato a scriverne anche altre. Valutare quello che si fa è sempre molto difficile, bisogna essere molto oggettivi e onesti con sé stessi; alcune tra queste, però, alle persone a cui le le facevo ascoltare piacevano ed allora ho deciso di iniziare a fare i primi provini in studio.

Hai vissuto il mondo della musica attraverso diverse sfaccettature, prima come batterista, ed ora come autore di questo brano: da dove nasce l’idea di questo progetto?

In realtà sono partito con l’idea di propormi esclusivamente come autore, anche se per alcune canzoni, tra cui “La baia degli angeli” ho voluto andare oltre al provino ed ottenere un prodotto finito per comprende, io per primo, quale potesse essere il risultato finale di ciò che stavo facendo. E’ pur vero che se un pezzo è bello, è bello anche solo piano e voce o voce e chitarra, però l’arrangiamento è molto importante, soprattutto per l’atmosfera e l’interazione che possono valorizzare molto la canzone. Poi non ci siamo fermati, perché a quel punto ho deciso di fare anche il video, chiamando Alessandro Stevanon, che è un grande professionista con diverse esperienze alle spalle, a fare la regia. Il risultato ci è molto piaciuto, poiché l’abbinamento tra testo, suono e immagini ritengo valorizzi la narrazione del racconto.   

In passato hai potuto collaborare con alcuni grandissimi artisti del panorama italiano ed internazionale: quali collaborazioni hanno segnato maggiormente lo sviluppo della tua carriera?

Tutte le esperienze che si fanno servono; alcune sono molto significative altre un po’ meno certo, ma c’è da imparare da tutto quello che si fa. Se non si mantiene questo approccio si finisce per essere inutilmente selettivi. Probabilmente il periodo bolognese, che ho avuto la fortuna di vivere musicalmente, è stato quello più determinante per comprendere meglio quanto sia difficile fare bene la musica italiana, specie quella d’autore, alla quale, con le debite proporzioni, mi ispiro.

Bellatrix è il progetto con cui presentate il brano “La baia degli angeli”, cantato da Simone Nadalin e prodotto da Guido Guglielmetti; come nasce la vostra collaborazione artistica?

Conosco Guido Guglieminetti da molto tempo, sin dal periodo in cui suonava con Ivano Fossati. Poi circa due anni fa l’ho contattato e gli ho inviato alcune canzoni. Lui ha uno studio di registrazione dove fa produzioni e corsi professionali e, oltre ad essere un grandissimo musicista, è una persona molto corretta: se una cosa non gli piace non ci lavora sopra e non gli dedica tempo. “La Baia degli angeli” gli è piaciuta e abbiamo iniziato da lì. A mio avviso ha fatto un arrangiamento bellissimo che dà al brano un’intenzione in totale sintonia con il testo, a partire dai suoni.

Questo brano rappresenta un cammino introspettivo in cui il rapporto con la natura e i suoi elementi acquisisce un ruolo di assoluto rilievo. Quanto ritieni che natura ed ambiente possano essere una fonte di ispirazione efficace nella scrittura di testi musicali?

L’ispirazione per i testi di una canzone arriva un po’ da tutto. “La baia degli angeli” è una canzone che racconta, usando metafore e immagini, una storia di un padre ed una figlia, in un momento particolare della loro vita. Per descrivere le emozioni, l’ambiente e la natura sono importantissimi e aiutano molto a creare i giusti contrasti, così come a valorizzare il testo.

Hai scelto come interprete di “La baia degli angeli” Simone Nadalin: da dove nasce questa scelta e quali sono le caratteristiche che ti hanno fatto capire che questa era la scelta migliore?

Io non canto: non sono capace e ho un timbro di voce che non mi piace. E’ molto importante avere la consapevolezza di ciò che si può fare e di cosa è meglio lasciare a chi è capace. Per cui, per iniziare a lavorare sul progetto ho chiesto a Simone se voleva dare voce a “La baia degli angeli”, così come ad altri pezzi che abbiamo registrato sempre con Guglielminetti e che sono pronti. Simone è riuscito a dare al pezzo la giusta intenzione; ha una voce molto interessante e ha dato una bella profondità. Sono contento che abbia accettato.

Ringraziamo Franco Vietti per aver condiviso con noi l’inizio di questa nuova fase del suo percorso artistico ed auguriamo le migliori fortune per questo progetto e per tutti quelli che seguiranno.

Federico Ceste

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