Melody Quinteros

Pianista e violinista, insegnante e concertista. Lei è Melody Quinteros, giovane musicista cosmopolita che ha già calcato importanti palcoscenici nazionali ed internazionali e che abbiamo intervistato con ammirata curiosità.

stampa articolo Scarica pdf

Chi è Melody Quinteros?

Ero già una musicista prima di nascere. Il mio destino era ed è quello.

Quando hai deciso di diventare musicista e perché?

Da sempre. Sin da piccolissima ho sentito che la musica era la mia vocazione. La scuola mi pesava, e, anche se i ricordi belli e positivi a tutt’oggi sono tanti, avevo la sensazione che stavo quasi “perdendo del tempo”, rispetto al tempo che avrei voluto utilizzare per fare ciò che amavo: studiare la musica. Mia madre ci ha insegnato l’amore per la musica e l’arte e dunque ne ho subito l’influenza positiva sin da piccola e non ho mai avuto dubbi sul fatto che la musica sarebbe stata il mio destino.

Qual è stata la tua formazione artistica e qual è l’insegnamento più prezioso che conservi nel cuore?

Ho iniziato a studiare pianoforte all’età di sei anni con mia madre e, due anni più tardi, ad otto ho cominciato lo studio del violino. Alle lezioni con mia madre sono poi seguite le lezioni private sia per il pianoforte che per il violino. Successivamente, sono entrata al Conservatorio e all’Università Nazionale di musica in Argentina, dove ho studiato per dieci anni. Gli insegnamenti che conservo nel cuore sono davvero tanti, ma, in particolare, i consigli più importanti che sono rimasti scolpiti nella mia mente sono due: “senza perseveranza non si arriva lontano” e “alla lunga uno deve diventare Maestro di sé stesso”. Questi due suggerimenti sono per me importantissimi perché sono fermamente convinta che valgano anche per la vita quotidiana.

Melody, cos’è la musica per te?

La musica è il mio mondo intimo e magico, dove posso esprimermi, sperimentare e vivere cose che il "mondo reale" non mi permette di vivere.

Qualche anno fa hai deciso di trasferirti da Buenos Aires a Roma. Cosa ti ha condotto a questa importante scelta?

È stato il mio desiderio, quello che mi ha mosso e spinto alla ricerca di una crescita come musicista e ovviamente come persona. Ho sempre voluto studiare in Europa. E così, Roma fu…

In un ipotetico confronto tra Buenos Aires e Roma, cosa ami di queste due grandi metropoli?

Quello che amo di Buenos Aires sono le grandi strade piene di teatri, librerie, aria latina, la musica… davvero unica. Amo i ricordi vissuti. Roma invece “ti rapisce” ed io adoro sentirmi parte di questa metropoli e, in qualche modo, rivivere ogni giorno la sua storia. A volte capita un momento di sconforto o di rabbia ma è sufficiente alzare lo sguardo e trovarsi dinanzi a quelle antiche colonne, ai palazzi costruiti secoli fa, per far fuggire ogni nube dalla mia mente ed ammirare la meraviglia che mi circonda.

Chi è Melody lontano dalle scene e come ti piace trascorrere il tempo libero?

Lontano dalle scene sono sempre io, solamente senza tanti filtri. Nel poco tempo libero che ho mi piace stare con me stessa - a "casita" con il Mate, mentre cucino - condividerlo con la gente a cui voglio bene, respirare l’aria della natura, le gite, lo sport. Insomma, non solo musica ma pur sempre con un sottofondo musicale.

Se ti chiedessero da chi vorresti essere diretta in un concerto di musica classica, chi sceglieresti?

Mi piacerebbe essere diretta da Dudamel oppure Baremboim. Anche se, a dire la verità, mi sarebbe piaciuto di più suonare con i Beatles.

Melody, tu sei anche un insegnante di violino. Quanto è importante nella tua esperienza professionale l’insegnamento?

L’ insegnamento è molto importante, è la guida della nostra strada, anche nella vita, è la base del saper camminare e sopravvivere.

Come selezioni il repertorio per i concerti?

La musica la scelgo in base al tipo di evento.

La tua musica è spesso protagonista negli spettacoli di Milonga. Il Tango è nel tuo dna?

Se il Tango è nel mio dna? Assolutamente si! Ad essere onesta però, il Tango l’ho scoperto a Roma. Come si suol dire: a volte bisogna trovarsi lontano per rendersi conto di ciò che abbiamo vicino. Non lo ballo però lo suono. Ma, mai dire mai, prima o poi imparerò anche a danzarlo.

Progetti futuri e prossimi appuntamenti?

Non smetto mai di sognare e vorrei fare tante cose ancora ma preferisco non anticipare nulla, temo che poi non accada ciò che desidero. Sicuramente mi piacerebbe portare ovunque la mia musica. I prossimi appuntamenti per il momento sono a Roma: tre volte a settimana con il mio trio acustico M3TYKA (violino, viola e violoncello) preso l’albergo The Pantheon e il ristorante Liòn. Invece con il gruppo di Tango Malandrìn faremo delle serate a Milano ed in Calabria nel mese di Dicembre. Inoltre faccio parte di un bellissimo progetto di Companies Talks creato per Andrea Dotti con la regia di Tiziana Sensi nel quale giriamo per l’Italia raccontando delle bellissime storie su come nascono e si sviluppano i grandi modelli di business dei progetti dot-com (diversi siti di internet). E poi tanti altri … ma tutto non si può dire.

Erika Gottardi

© Riproduzione riservata