Roma Genoa 2018

Una Roma svogliata, pigra e senza idee, che pare aver contagiato anche il suo portiere, che oggi alla prima occasione, va in bambola riuscendo a stupire in negativo.

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Serata fresca all'Olimpico di Roma.

Curve quasi vuote per una sfida che avrebbe potuto decidere le sorti del suo tecnico, un clima surreale con la tifoseria in “sciopero”, pochi, pochissimi i presenti che per tutto il match si sono fatti sentire, hanno dato vita ad una contestazione durissima nei confronti della società e di Pallotta esibendo striscioni e fischiando i giocatori, ma comunque sostenendo la squadra fino al triplice fischio.

Di Francesco alla fine decide di rivoluzionare ancora una volta la formazione, un 4-2-3-1 con Schick in panchina e Zaniolo prima punta, Kluivert a sinistra e Under a destra.

Nei primi dieci minuti di gioco, la tifoseria alza i cori, prima le contestazioni al presidente, poi in un colorato turbinio di bandiere incita e sostiene la squadra, lo spettacolo lo fanno sugli spalti più che sul campo e seguire la partita diventa ancora più difficile.

La Roma stenta ad impostare, deficita in schemi e fraseggio, poi al 17 un tiro di Hijlemark diretto nelle mani di Olsen, il portiere giallorosso ferma la palla ma la fa scivolare sotto le gambe; la palla entra in porta spinta anche da una imbeccata di Piatek,che trova nell'incertezza di Olsen l'appiglio per siglare lo 0-1.

Una Roma svogliata, pigra e senza idee, che pare aver contagiato anche il suo portiere, che oggi alla prima occasione, va in bambola riuscendo a stupire in negativo.

La partita viaggia su un binario unico, la squadra giallorossa non concretizza le azioni, e mentre i due esterni di attacco prendono troppo alla lettera il concetto di esterno è il Genoa a fare la partita.

Fazio, in un momento di lucidità, recupera con un'azione in mischia nell'area avversaria,ma purtroppo l'arrendevolezza generale, la mancanza di uno schema concreto fa sì che il Genoa riesca a prendere campo in contropiede, Manolas e Fazio si fanno scivolare addosso i rossoblù con leggerezza e il gol dell'1-2 sembra scaturire con una naturalezza che poche volte si è vista nelle gambe della squadra genoana.

Prandelli lavora bene, accentra la squadra e cerca di sfondare al centro, Zucanovic però non sembra afferrare ed è un po' lui ad avere responsabilità sui gol giallorossi.

L'atteggiamento in campo non lascia molta speranza di poter prima o poi rivedere una Roma ad alti livelli, si è parlato sì, di una squadra in forte emergenza, di giocatori al limite dello sfinimento ma in generale è la testa a sembrare lontana dal campo di gioco.

Cristante a centrocampo perde palloni senza assicurarsi dei compagni a portata di mano ed a tentare le imbeccate, sono i giovani affamati di gol. Nonostante l'atteggiamento rinunciatario, è merito suo uno dei gol giallorossi che permettono alla Roma di portare a casa i tre punti.

In questa Roma, che ormai avrà davvero bisogno di una svolta epocale, saranno diverse le teste a saltare, anche se, parte tutto dalla rimonta di Kluivert che allo scadere del primo tempo riporta in parità un match davvero deludente.

La squadra ligure arriva a Roma dopo una serie di sconfitte pesanti, l'ultima contro l'Entella in Coppa Italia, la voglia di rivalsa è forte ma una Roma che come dicevamo dovrebbe entrare nell'ottica di recupero di un Campionato ad oggi estremamete fallimentare, appare provata più da uno scoramento generale che carica di aspettative.

Come dicevamo,il pubblico sugli spalti non molla, ci crede e carica ad intermittenza, tante piccole bandiere intercalate da striscioni duri, forti; sul prato verde però, pare non arrivare nessun tipo di messaggio ed è avvilente, è subdolo e irrispettoso verso la maglia e verso i colori, si, il clima è davvero surreale, pochissimi i tifosi, arrivati più per far sentire le loro ragioni che per incitare una squadra che non ascolta e che non coglie i messaggi che le vengono rivolti un pubblico che non riesce nemmeno a partecipare ad una festa come dovrebbe essere quella in uno stadio di calcio.

A fine partita il mantra che accompagna giocatori e Mister sembra essere sempre lo stesso, “Abbiamo conquistato i tre punti!”, in conferenza stampa Di Francesco continuerà a spingere su quello che è stato il risultato finale,il giudizio a suo parere risulterà comunque positivo, insistendo su un rendimento che a volte pur ottimo in campo non ha regalato i frutti desiderati.

Alle considerazioni dei giornalisti il ritorno del Mister è una visione positiva del gioco, i giovani che crescono, che creano azioni pur essendo nel complesso acerbi.

In realtà il polso della partita stasera è sembrato tutt'altro che positivo, giocatori e squadra spesso in affanno, sotto i colpi di un'avversaria che ha creato e costruito di più, specialmente con le palle filtranti di Lazovic e Kouamé, il pressing e l'insistenza in area del Genoa, costringeranno poi Di Francesco ad inserire Santon al posto di Under per avere maggiore copertura dietro e favorire l'avanzamento di Cristante più vicino alle punte.

Il Genoa va vicino al pareggio sullo scadere, un fallo pieno di Florenzi su Pandev in piena area di rigore, viene ignorato dall'arbitro che non concede nemmeno il beneficio del Var.

Netto il fallo, netto il rigore, l'arbitro preferisce non infierire e grazia, a torto, la Roma.

Tre punti amari e ,nonostante la partita, regalati ad una squadra che si spera rinasca dalle ceneri per riprendersi agli occhi di tutti quella credibilità che è stata da sempre un vanto per la squadra giallorossa.

Si va verso Juve Roma,con molta probabilità verranno recuperati Dzeko e De Rossi, speriamo anche qualcuno in più, serve morale, serve una “botta” di orgoglio...servono attributi, quelli veri.


Laura Tarani

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