Milan 0 - 1 Fiorentina 22.12.2018

E' sufficiente un tiro di Chiesa per punire un Milan sprecone.

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Brutto stop per i rossoneri, che sembrano essere precipitati in una crisi senza fine. Alla Fiorentina basta difendersi, con un gioco maschio ai limiti del regolamento, per tenere a bada la squadra di Gattuso e colpirla con una delle rarissime sortite offensive.

Milan alla ricerca dei tre punti dopo due pareggi consecutivi in campionato, inframezzati dalla brutta sconfitta di Atene che ha significato l'uscita prematura dall'Europa League. Centrocampo in super-emergenza, causa la squalifica contemporanea di Kessie e Bakayoko, a cui si è sommato il recente infortunio di Bertolacci, che costringe Gattuso a tornare al 4-3-3 ed impiegare Calabria nell'inedito ruolo di mezz'ala, così come Calhanoglu. Al centro dell'attacco Higuain, affiancato da Suso e Castillejo, che trova finalmente un posto da titolare. Ennesima panchina per Conti, ormai recuperato da un mese, che sta diventando un vero e proprio mistero in casa rossonera. Tutto confermato per i viola, con modulo speculare ed il tridente offensivo formato da Simeone, Mirallas e Chiesa.

L'avvio del match è piuttosto bloccato, con le squadre che lottano soprattutto a centrocampo. Nel primo quarto d'ora, le uniche conclusioni degne di nota sono di Calhanoglu, che in un paio di occasioni prova ad impegnare Lafont dalla distanza ed è proprio il turco ad avere sui piedi la palla per portare in vantaggio la sua squadra, dopo un rimpallo fortunoso che lo libera davanti al portiere viola, ma il suo tiro è impreciso e sciupa tutto.

Dopo una fase centrale piuttosto nervosa, dove l'arbitro risparmia un paio di gialli alla Fiorentina per dei falli gratuiti a centrocampo, acuto improvviso del Milan con Rodriguez, che alla mezz'ora calcia fortissimo di sinistro da fuori area e constringe Lafont alla deviazione in angolo. Non è proprio la giornata di Calhanoglu, che quando mancano due minuti al duplice fischio ha la possibilità di portare in vantaggio i suoi con un tiro a botta sicura dall'interno dell'area, ma sulla sua strada trova Milenkovic pronto a respingere sulla linea di porta.

E' l'ultimo squillo di un primo tempo dove manca qualità e dove i rossoneri non riescono a trovare soluzioni offensive nonostante la buona volontà messa in campo, con gli esterni che non offrono palloni ad Higuain, costretto a svariare su tutto il fronte d'attacco ed uscire dall'area per cercare soluzioni alternative. Ancora una volta, dopo le ultime due, il Milan scende negli spogliatoi senza avere fatto, nè subito alcuna rete.

Nella ripresa il match prosegue sulla falsariga del primo tempo, con la Fiorentina che rinuncia quasi completamente a giocare, preferendo una strategia di attesa premiata dalla poca incisività dei padroni di casa. La squadra di Pioli pratica un gioco molto fisico, aiutato da un arbitraggio decisamente poco severo: con un fischietto diverso, probabilmente si sarebbe trovata in dieci entro la prima ora di gioco. Ciò nonostante, qualche squillo sporadico del Milan si riesce a vedere, come quando Higuain impegna di testa Lafont, che devia in angolo.

A metà della seconda frazione, Gattuso decide di fare un doppio cambio e tornare al 4-4-2, inserendo Cutrone e Laxalt rispettivamente al posto di Josè Mauri e Castillejo. La scelta, oltre a fare arrabbiare Conti che si scaldava intensamente da venti minuti, è tatticamente sbagliata: il numero quattro rossonero, migliore in campo dei suoi, aveva dato grande equilibrio con la sua grinta senza disdegnare le sortite offensive. Sarà un caso, ma poco dopo arriva il goal della Fiorentina: Suso ed Abate lasciano un'autostrada a Chiesa sulla fascia e l'esterno non si fa problemi ad avanzare e cercare il gran tiro da fuori area, che trafigge Donnarumma sul secondo palo.

Nonostante un Milan tutt'altro che irresistibile, a questo punto del match il risultato è falso rispetto a quanto visto sul campo. I padroni di casa non si arrendono e a cinque minuti dalla fine vanno vicini al goal del pareggio con Rodriguez, che di testa costringe il portiere viola ad effettuare un grande intervento per mandare il pallone sopra la traversa. E' l'ultima occasione per i padroni di casa, che passeranno un brutto Natale al quinto posto dopo avere fatto soltanto due punti nelle ultime tre partite.

Nulla è perduto per la squadra di Gattuso, che in sette giorni andrà prima in casa del Frosinone e poi ospiterà la Spal. Se non arriveranno sei punti, però, la situazione per l'allenatore rossonero potrebbe tornare a farsi molto calda e l'albi degli infortuni potrà reggere fino ad un certo punto. Il panettone ormai è assicurato, ma la Befana potrebbe portare del carbone ben poco dolce al tecnico rossonero.

TOP E FLOP DEL MATCH:

Nei rossoneri male ancora una volta gli esterni: a parte un paio di giocate estemporanee, Suso e Castillejo non riescono a dare qualità negli ultimi trenta metri, costringendo Higuain ad uscire sempre dall'area per cercare il pallone. Decisamente positiva la prova di Josè Mauri, sostituito a metà ripresa (forse per la stanchezza), capace di dare grande equilibrio alla sua squadra prima della propria uscita,

Scontata la palma di migliore in campo per Chiesa, che con la sua perla regala tre punti ad una squadra che ha fatto ben poco per meritarli. In ombra Simeone, che però è costretto a sgobbare senza ricevere palloni giocabili.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Milan (4-3-3): G. Donnarumma, Abate (83' Abate), Romagnoli, Zapata, Rodriguez, Calabria, Mauri (67 ' Cutrone), Calhanoglu, Suso, Castillejo (67' Laxalt), Higuain. All.: Gattuso

Fiorentina (4-3-3): Lafont, Milenkovic, Pezzella, Hugo, Biraghi, Benassi (86' Laurini), Veretout, Edimilson, Mirallas (62' Gerson), Chiesa, Simeone (88' Pjaca). All.: Pioli

Matteo Tencaioli

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