Valerio Lundini

All'OffOff si supera anche questo 2018...grazie ad Uno Spettacolo Eterosessuale. Con tutto il rispetto - di Alessia de Antoniis

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Valerio Lundini torna nell'ormai famoso teatro di via Giulia, dal 29 al 31, con il suo ultimo lavoro: oltre un’ora di comicità non-sense e sketch surreali, con cui colleziona sold out in giro e fuori dalla capitale. Uno Spettacolo Eterosessuale. Con Tutto il Rispetto ci trascinerà in atmosfere che spaziano dal noir al musical per affrontare temi importanti come i citofoni, le locandine brutte e le reazioni che hanno gli operatori del pronto soccorso quando già conoscono il morto, per arrivare fino alla dedica agli autori delle hit estive, con l’esistenziale domanda che Lundini si pone: Cosa fanno questi autori durante le festività pasquali?Valerio scrive abitualmente sulla rivista Linus e, oltre all’attività di musicista, fa l’autore alla radio e alla tivù collaborando, tra gli altri, con Nino Frassica, Lillo & Greg e con altre trasmissioni.Non si può spiegare uno spettacolo di Valerio Lundini, si può solo andarlo a vedere, magari trascorrere con lui la notte di Capodanno, ma dare un senso alla sua comicità è di per sé un non-sense.Ecco perché lo abbiamo incontrato.

Valerio, ci dai due buoni motivi per venirti a vedere all’Off Off e almeno uno per trascorrere capodanno insieme a te?

Quelle che farò all’Off Off sono la bellezza di tre date, quindi quasi il triplo dei miei fans (me compreso). È uno spettacolo nuovo e non escludo che pochi minuti prima dell’inizio io decida di mollare tutto e rifare l’altro spettacolo che comunque era andato bene, quindi se non siete mai venuti a vedermi, veniteci, che così non vi accorgete neanche dell’imbroglio. Un motivo per trascorrere il Capodanno con me è sicuramente la mancanza di alternative valide. Ho dato un’occhiata in giro e credo che anche io alla fine rimarrò all’Off Off a fare la terza data.

Metti in ridicolo la pochezza dell’italiano medio, soprattutto le generazioni under 50. Il tuo pubblico, su quale dei propri difetti ride di più?

Non so se faccio realmente o volutamente questa operazione. Sicuramente molte delle pochezze che mi piace sottolineare sono quelle che sento mie in primis. Per quanto io mi ritenga migliore della media, per vari motivi, so anche di avere dei pregiudizi sbagliati, delle zone d’ombra e dei difetti da persona media. Quindi molti forse trovano divertente questa cosa perché pensano che io li stia condannando.

Il fatto di sembrare innocuo, fa abbassare le difese a chi guarda una comicità come la tua?

Non lo so, forse si. Credo di essere realmente innocuo e inoffensivo, per mia scelta. Non ho mai amato chi sale su un palco con la voglia di spaccare tutto ed essere irriverente a tutti i costi. Non ce n'è bisogno ed è un atteggiamento che mi indispone. ...Non so, forse è una domanda che andrebbe fatta a terzi, i terzi che abbassano le difese.

A parte la tua laurea in lettere, qual è stato il tuo percorso formativo?

Ho fatto il liceo scientifico, prima delle laurea in lettere ho provato per tre anni a prenderne una in giurisprudenza, ma non ero capace. Poi ho conseguito un diploma alla Scuola Romana dei Fumetti.

Come sei arrivato alla satira?

Non credo di essere mai arrivato alla satira, forse perché associo la parola satira a ricordi brutti di quando c’erano gli imitatori dei politici in tv che sermoneggiavano su cose che non capivo. Comunque, in generale, amo le cose surreali, indipendentemente dal loro essere comiche o meno. Da piccolo chiesi a una suora della mia scuola se Dio, che lei ci aveva da poco spiegato essere in grado di perdonare sempre, mi avrebbe perdonato semmai io avessi ucciso qualcuno; lei mi ha subito risposto fermamente “Dio perdona qualsiasi cosa”. Solo io in classe mi ero accorto di quanto fosse strana quella situazione, nonostante non facesse ridere. Ad oggi la ritengo ancora una cosa interessante.

I tuoi comici di riferimento?

Quelli viventi che mi piacciono di più in Italia sono, in ordine sparso: Renato Pozzetto, Corrado Guzzanti, Lillo & Greg, Nino Frassica, Massimo Bagnato, Max Tortora, Maurizio Milani, Edoardo Ferrario, Totò, Stefano Rapone, Lo Sgargabonzi, Antonio Rezza, Adriano Celentano (attore), Rocco Tanica e qualcuno che avrò dimenticato.Per quanto riguarda gli stranieri: sono sempre stato un fan di Mel Brooks, dei fratelli Zucker, Jim Abrahms. Di artisti come Louis Ck, Ricky Gervais e Larry David amo tantissimo i loro lavori seriali (“Louie”, “The Office Uk” e “Curb Your Enthusiasm”) piuttosto che i loro show di stand-up comedy. Di Woody Allen mi piacciono moltissimo i libri ancor più dei suoi film. Infine mi vengono in mente Andy Kauffman, Tim Minchin (un pianista comico australiano), i Flight Of The Conchords (un duo di attori-musicisti neo-zelandesi), Rowan Atkinson (quello di Mr Bean), Trey Parker & Matt Stone (quelli di South Park). Pure qui chissà quanti ne sto scordando.

La conversazione al citofono è geniale nella sua surrealtà, così come il ragazzo che va dal medico per curare un attacco di dissenteria. Come hai scoperto che potevi far ridere parlando del niente?

Quello del citofono è un dialogo che ho improvvisato con Francesco Gualtieri, un mio amico con il quale le conversazioni al telefono sono sempre così, da anni. Credo che neanche sapesse che stavo filmando quella cosa del citofono, ma mi pare assurdo per la sua durata contenuta. Francesco Gualtieri è un mio amico che, a differenza di me, ha finito giurisprudenza e che ora fa un lavoro vero....che però non ricordo e non saprei spiegare.Lo sketch del tipo che va dal dottore l’ho fatto semplicemente perché, delle barzellette, mi ha sempre divertito immaginare tutto quello che sarebbe potuto succedere all’interno del loro micro-mondo, una volta che la battuta era stata detta.Come ho detto prima, il fatto che quelle cose facciano ridere, è in qualche modo accidentale, salvo i punti dove chiaramente c’è un tentativo di far ridere. Col rischio di sembrare presuntuoso, direi che molti di questi sketch, se non dovessero far ridere, manterrebbero comunque un minimo di dignità, una cosa che vedi e dici “non mi ha fatto ridere, ma va bene, non voglio che questa persona muoia”.

Fumetti e stand-up: da questi due punti di osservazione della società, riesci a far ridere nello stesso modo? Ti seguono le stesse persone? Il pubblico che ride alla tua comicità su youtube o nei teatri è lo stesso che legge Linus? Hanno lo stesso linguaggio, la stessa età, lo stesso background, le stesse aspettative? Riesci a far ridere parlando delle stesse cose?

Purtroppo di fumetti ne faccio ben pochi ormai, mi diverto a fare vignette di tanto in tanto. La stand-up ormai è un genere specifico che pare preveda quasi delle regole sui temi e sulla modalità: io faccio più che altro degli sketch singoli dove non parlo col pubblico ma con altre entità virtuali. Per quanto riguarda quell’elenco di categorie di pubblici che hai elencato, credo che non siano così tanti. Certo è che mi paiono tutti dignitosamente alfabetizzati. E questo è un bene.

In rete ho trovato uno sketch con Messner e uno con Totti. Ne faresti uno con Di Maio? Con Salvini? Con Renzi? Come li imposteresti?

Sia quello con Messner (nato come video di auguri al cantante del mio gruppo che è un fan di Messner), sia quello con il finto Totti, sono entrambi sketch dove le due personalità vengono spersonalizzate. Non so se saprei fare degli sketch riguardanti le persone che hai citato, perché sono personaggi politici e credo che, da sempre, ci sia una saturazione riguardo quella roba lì. Peraltro, con la mia poca conoscenza dei dettagli della politica, rischierei di impelagarmi in qualcosa che non mastico. Non amo le trasmissioni dove imitano i politici e prendono le parti del popolo buono italiano, come se fossero un coro di giovani personaggi di un musical Disney, pieni di speranze tradite da questi brutti politici cialtroni. Secondo me la gente che vota dovrebbe essere il bersaglio di queste trasmissioni e non (solo) i politici.

La comicità surreale è più facile farla con i politici attuali che con personalità del calibro di Berlinguer, Andreotti, Moro? O potresti farla anche con politici di altro spessore?

Penso che al loro tempo anche Andreotti e Moro furono parodizzati in qualunque forma. Credo che il problema della comicità sui politici sia proprio il suo non essere mai surreale. Guzzanti era uno dei pochi che riusciva invece a farlo in maniera efficace. Forse basterebbe prendere i personaggi della politica di oggi che, da quello che vedo e leggo, sono persone parecchio fesse, e ripetere le cose che già dicono nella realtà. Sarebbe sicuramente più affascinante se qualcuno, oggi, facesse una parodia di personaggi intoccabili del passato come Pertini, Berlinguer, Almirante. Ma indipendentemente della politica. Uno dei miei scrittori comici preferiti, nonché mio amico e grande fan degli Oasis, Alessandro Gori (alias Lo Sgargabonzi), ha la grande qualità di mettere in ridicolo personaggi intoccabili del passato come Pasolini e De Andrè: non perché non li rispetti, ma perché sono territori sui quali nessuno ha mai osato muoversi.

"Uno Spettacolo Eterosessuale (Con Tutto Il Rispetto)”, mi spieghi il titolo?

Da qualche anno ho deciso che dare un nome a qualcosa è un processo noioso, tortuoso e lunghissimo al quale si da un’importanza enorme a scapito delle proprie energie fisiche e psicologiche. Quindi, quando si tratta di dare un titolo, ci metto poco e lo promuovo quasi subito.Questo titolo nasce dal fatto che, parlando con Silvano Spada, il direttore dell’Off Off Theatre, avevo notato che il novantotto percento della programmazione del loro teatro consiste in spettacoli gay-friendly, sulle lesbiche, i trans, le cose lgbt. Allora ho voluto sottolineare che il mio spettacolo era, invece, eterosessuale (...metti che viene una mia zia a vedere lo spettacolo e poi si fa idee strane).Nessuno si è offeso per questo titolo, quindi il prossimo lo chiamo Recital e chi s’è visto s’è visto.

Collabori con Lillo e Greg. Scrivere per altri ti costringe a uscire dal tuo stile o sono gli artisti a beneficiare del tuo stile? Lillo e Greg sono anche un po’ Valerio Lundini?

Con loro ho sicuramente in comune il disegnare pupazzetti di continuo. Scrivere per loro a 610 mi piace molto: la trasmissione la conoscevo già da anni e quindi penso di aver assimilato lo stile che la caratterizza. Sicuramente abbiamo parecchi gusti in comune e questo aiuta.

Nella tua biografia scrivi: soffre di diabete di tipo uno e non possiede la tiroide. Fa ridere?

No. È solo vero purtroppo.

Cosa fanno gli autori delle hit estive durante le vacanze natalizie?

I regali.

Durante la Messa di Natale Papa Francesco ha detto: “Pochi banchettano, molti senza pane”. Come lo vedi un simile messaggio che arriva dallo Stato più piccolo e potente al mondo?

Credo si rivolgesse a quelli come me che devono evitare i carboidrati per via del diabete. Comunque dovrei sentire tutta la messa per contestualizzare meglio.

Potendolo fare, chiederesti il reddito di cittadinanza?

È una cosa di cui so quasi nulla. Ho letto solo di gente poco sveglia che è andata a chiederlo dal giornalaio qualche mese fa.

Andresti al Grande Fratello o altro reality avendo come aspettativa un posto al governo per un lavoro che non sai fare?

Ho partecipato già al Grande Fratello di due anni fa e sono stato ministro della difesa nel governo Monti nel 2012, in entrambi i casi con lo pseudonimo di Taylor Hayes. Quindi immagino che questa domanda sia una provocazione bella e buona.

Funziona più un reality o un centro per l’impiego per trovare lavoro?

Credo entrambi se sei bravo a mantenere quei lavori che ne sono usciti fuori.

Convinci un ragazzo che ha appena iniziato le superiori che studiare fa la differenza e che lo aiuterà più che postare selfie osceni sui social, andare a un reality o imitare la Ferragni?

Ma magari questo ragazzo sa già cosa vuole fare... se arrivo io a dirgli sta cosa magari mi piglia per matto.

37mila persone sono in coda per vedere la Ferragni che si trucca, alla modica cifra di 650 euro a biglietto. Sapresti farci uno sketch?

Ma è una cosa successa o è uno scenario inventato? Non so se saprei farci uno sketch, più che altro perché magari tra quattro anni non si capirebbe più di che parla.Ma come mai tutta questa fissa sulla Ferragni? Non si doveva parlare di me? Eh? Parliamo di me! Venite allo spettacolo omosessuale o come diavolo si chiama quella cosa che faccio all’Off Off Theatre gli ultimi tre giorni di dicembre! Ciao e grazie a tutti.

Alessia de Antoniis

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