Risveglio

Un lavoro di altri tempi e con piacevoli atmosfere teatrali perché a guardarla, Elena, ha uno sguardo un po’ di attrice della Belle Époque.

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Ciò che sta dando un’opportunità ai giovani emergenti di ritagliarsi un proprio spazio nella discografia italiana, sono le campagne di Musicraiser. Chiedere il supporto di amici o followers negli ultimi anni è un valido supporto contro i mancati investimenti delle etichette discografiche.

È questo il caso di Elena Sanchi che a distanza di tre anni dal suo debutto con il concept album Cuore Migrante, torna in una veste completamente nuova: un Risveglio appunto. Un disco dall’atmosfera soft, un lavoro di altri tempi e con piacevoli atmosfere teatrali perché a guardarla, Elena, ha uno sguardo un po’ di attrice della Belle Époque.

Nove tracce anticipate dal singolo Rimini, brano che più si diversifica dalle altre tracce, dove la lingua francese ha un ruolo importante. Una Rimini festosa che però risulta un po’ fuori contesto rispetto le altre tracce. Anche quando le atmosfere sembrano voler assumere un ritmo più incalzante come in Tradire e fare e Sulla mia pelle, si resta invece sospesi nella delicatezza di un cantato che rende questo album piacevolissimo all’ascolto e la sua semplicità ritmica e nei testi, lo rende canticchiabile da subito.

La delicata e malinconica In caduta libera e la minimal Goodbye i brani di maggior risalto.

Come spesso accade dinanzi al lavoro di un emergente, ci si trova alla triste considerazione che per quanto un prodotto sia valido, resterà ignoto alle orecchie della massa perché troppo impegnate a subire gli ascolti imposti dalla dura legge del marketing.

Sara Grillo

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