Genoa 0 - 2 Milan 21.01.2019

I rossoneri tornano in zona Champions nella desolazione del Ferraris

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La cronaca della partita va in onda in forma ridotta per andare incontro alle capacità mentali di chi ha deciso e successivamente avallato la scelta di disputare un match di calcio alle ore 15 di un giorno infrasettimanale, mancando completamente di buonsenso e di rispetto verso chi dovrebbe essere messo sempre al primo posto: i tifosi.

Nel 2005 il canale televisivo britannico Sky Travel, alla prese con una ricerca di mercato per capire il periodo migliore in cui vendere pacchetti vacanze, rese noto al pubblico l'individuazione da parte di uno psicologo di nome Cliff Arnall di quello che, secondo una sua equazione, sarebbe da considerarsi il giorno più triste di ogni anno. Si tratterebbe del terzo lunedì del mese, ribattezzato "Blue monday" ("lunedì triste", appunto) e, a distanza di quattordici anni, il mondo del calcio italiano è riuscito a farlo suo dandogli un significato tutto nuovo.

L’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive ha infatti confermato la settimana scorsa la scelta di anticipare lo svolgimento della partita “Genoa – Milan” alle ore 15 di oggi per motivi di ordine pubblico, tirando in causa l’acredine tra le due tifoserie nato nel 1995 dopo la morte di Vincenzo Spagnolo, tifoso rossoblu, accoltellato da un supporter rossonero, nonostante il match negli ultimi anni si fosse già più volte disputato in notturna senza problemi di alcun tipo, a dimostrazione dell’intelligenza delle due tifoserie.

Una scelta quindi priva di senso logico, oltre che di semplice buonsenso, dato che si tratta di un giorno dove tutti i negozi sono aperti ed il traffico è già congestionato a causa del crollo del Ponte Morandi che causò la morte di 43 persone e il rinvio della partita di andata, per non parlare dell’orario coincidente all’uscita degli studenti di alcuni istituti, costretti per la prima volta nella storia ad anticipare la fine delle lezioni per evitare la coincidenza di orario con il match ed eventuali problemi di organizzazione ed ordine pubblico: proprio quelli invocati alla base di questa scelta.

Siamo quindi di fronte all’ennesimo autogoal del calcio italiano che, come unico risultato, ha ottenuto l’ovvia e giusta rabbia dei tifosi, che hanno deciso di disertare in massa la Gradinata Nord e far giocare il match in un clima surreale che ha ricordato quello di sabato scorso a San Siro, con lo stadio chiuso ai tifosi a causa dei noti fatti prima e durante Inter – Napoli. Si sarebbe potuto fare altrimenti? Certamente, mai come in questo caso sarebbe bastato non fare nulla per fare meglio, ma quando ci sono di mezzo troppi interessi contrapposti, tra i quali non dimentichiamo gli obblighi di palinsesto televisivo, prendere decisioni avventate è la cosa più semplice.

Nonostante tutto la partita si è giocata ed in qualche modo bisogna renderne conto. Il Milan è sceso in campo senza Higuain, nemmeno convocato a causa del suo imminente passaggio al Chelsea e la stessa sorte è capitata al suo probabile sostituto in maglia rossonera, Piatek, costretto invece a saltare un turno per squalifica. In attacco quindi Pandev e Cutrone per gli ospiti, tra i quali torna titolare Suso e fa il suo esordio in campionato Paqueta.

Il match è a due volti, caratterizzato da un buon primo tempo da parte del Genoa, che però non riesce a concretizzare ed una ripresa dove si vedono sprazzi di buon Milan, in particolare nell'ultima decisiva mezz'ora.

Nel primo tempi, a provarci per i rossoblu sono Lazovic, Kouame e soprattutto Bessa, che sparacchia addosso a Donnarumma un pallone di Pandev che avrebbe meritato di essere gestito in maniera decisamente migliore. Nello squallore rossonero, dove al quarto d'ora Riccio (in panchina al posto dello squalificato Gattuso) è costretto a mettere in campo Conti e spostare Abate centrale per l'infortunio di Zapata, a farsi vedere in avanti con un briciolo di regolarità è Paqueta, che poco prima del duplice fischio tira fuori dal sinistro un bellissimo sinistro al volo che va a colpire in pieno il palo.

Al rientro in campo la musica cambia progressivamente ed il Milan trova la prima e decisiva rete a poco meno di venti minuti dalla fine del match, quando proprio Conti si ricorda dell'assist servito a Cutrone in Coppa Italia e decide di fare il bis, mettendo Borini in condizioni ideali per superare Radu. Tra sabato e martedì, contro il Napoli, ci si aspetta di vederlo titolare almeno una volta. A chiudere la partita ci pensa Suso, fino a quel momento uno dei peggiori, bravissimo a capitalizzare di destro la palla servitagli da Cutrone e portando a casa il più classico dei goal dell'ex.

Le emozioni finiscono qui e gli ospiti portano a casa tre punti che valgono il provvisorio ritorno in zona-Champions League. Almeno per questa settimana, in attesa dell'annuncio di Piatek, Gattuso potrà dormire sonni tranquilli.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Tra i rossoneri ci sentiamo di premiare Andrea Conti, un giocatore che da quando è tornato mette sempre lo zampino ogni volta che viene chiamato in causa. Impressionante la prova di Bakayoko, che ormai è solo una conferma, così come la crescita costante di Paqueta. Non brillano gli autori dei due goal, Suso e Borini, ma nel calcio conta metterla e va bene così, mentre il peggiore di giornata è Calhanoglu.

Rossoblu a due facce, con un buon primo tempo di squadra e calo fatale nell'ultima mezz'ora. Il migliore dei suoi è Criscito, un giocatore abituato ad altri livelli, al contrario del suo compagno di reparto Biraschi: colpevole sul goal di Borini. Sufficienti anche le prove di Veloso e Pandev, quest'ultimo sostituito non per demeriti sul campo.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Genoa (3-5-2): Radu; Biraschi (76' Pereira), Romero, Zukanovic, Criscito;  Lazovic, Rolon, Miguel Veloso (84' Dalmonte), Bessa; Pandev (58' Favilli), Kouamè. All. Prandelli

Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Musacchio, Zapata (15' Conti), Rodriguez;  Calhanoglu (79' J. Mauri), Bakayoko, Paquetà; Borini, Cutrone, Suso (88' Castillejo). All. Riccio 

Matteo Tencaioli

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