La Filosofia Artistica Dei Bludeepa

La Filosofia Artistica Dei Bludeepa

Heaven Arms With Love Those Who Are Not To Be Destroyed.Il cielo arma d’amore coloro che non vuole vedere distrutti, un'opera aperta che racconta la vita attraverso sensazioni, suoni e parole.Articolo di Barbara Gottardi

435
stampa articolo Scarica pdf

“Il cielo arma d’amore coloro che non vuole vedere distrutti” qui e ora l’inferno e il paradiso sono ora e qui proprio dove tu sei. E’ con il titolo del loro terzo album e l’aforisma con cui lo presentano sulla loro pagina Facebook, che desidero iniziare a parlare dei Bludeepa, una particolarissima band romana.

I Bludeepa nascono a Roma nel 1999 da un’idea di Dan Butcovich, desideroso di musica originale, dopo aver fatto esperienza in altre cover band.

Nel 2002 esordiscono sulla scena musicale con l’album “L’età inquieta”, ma la svolta, che fa di loro una band originale, arriva nel 2006, quando insieme al produttore Saro Cosentino (già al fianco di Battiato e Massimo Zamboni, già collaboratore di Peter Gabriel), pubblicano “In assoluta presenza di fragilità”, con la collaborazione di Massimo Zamboni e Nada.

Oggi i Bludeepa sono una band matura, ma in mutazione continua, che osserva e riflette sugli accadimenti della vita, tendendo ad un continuo completamento e miglioramento di sé. I Bludeepa danno questa caratterizzazione anche alla loro scrittura musicale: di brano in brano la loro musica cambia forma, senza schemi fissi ed anche all’interno di uno stesso brano si eseguono passaggi, che ci conducono a percorsi d’ascolto inaspettati. Esattamente come viene riferito nel loro comunicato stampa: “la musica e le parole sono state influenzate dallo scorrere della vita, dagli accadimenti. Relazioni, nascite, morti, fallimenti, successi. Ogni brano affonda nella consapevolezza che ogni cosa che ci accade, contiene in sé amore, e quindi ogni cosa (anche quelle che apparentemente potrebbero distruggerci), in qualche modo, lavora per noi, a nostro favore: sta a noi capire il come ed il perché”.

Ecco quindi che “Il cielo arma d’amore coloro che non vuole vedere distrutti”, o in inglese “Heaven arms with love - those who are not to be destroyed”, è concepito come opera aperta, che affronta, attraverso la musica, il continuo completamento di sé. Saro Cosentino, ancora una volta, è al fianco della band nella supervisione artistica. Ne nasce quindi un album estremamente ricercato, frutto di cinque anni di lavoro, che mette insieme la passione per il rock e una raffinata e mai banale ricerca di suoni nuovi ed elettronici, frasi ermetiche, poetiche, complesse, ma che rimandano ad immagini vive e propongono sensazioni, attraverso i testi abilmente scritti dal cantante Danilo Butcovich.

I Bludeepa non hanno ancora deciso, né sanno se vorranno farlo, quando considerare chiuso l’album, cioè quando smetteranno di aggiungere brani che raccolgono riflessioni, esperienze, storie e vita, anche per questo l’album viene presentato in doppia versione, italiana e inglese.

I Bludeepa inoltre sono artisti impegnati nel sociale: in tutti i loro concerti vengono invitati i volontari di Emergency per diffondere materiale e per parlare dell’impegno contro le mine antiuomo. Come è stato da loro dichiarato “Viviamo nella realtà in cui siamo immersi, siamo animali sociali e contribuiamo come possiamo a quello che riteniamo giusto, che ci appassiona. Vogliamo costruire. La musica ci dà una mano e si nutre, poi, di tutto questo”. La musica in questo senso, per la band, diviene il senso, il filo conduttore di rappresentazione della vita nel suo insieme, nel bene e nel male, sia per esprimere sensazioni e vissuti privati, sia per unire gli uomini in un anelito comune verso un futuro migliore.

Barbara Gottardi

© Riproduzione riservata