Roma Milan 1 A 1: TOP E FLOP Del Match Serale All’Olimpico.

Roma Milan 1 A 1: TOP E FLOP Del Match Serale All’Olimpico.

La Roma ha mostrato sicuramente una reazione dal punto di vista del gioco, ma non dal punto di vista del risultato e della solidità difensiva, qualità che lo scorso anno ha permesso ai giallorossi di giocarsela alla pari anche con squadre di livello tecnico superiore.Articolo di Mirko De Blasio

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Roma Milan 1 a 1: TOP e FLOP del match serale all’Olimpico.

Dopo la vergognosa prestazione in Coppa Italia, la Roma era chiamata a reagire in una partita che, di fatto, si presentava come uno dei più importanti crocevia della stagione: una vittoria avrebbe permesso ai giallorossi di agguantare il quarto posto in solitaria e di portarsi a sole 3 lunghezze dall’Inter, uscita sconfitta nella gara delle 15.00 a San Siro contro il Bologna del neo tecnico Mihajlovic. La Roma ha mostrato sicuramente una reazione dal punto di vista del gioco, ma non dal punto di vista del risultato e della solidità difensiva, qualità che lo scorso anno ha permesso ai giallorossi di giocarsela alla pari anche con squadre di livello tecnico superiore. Il gol di Piatek è la fotocopia esatta dell’azione con cui Chiesa ha aperto le danze al festival del gol della Fiorentina nella gara di coppa, a dimostrazione del fatto che la fase difensiva della Roma quest’anno continua a soffrire sia dal punto di vista tattico, sia nei duelli individuali. Al contrario, invece, la fase offensiva dei capitolini continua ad offrire più garanzie rispetto all’ultima stagione, in virtù del maggior talento a disposizione grazie agli acquisti operati da Monchi in questa zona del campo, con la creazione, oltre al gol di Zaniolo, di almeno altre 4 occasioni nitide da rete sventate da uno straripante Donnarumma.

Capitolo Milan

TOP: la partita dominata dalla Roma, nel gioco e nelle occasioni, ha permesso a Donnarumma, portiere classe 1999 alla quarta stagione da titolare nel Milan, di esprimere tutte le qualità che gli sono valse, a soli 20 anni, l’etichetta di nuovo Buffon: ad inizio partita scalda i guantoni su una conclusione in area di Dzeko, imbeccato da un passaggio filtrante di Pellegrini, mentre il primo miracolo arriva sul doppio intervento a disinnescare il colpo di testa di Schick ed il tiro rasoterra di Dzeko in seguito alla ribattuta; nella ripresa, infine, salva ancora una volta il risultato grazie ad un tuffo provvidenziale sul colpo di testa dell’attaccante bosniaco che era riuscito a prendere il tempo a tutti i difensori rossoneri. Sugli scudi, ovviamente, anche i nuovi arrivati Piątek e Paquetà, con il primo abile ad anticipare la difesa giallorossa e spedire in rete la palla messa in mezzo dal brasiliano in seguito ad un duello fisico con Pellegrini sulla fascia sinistra.

FLOP: da rivedere l’approccio in campo dei due esterni d’attacco Suso e Calhanoglu, apparsi visibilmente spenti e privi di ispirazione, non riuscendo quasi mai a saltare l’uomo o a fornire l’ultimo passaggio per mandare a rete i compagni, facendo irritare Gattuso anche per la loro scarsa propensione al sacrificio difensivo.

Capitolo Roma

TOP: è ancora una volta Zaniolo a vincere il premio di migliore in campo per la squadra giallorossa, con l’ennesima prestazione di qualità e sostanza al servizio dei compagni: Niccolò stavolta viene schierato mezz’ala sinistra in un centrocampo a 3 tutto azzurro insieme ad un ritrovato De Rossi e ad un sempre più solido Lorenzo Pellegrini, sovrastando nettamente la fisicità offerta dai rocciosi centrocampisti del Milan e facendo valere tutto il talento di cui dispone, coronando la prestazione grazie ad un gol che lo porta ad essere il secondo calciatore più giovane in maglia giallorossa a segnare 3 reti (il primo, nemmeno a dirlo, fu Francesco Totti).

Si dice che le persone importanti nella nostra vita le percepiamo soprattutto quando mancano e non fa eccezione, per i tifosi della Roma, aver passato più di 3 mesi senza De Rossi a centrocampo, che ieri, al rientro da titolare, ha assolto alla perfezione quel ruolo di “allenatore in campo” che Di Francesco gli aveva cucito addosso in conferenza stampa: oltre ad essere stato tatticamente ineccepibile, Daniele ha anche comandato i movimenti dell’intera fase difensiva, facendo riacquisire alla squadra l’ordine tattico che da diverse partite sembrava essere sparito. Menzione di merito, infine, anche per Karsdorp, che pare essersi lasciato definitivamente alle spalle i guai fisici e che grazie alla sua propensione offensiva sembra finalmente pronto a prendere stabilmente posto sulla fascia destra al posto di un Florenzi da sempre adattato in quel ruolo non suo.

FLOP: le scorie del 7 a 1 inflitto dalla Fiorentina si percepiscono, nonostante il ritorno di De Rossi nel ruolo di regista abbia comunque contribuito a riattivare i movimenti del reparto difensivo smarriti da diverse partite. Rimangono, infatti, gli errori dei singoli ed è in particolare Federico Fazio il giocatore che in questo campionato non riesce a ritrovare le prestazioni che lo hanno sempre contraddistinto: non domina più a livello aereo, si fa anticipare con troppa facilità da Piątek sul gol del momentaneo vantaggio rossonero e non riesce nemmeno più ad impostare con la consueta precisione. Da rivedere anche la prestazione di Florenzi, spostato sulla trequarti per lasciar spazio a Karsdorp nel suo ruolo naturale e protagonista di una gara abbastanza incolore, in cui ha mostrato di essere molto indietro rispetto al terzino olandese dal punto di vista offensivo senza mai veramente riuscire ad entrare nei meccanismi di gioco.

Chi si aspettava che la Roma crollasse definitivamente sotto i colpi del nuovo bomber rossonero Piątek è rimasto deluso, così come è rimasto deluso chi pensava che la Roma fosse in grado di reagire alla batosta subita con una vittoria schiacciante su una delle pretendenti più attrezzate per la corsa alla Champions.

Gli alti e i bassi sono il pane quotidiano per chi, come la Roma, ha iniziato a rifondare un gruppo ripartendo da giovani promettenti ma ancora immaturi per rendere con la costanza richiesta a tali livelli; tuttavia, questa non può essere una giustificazione valida per gli orrori mostrati in Coppa Italia, perché figure del genere fanno male ai tifosi, alla società, ma soprattutto anche ai giocatori stessi.

Mirko De Blasio

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