Festival Di Sanremo 2019 - Quarta Serata

Festival Di Sanremo 2019 - Quarta Serata

La serata dedicata ai duetti premia tra i fischi il duo Motta e Nada. Ovazione per la Bertè, strepitoso Irama in coppia con Noemi

438
stampa articolo Scarica pdf

Se sapessi un dì
innamorarmi di quelli che
non ama nessuno
se potessi portarli lì
dove il vento dorme
se crescesse acqua dalla luna


È la serata dei duetti, è il Festival di Claudio Baglioni e questa quarta serata del Festival di Sanremo inizia con Acqua dalla luna.

La serata è lunga e – per fortuna- non c’è spazio per i siparietti imbarazzanti che ci hanno tenuto compagnia in queste sere e si procede spediti con l’ascolto dei 24 big in gara. Unico stop è per il super ospite Ligabue che intona Le luci d’America ed Urlando contro il cielo. Questo è il festival degli omaggi e Liga e Baglioni si esibiscono in Dio è morto di Francesco Guccini, che vorrei sottolineare è vivo perché le parole di Claudio davano altra percezione. Omaggio comunque non particolarmente riuscito come le gag disastrose a cui Ligabue si è prestato.

A Claudio Bisio invece il compito di introdurre il secondo ospite e lo fa interpretando un monologo di Michele Serra sulla generazione dei millenials: un bravo Anastasio lo segue rappando un pezzo scritto per l’occasione


“Siamo chiunque e non siamo nessuno

io sono sicuro del fatto che sono insicuro

Passo giornate a aggiornare una pagina solo a vedere chi mi ama e chi no

Bruciano gli occhi lo schermo mi lacera guardo la vita attraverso l’oblò”


Il punto sui 24 duetti:

Federica Carta&Shade/Cristina D’Avena – Senza farlo apposta: Sembra intonino la sigla di un cartone animato ma per questo basterebbe la sola D’Avena. Il ritornello più orecchiabile è loro ma da solo non basta.

Motta/Nada - Dov’’è l’Italia: con Nada il brano ha acquistato valore ma per me reta ancora un mistero da scoprire...da flop a mezzo flop.

Irama/Noemi – La ragazza con il cuore di latta: La ragazza con il cuore di latta acquista ancora più valore con Noemi che dà al brano un’impronta soul. Irama merita il podio.

Patty Pravo&Briga/Giovanni Caccamo Un po’ come la vita: sarò impopolare ma io sostengo questa strana coppia, peccato che Caccamo non dia nessun valore aggiunto.

Negrita/Enrico Ruggeri e Roy Paci – I ragazzi stanno bene: “La libertà è non avere più paura”, più che la voce di Ruggeri il tocco in più lo dà la tromba di Roy Paci.

Il Volo/Alessandro Quarta – Musica che resta: Sono talmente egocentrici che hanno scelto un (magnifico) violino e non un'altra voce. Standing ovation per loro, del pubblico non certamente mia.

Arisa/Tony Hadley con Kataklò – Mi sento bene: punta sulla star internazionale degli anni ‘80 e si circonda del corpo di ballo dei Kataklò. Risultato piacevolissimo.

Mahmood/Guè Pequeno – Soldi: è orecchiabile, passerà tanto per radio ma nulla di più. A tema la scelta di Guè.

Ghemon/Diodato&Calibro35 – Rose viola: Diodato da un tocco in più con la sua voce ma il brano per me non decolla.

Francesco Renga/Bungaro con Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel - Aspetto che torni: anche Renga nel suo duetto, così come Arisa, ha deciso di regalare una scenografia al brano. Il risultato è visivamente ed acusticamente buono.

Ultimo/FabrizioMoro – I tuoi particolari: il fratello maggiore accompagna il fratello minore. Fabrizio Moro ha sempre il suo perché e lo dimostra anche stasera dando quel tocco in più alla canzone.

Nek/Neri Marcorè – Mi farò trovare pronto: molto pacata questa veste che hanno dato al brano, decisamente meglio.

Boomdabash/Rocco Hunt e I Musici Cantori di Milano – Per un milione: il rap di Hunt dà più sprint ad un pezzo già orecchiabile di suo. Buona la scelta.

Zen Circus/Brunori Sas – L’amore è una dittatura: che dire...carina sì, ma nulla di particolarmente entusiasmante.

Paola Turci/Giuseppe Fiorello – L’ultimo ostacolo: piacevolissimo connubio tra due voci dolcissime.

Anna Tatangelo/Syria – Le nostre anime di notte: una sola persona poteva dare un senso a questo brano, Syria: voce incantevole.

Ex Otago/Jack Savoretti – Solo una canzone: mi piace sempre di più, spero incontri il favore delle radio e dei fruitori di musica.

Enrico Nigiotti/Paolo Jannacci e Massimo Ottoni – Nonno Hollywood: sostanzialmente non c’è nulla di nuovo rispetto alla versione sentita nelle altre sere.

Loredana Bertè/Irene Grandi – Cosa ti aspetti da me: per fortuna che c’è Irene a sopperire (o almeno ci prova) la mancanza di voce di Loredana. Standing ovation forse più per simpatia che per il duetto in sé.

Daniele Silvestri&Rancore/Manuel Agnelli – Argento vivo: dispiace dirlo perché io ho un debole per Silvestri e trovo il connubio con Rancore ottimo ma il duetto con Agnelli non mi è piaciuto.

Einar/Biondo e Sergio Sylvestre – Parole nuove: acquista energia il brano di Einar, buono.

Simone Cristicchi/Ermal Meta Abbi cura di me: una poesia, due voci che diventano una.

Nino D’Angelo&LivioCori/Sottotono – Un’altra luce: la sensazione è che Cori e Sottotono insieme avrebbero ottenuto un risultato migliore senza il veterano della musica partenopea D’Angelo.

Achille Lauro/Morgan – Rolls Royce: canzone orecchiabile ma la presenza di Morgan non dà un particolare valore aggiunto.


La Giuria d’Onore presieduta Mauro Pagani e composta da Claudia Pandolfi, Serena Dandini, Camilla Raznovich , Elena Sofia Ricci, Joe Bastianich, Beppe Severgnini e Ferzan Ozpetek consegna il Premio Miglior Duetto a Motta/Nada.

Una scelta che trova in disaccordo l’Ariston ma era chiaro che il pubblico fosse tutto per la Bertè per la quale sembra sempre più probabile la consegna di un premio se non addirittura (ma speriamo di no), un gradino abbastanza alto del podio. Questa quarta serata del Festival di Sanremo ci ha regalato un duetto degno di nota che avrebbe meritato la vittoria, Irama/Noemi. Chi invece ha preferito non rischiare nemmeno in questo il trio Il Volo che ha puntato su un eccellente violista come Alessandro Quaranta senza aggiungere un’altra voce alle loro. E qui verrebbe da chiedersi se attribuiamo tutti lo stesso significato alla parola “duetto”.

Sara Grillo

© Riproduzione riservata