Cesare Capitani Racconta La Sua Arte

Cesare Capitani Racconta La Sua Arte

In Michelangelo Merisi ho trovato tutto quello che per un attore è bellissimo recitare: la passione, la violenza, la rabbia, il dolore, l'arroganza, la fragilità e anche la ferocia... Ma spero di non assomigliargli in tutto!

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A teatro ha recitato con registi come Giorgio Strehler, René Loyon, Michel Vershaeve , Filippo Crivelli, mentre al cinema è stato diretto fra gli altri da Dominique Farrugia, Jacques Rivette, Laurent Raymond, Mimmo Calopresti. Ma Cesare Capitani è anche scrittore di novelle, commedie, adattamenti di romanzi dove fonde la sua lingua materna e la sua cultura con quella della Francia paese che lo ha un po' adottato soprattutto con le sue influenze artistiche. Fra i suoi lavori figurano “L’Altro Galileo” uno spettacolo che mostra un uomo appassionato e appassionante, che si è battuto per tutta la vita per la libertà di pensiero, “Promenade…in Italie” dove propone un viaggio ludico e toccante lungo la Penisola mescolando canzoni e testi, poesia e teatro e, ancora, “Io, Caravaggio” dove fa rivivere il mito del pittore e dell’uomo Michelangelo Merisi. Proprio quest’ultimo dopo tante repliche di successo in Francia, Svizzera, Italia, Marocco, approda da martedì 12 fino a domenica 17 febbraio all’OFF/OFF Theatre di Roma con in scena lo stesso Capitani e Laetitia Favart. Una bella occasione per incontrarlo e trovare la sua disponibilità per conoscere di più un grande personaggio e la sua opera.

All’OFF/OFF Theatre festeggia la cinquecentesima replica dello spettacolo da lei scritto e diretto “Io, Caravaggio”. Dopo tante rappresentazioni, cosa stimola l’entusiasmo di andare avanti e soprattutto di dare sempre il massimo considerato il successo di pubblico che ottiene ogni volta?

E' la prima volta che mi capita di incarnare per così tante volte lo stesso personaggio e non è retorica dire che ogni volta è un piacere infinito! Ogni sera mi sembra di capire un po' meglio una sfumatura di più del personaggio, di capire come dire una battuta. Ogni sera il pubblico è diverso, e io e la mia partner di scena siamo diversi: per questo potremmo recitarlo ancora cinquecento volte!

Nella sua rappresentazione del Merisi viene fuori più il personaggio tormentato e maledetto oppure la grandezza delle opere dell’artista?

Penso che vengano fuori entrambi. Merisi è come la sua pittura: fatta di contrasti, di zone di luce e di zone d'ombra, di sensualità, di follia... Era un uomo degli estremi, dei contrasti. Proprio come la sua pittura, che ancora oggi dopo più di quattro secoli affascina e sconvolge.

Come hanno dimostrato anche gli incassi del film documentario “Caravaggio l'Anima e il Sangue” con la regia di Jesus Garces Lambert, il pittore riesce ad essere sempre una calamita anche per quelli che non si intendono di arte. In lei quale è stato il maggior richiamo per trattare di una figura tanto affascinante?

La forza, la sensualità, la potenza dei suoi quadri, dei suoi modelli mi ha sempre affascinato e mi sono sempre chiesto che uomo potesse aver fatto tutto questo! Caravaggio è un vero ribelle, è uomo, un artista moderno! La sua pittura è fotografica, è cinema: la luce è un personaggio.

Ci sono degli aspetti del suo carattere che la fanno immedesimare con il personaggio Caravaggio?

Oddio, c'è gente che mi dice “assomigli proprio a Caravaggio”. C'è in lui tutto quello che per un attore è bellissimo recitare: la passione, la violenza, la rabbia, il dolore, l'arroganza, la fragilità e anche la ferocia... Ma spero di non assomigliargli in tutto! E' stato un violento, un assassino...

Per “Io, Caravaggio” lei è in scena con Laetitia Favart. Quali sono gli aspetti della storia e dello spettacolo che più sono arricchiti dalla presenza femminile?

Fin dall'inizio volevo che ci fosse una presenza femminile in scena: come per equilibrare l'energia violenta e dura di Caravaggio, Yin e Yang, bianco e nero... Laetitia incarna ruoli maschili e femminili al mio fianco e con la sua voce crea la colonna sonora dello spettacolo... La sua presenza è fondamentale.

In un altro tuo spettacolo “Medinitalì” evoca valori umani fondamentali come la patria, la libertà, l’uguaglianza… Ma per lei quanto può essere importante oggi il sentimento di appartenenza considerato che la società ci porta sempre più ad essere cittadini del mondo?

Io vivo a Parigi da tanti anni e più il tempo passa e più mi pongo domande sulla mia italianità: chi sono veramente? Italiano o francese? Nel mio spettacolo “Médinitalì”, che ho scritto a quattro mani con Alberto Bassetti, cerco risposte a tante domande sull'appartenenza. Cosa è davvero la Patria: è il luogo in cui sono nato? Il luogo in cui vivo? La mia lingua? Oppure il posto in cui mi sento a casa?... Essere italiano cosa vuol dire? Amare la pasta, il caffè e il calcio? Ci si può sentire stranieri anche nel Paese in cui si è nati? Non ho una risposta, ma mi pongo in continuazione la domanda: dov'è casa mia se sto bene dappertutto e... da nessuna parte.

Oltre che di Caravaggio lei si è occupato anche di un altro grande personaggio della storia scrivendo e interpretando “L’Altro Galileo”. In futuro ha già pensato a qualche altro mostro sacro di cui le piacerebbe trattare?

Galileo è stata una vera scoperta per me. Avevo di lui un'immagine deformata: un vecchio, un furbacchione, e soprattutto un vigliacco a causa dell'abiura... Ed ho scoperto un uomo entusiasta e vigoroso, che si è battuto per la libertà del pensiero. E' questo che cerco di far uscire, soprattutto, in questo mio spettacolo. Per il resto, sì, ci sono tanti altri personaggi italiani che mi affascinano e che vorrei raccontare a teatro... ma è presto per parlarne.

La sua carriera risulta essere impegnata anche molto nel cinema. Sacrifichereste il suo contatto diretto con la platea per dedicarsi solo a stare davanti, o magari anche dietro, la macchina da presa?

La mia passione per la recitazione è nata guardando i vecchi divi del cinema alla televisione, poi la vita mi ha portato a consacrami più al teatro. Il contatto col pubblico è meraviglioso e ti insegna una grande umiltà, ma ho una grande amore per il cinema, quindi mi piacerebbe riuscire a conciliare le due attività... Chissà se Roma...

                                                                                                  Rosario Schibeci 

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