Aleksandar Kolarov

Dalle discussioni all'inchino di Verona. Sarà pace con la tifoseria giallorossa?

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Aleksandar Kolarov. Le sue dichiarazioni, i suoi atteggiamenti, le sue discussioni coi tifosi. In casa giallorossa è uno degli elementi più discussi, da una piazza che non ha mai forse perdonato il suo passato laziale e che continua a puntare il dito contro l'ex laterale del Manchester City ad ogni suo errore.

Il calciatore non si discute, ha già dimostrato di non esser un Maicon, ha dimostrato cose importanti anche quest'anno: nonostante l'età avanzata continua a insegnare un mestiere complicato, come quello del terzino sinistro, a tutta la Serie A. Poteva far meglio senza palla, in fase di non possesso, ma ogni volta che accarezza la sfera col suo sinistro sa impostare, sa puntare l'uomo, sa guadagnare il fondo e lasciar partire fendenti impeccabili, sa catalizzare l'azione e incutere timore alle retroguardie avversarie. A Firenze diversi errori in un pomeriggio nerissimo per la squadra giallorossa, ma quel gol lì, quella classe e quella determinazione lì, sono unici. Ha vinto tutto col Manchester City e s'è saputo rimettere in discussione, cercando di trasmettere quella mentalità vincente in quel di Trigoria. Personalità da vendere, professionista esemplare come spiegato anche oggi da De Rossi stesso, uno che non ha mai paura e che è pronto a giocare nonostante plurifratture e infortuni di ogni tipo. Insomma, un combattente.

Alex è uno orgoglioso, esattamente come il popolo giallorosso, un popolo fiero, che ama chi dona tutto sè stesso alla maglia, chi lascia il campo pregno di sudore, un popolo che rispetta questi valori ma che a sua volta esige essere rispettato. Nel periodo critico dell'annata giallorossa, un autunno contraddistinto da discontinuità cronica e mancanza di certezze, Kolarov ha risposto alle critiche attaccando i tifosi: "Non capiscono questo sport". Ok l'orgoglio caro Alex, ma mai frase fu più sbagliata. Da lì un battibecco a Termini con altri contestatori, insomma, un rapporto forse mai decollato che ora rischia di bruciarsi del tutto. Per fortuna Alex in campo continua a mostrare lampi di grande classe ed uno strapotere fisico impensabile alla sua età.

Ma il ragazzo, o forse l'uomo, ha saputo fare un passo indietro: gran gol a Verona, missile imparabile per Sorrentino, inchino al settore ospiti riservato ai sostenitori giallorossi. Un inchino ed una dedica quasi a chiedere scusa per tutto ciò che è successo quest'anno. Il tifoso della Roma è un tifoso vivace, passionale, che difficilmente perdona. Tra i due fuochi Daniele De Rossi, fratello di Alex e simbolo della tifoseria. L'ha difeso. "Fidatevi di me". Un vero e proprio paciere, un messaggio splendido di un gran comunicatore, un capitano vero. Alex deve soltanto continuare così, perchè in campo mostra grinta e sudore, ineccepibilmente. Deve però misurare il suo carattere, le sue dichiarazioni, i suoi comportamenti. Va bene la personalità, va benissimo soprattutto in una Roma orfana di leader come Strootman e Nainggolan, ma va incanalata sui binari giusti. Già, su quell'atteggiamento giusto. Di cui ha parlato, parla e parlerà sempre Eusebio Di Francesco. 

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