All’Off Off Il Successo Di Io Caravaggio

All’Off Off Il Successo Di Io Caravaggio

Cesare Capitanti porta in scena al Teatro di Via Giulia a Roma il vero ribelle, l’ uomo e, soprattutto, l’artista moderno

479
stampa articolo Scarica pdf

I fragorosi applausi del pubblico dell’OFF/OFF Theatre di Roma sono stati il più bel regalo per festeggiare la cinquecentesima replica di “Io, Caravaggio”, la prima a Roma dello spettacolo scritto e diretto da Cesare Capitani, in scena con Laetitia Favart fino al 17 febbraio.

Del resto, come si fa a non dare il giusto riconoscimento ad un autore e un attore che in scena è stato capace di fare rivivere non solo il controverso personaggio Michelangelo Merisi ma anche tutta la sua arte alternando aspetti più intimi ed umani a quegli stati d’animo impetuosi che hanno determinato più di tutto la grandezza del pittore.

Fra gli aspetti più impressionanti quello della capacità di Capitani di creare sul palco le opere più famose del Caravaggio grazie alla sua mimica e al gioco di luci che hanno dato alla platea la chiara suggestione di trovarsi di fronte a un quadro vivente.

Non si può riassumere la vita di un uomo come il Merisi nel tempo di uno spettacolo teatrale, eppure Cesare Capitani, ispirandosi per il testo al romanzo “La Course à l’abîme”, di Dominique Fernandez, è stato capace di rappresentarne i momenti più significativi attraverso il racconto che fa lo stesso artista mettendo in evidenza soprattutto la sua anima tormentata e maledetta. Così si riesce a far venire fuori tutta la simbiosi fra il Merisi e la sua pittura fatta di contrasti, di zone di luce e di zone d'ombra, di sensualità e di follia.

Ad entrare prepotentemente in scena è anche la complessità di un’epoca divisa tra nepotismi, giochi di potere e inquisizione che ha la grave pretesa di giudicare un genio che non è mai stato disposto a farsi imprigionare dalle convenzioni. Capitani ha il merito di avere mostrato tutta la rivoluzione di un personaggio che può dirsi moderno anche per trattare della sua omosessualità nella maniera più naturale quasi come un segnale per rompere gli schemi consolidati nel popolino della Roma papale. Ma come dichiarato dallo stesso autore è anche la sua pittura ad essere moderna per la capacità di assimilarsi alla fotografia e al cinema riuscendo ad affascinare e sconvolgere dopo più di quattro secoli.

Degna di rilievo la presenza femminile in scena di Laetitia Fevart che risulta fondamentale per equilibrare l'energia violenta e dura di Caravaggio. L’attrice con maestria incarna ruoli maschili e femminili oltre a costituire con la sua voce la colonna sonora dello spettacolo. 

                                                                                                  Rosario Schibeci 

© Riproduzione riservata