LAZIO - SIVIGLIA 0-1

TROPPO SIVIGLIA PER UNA LAZIO INCEROTTATA. SCONFITTA DI MISURA MA AL RITORNO SERVE UN MEZZO MIRACOLO.

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Già al completo sarebbe stata dura, togliamo Immobile e Milinkovic Savic prima della partita, Luis Alberto, Parolo e Bastos in corso d’opera e la cosa diventerà impossibile. La Lazio anche al completo non è al pari del Siviglia, chi lo dice è in malafede, può giocarsela ma su questo vale tutto e per tutti, anche il Bari può battere l’Inter, è successo e succederà ancora spesso, ma la verità rimane la prima. Il sorteggio purtroppo per la Lazio è stato impietoso, il ritorno a Siviglia con un gol da recuperare è e sarà solo una formalità per la squadra spagnola, al Ramón Sánchez soffrono tutte le grandi squadre, chiedere alla Juventus per esempio, e si, si dovrà provarci ma senza fare la partita della vita, quella bisogna lasciarla per la Coppa Italia o la lotta al quarto posto, ma al tempo stesso evitare figuracce che altre squadre italiane hanno fatto in precedenza in Europa. Per Inzaghi sarà importante schierare una buona formazione, senza forzare recuperi miracolosi che poi potrebbero ritorcersi contro se ci fossero ricadute, ci sono ora partite più importanti.

All’Olimpico, ma anche in tv, si è subito capito che partita si stava giocando, la Lazio aspettava ma il Siviglia non aveva nessuna voglia di prendere il pallino del gioco, Pablo Machín ha organizzato una formazione basata sulle ripartenze, non pressing alto ma aspettare la Lazio nella propria metà campo per poi ripartire con almeno 5 uomini dopo aver rubato palla. Ho contato, prima del gol, almeno 3 ripartenze con 4 giocatori spagnoli e 3 laziali, roba da ultimi 10 minuti non da inizio partita, se non si è preso gol prima è solo grazie a una partita spettacolare di Acerbi che da solo ha retto l’urto. Inzaghi non è riuscito a trovare la contromossa giusta anche perché Luis Alberto al 44’, Parolo nell’intervallo e al 57’ Bastos hanno dovuto lasciare il campo per infortunio. Lazio ai minimi termini e spagnoli che hanno provato a gestire, ecco l’unico problema per il Siviglia è la difesa, vulnerabile e poco protetta ma le punte spuntate della Lazio, Correa e Caicedo, non sono riuscite a bucare una non proprio buona difesa spagnola.

3 5 2 solito con Strakosha, Acerbi, Radu e Bastos in difesa, Lulic e Marusic sulle fasce, Leiva e Parolo al centro con Correa e Alberto a supporto di Caicedo.

Al 4’ prima ripartenza spagnola con Andrè Silva che crossa bene in area ma nessun compagno si fa trovare pronto per fortuna della Lazio. Al 10’ Correa ci prova ma dopo lo scambio con Parolo viene chiuso bene dalla difesa spagnola. Al 22’ Siviglia in gol con Yedder, ripartenza centrale dopo una palla persa da Lulic, apertura per Sarabia sulla sinistra, crosso basso e preciso per la punta del Siviglia e gol spagnolo. Partita in salita per la Lazio che puntava almeno a non prendere gol. 26’ occasione per Marusic, da dentro l’area piccola si fa respingere il tiro dal portiere Vaclik, parata non proprio impeccabile, la palla sta rotolando in reta ma l’ex romanista Kjaer salva sulla linea. 37’ occasione Siviglia con Andrè Silva ma non conclude dopo una bella serpentina in area. Secondo tempo con le sostituzioni di Parolo e Alberto per Durmisi e Cataldi, come detto per infortunio. 53’ si fa vedere finalmente Caicedo con un tiro da dentro l’area di rigore ma manca lo specchio della porta. Al 57’ anche Bastos lascia per malanni fisici, al suo posto Luiz Felipe. 66’ ancora occasione per il Siviglia con un colpo di testa di Andrè Silva finito alto. 77’ palla buona per Lulic ma il tiro al volo è da dimenticare. 84’ Radu di testa manda alto su punizione di Durmisi.

Partita sottotono della Lazio, non solo per colpe sue. Si può parlare di sfortuna ma le cose di solito non vengono mai a caso, c’è tempo per assorbire questo stop, fare una partita dignitosa al ritorno ma la concentrazione massima deve essere il campionato. Già domenica a Genova sponda Genoa sarà complicato far scendere in campo una formazione decente, ma si dovrà far di tutto per portare via i tre punti necessari per restare agganciati al quarto posto, troppe squadre a 3 punti e ogni passo falso sarà decisivo.

GIUSEPPE CALVANO


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