I Malvacicuta Presentano L'album “Ermetico Manifesto”

I Malvacicuta Presentano L'album “Ermetico Manifesto”

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I Malvacicuta sono duo rock formatosi nella provincia pisana agli inizi del 2018 con Maurizio Santini, vocalist e chitarrista, e il batterista Marco Di Chiara. “Ermetico Manifesto”, registrato live presso il “Capricorn One” di Bientina, è il loro primo lavoro; un'opera variegata e composita, che in maniera assolutamente eterodossa coniuga canzoni, quadri e poesie, quasi a voler rendere al fruitore un'esperienza sinestesica di forte impatto e capienza.

Il leitmotiv del progetto è il racconto di una viscerale esperienza emotiva, che spazia dall'ira alla malinconia, dalla nostalgia al tormento e al pianto. Gli stati d'animo si caratterizzano per la loro violenza archetipica, con riff travolgenti ed impetuosi, che lasciano l'ascoltatore profondamente spiazzato e scosso. Tuttavia, questo è l'inizio, non certo la meta che propongono Santini e Di Chiara; in molti testi, infatti, ricorre il verbo “trasmutare”, intransitivo che rimanda alla mutazione e alla metamorfosi.

Ecco allora che la musica e l'arte ad essa correlata divengono simbolo catartico di cambiamento, consacrato al misticismo intrinseco della vita vissuta, di cui l'opera è profondamente intrisa: “Sentivo / il tuo rantolo divino/ insinuarsi nelle fauci del terrore/ rendendo simile a te questa/ creatura / fastidiosa” recita la poesia legata al brano “Golem”, il cui titolo costituisce un richiamo alla mitologia ebraica.

Questo atteggiamento spirituale che pervade il progetto tende all'unione con il carattere divino dell'esperienza mediante il superamento dei limiti e l'annullamento di una personalità esclusivamente autoreferenziale; chiunque, infatti, potrebbe scorgere nei brani cantati, in quelli poetici e nelle tele ad essi associati dei sentimenti universali, contraddistinti dal loro peculiare vigore e robustezza. Non solo, l'artista – che in questo caso, vista la capillarità dei suoi prodotti, lo è per antonomasia – è anche demiurgo che dà vita ad un'alterazione della sua consapevolezza e conferisce senso alle proprie vicissitudini personali, le quali assumono così un valore simbolico e paradigmatico.

Allora, se sondare il mistero dell'umana esistenza è lo scopo ultimo di ogni forma artistica, non possiamo che complimentarci con i Malvacicuta per l'acutezza e la verticalità con cui la indagano in quest'opera di vasta portata e ambizione.

Chiara Zanetti

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