We Will Rock You

Presentato oggi alla stampa romana We Will Rock You, lo spettacolo con i più grandi successi dei Queen e tra i musical più rappresentati al mondo, che fa tappa al Brancaccio dal 27 febbraio al 3 marzo.

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Dopo la vittoria ai Golden Globe e agli Oscar, dove Bohemian Rhapsody si è aggiudicato ben quattro statuette, continua la Queen mania, con l'arrivo a Roma, al teatro Brancaccio dal 27 febbraio al 3 marzo, del musical We will rock you, prodotto da Ben Elton in collaborazione con Roger Taylor e Bryan May.

Oltre 8 milioni di spettatori, 2700 performance e 12 anni consecutivi di rappresentazioni a Londra: sono questi i numeri di We Will Rock You, il musical che mette in scena 24 tra i maggiori successi dei Queen e riflette le performance live della storica band. Lo show ha debuttato al Dominion Theatre di Londra il 12 maggio 2002 e il successo fu così eclatante da entrare nella Top 10 degli show più longevi nella storia del West End. Dopo il grande successo del tour italiano del 2009, il musical è stato riproposto in una nuova produzione, “con musiche originali eseguite dal vivo e canzoni cantate in lingua originale”, come ha tenuto a precisare lo stesso produttore Claudio Trotta. L'allestimento scenografico è completamente nuovo ed è stato appositamente creato da Colin Mayes.

“Molti pensano che We will rock you stia avendo questo successo strepitoso grazie ad un film fantastico che è Bohemian Rhapsody - ha detto Claudio Trotta in conferenza stampa - ma io la penso diversamente. Credo che  lo show stia avendo ciò che merita grazie al fatto che è uno spettacolo straordinario. È in corso una rivoluzione rock: la gente è stanca della falsità, delle bugie, della banalità, della volgarità e ha bisogno di realtà, e non c'è niente di più vero della cultura rock”.

"Siamo partiti da una serie di testi straordinari, le canzoni dei Queen, e dal testo di Ben Elton, Roger Taylor e Bryan May, che però era datato. La rete non era così ingombrante, non eravamo schiavi dei telefonini e degli schermi, non c'erano le grandi multinazionali proprietarie di tutta la filiera come ora, non c'erano le cinque grandi società, Amazon, Google, Apple, Microsoft, Facebook, o comunque non avevano il potere che hanno adesso. La società era più rock e meno fake. Era quindi importante ricordare a tutti noi e raccontare ai giovani tutto questo.”  Trotta e tutto il cast di We will rock you, hanno deciso di farlo attraverso la cultura e la musica dei Queen, una musica complessa che ha la grande dote di diventare voce di tante generazioni diverse.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il grande lavoro di tutta la squadra, tra cui: Valentina Ferrari, direttrice artistica e vocal coach, in scena come Killer Queen, il coreografo Gail Richardson, il direttore musicale Riccardo Di Paola, il regista Tim Luscombe, l'acting coach e aiuto regista Michaela Berlini.

Sul palco, oltre alla Ferrari, Salvo Vinci, Galileo, Alessandra Ferrari, Scaramouche, Paolo Barillari, Khashoggi, Claudio Zanelli, Brit, Loredana Fadda, Oz, Massimiliano Colonna, Pop.

Michaela Berlini, che ha rivisitato il testo insieme a Claudio Trotta e Valentina Ferrari, sottolinea che questa è una versione non replica, diversa da quella del 2002, all'interno della quale sono state inserite parti nuove, di approfondimento della psicologia dei personaggi, e per la quale sono stati creati dialoghi in più, mettendo frasi che facessero capire agli spettatori il legame con i testi delle canzoni, inseriti anche nei dialoghi stessi. I testi sono stati rivisitati anche in chiave politica, con riferimenti a slogan cari a Lega e M5S.

La rivisitazione dello script ha portato anche a farsi domande sul background dei personaggi, come Killer Queen che ha cancellato la memoria delle persone per dominare le loro menti. Si parla di nuove generazioni cresciute in maniera acritica, senza porsi domande, accettando passivamente ciò che il mondo delle informazioni trasmette loro. In una scena, Scaramouche chiede a Galileo: ma perché ti hanno arrestato? Perché sogno.

Un grande lavoro è stato poi fatto sulla partitura: “dovendo fare i conti con una band storica - ha spiegato il direttore musicale Riccardo Di Paola - sono state condotte ricerche sulle sonorità iconiche della band, sui cori, cercando di riprodurre quel quid che è alla base dell'energia che le musiche dei Queen sprigionano”.

Un ostacolo da superare, al fine di raggiungere quel livello di qualità che fa di questo spettacolo un prodotto teatrale unico nel suo genere, è stato ad esempio quello di riuscire a riprodurre i suoni della chitarra di Brian May, costruita insieme a suo padre, ingegnere del suono, e unica nel suo genere.

Nello spettacolo non ci saranno schermi, per sottolineare la denuncia  contro una società che vive sui video. “Non potevamo criticare il grande schermo in cui viviamo se poi ne avevamo uno alle spalle”, ha coerentemente sottolineato Trotta.

Una particolarità? La presenza di artiste donne in ruoli spesso prerogativa degli uomini, perché tutti i musicisti sono stati scelti solo ed esclusivamente in base alle loro qualità artistiche.I

l messaggio di We will rock you è in una frase contenuta in un dialogo: “Il futuro non è scritto, il futuro dipende da tutti noi”.

Restano ancora pochi biglietti per uno spettacolo che sta registrando sold out in moltissime città, uno spettacolo da vivere fino all'ultima nota insieme a tutto il cast, come ad un grande concerto dei Queen, cantando a squarciagola per oltre due ore e mezza senza dimenticare mai che da soli non si va da nessuna parte e che, chi andrà, non solo vedrà uno spettacolo, ma farà egli stesso parte di uno spettacolo. Vivo e non solo dal vivo.

Alessia de Antoniis



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