Un Addio Lungo Un Anno: Ciao Eusebio!

Non è stato il Porto. Non è stata la sconfitta in Champins League a decretare la fine dell'avventura romanista di Eusebio Di Francesco, è stato l'insieme degli eventi, delle speranze e delle aspettative mancate a decidere il suo destino.

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Fonte Immagine: giallorossi.net


Non è stato il Porto.

Non è stata la sconfitta in Champins League a decretare la fine dell'avventura romanista di Eusebio Di Francesco, è stato l'insieme degli eventi, delle speranze e delle aspettative mancate a decidere il suo destino.

Siamo onesti, Di Francesco ha fatto il possibile, ha messo tutta la sua energia, tutte le sue forze e tutta la sua intelligenza nel tentativo di costruire una squadra che potesse competere in Italia ed in Europa, ha affrontato diverse prove, sfidando tutte le statistiche e arrivando, nemmeno un anno fa', ad accarezzare quel sogno Europeo che mancava da troppo tempo nella Capitale.


Poi il mercato estivo, le partenze dolorose ma necessarie, il suo rispetto verso la dirigenza, il Presidente ed il nuovo DS che gli promisero di costruire una squadra comunque competitiva con grandi campioni...

La delusione iniziale, la nostalgia per quella squadra plasmata a sua immagine e somiglianza, con sacrifici rinunce e fatica, i legami, quelli veri, che vengono a mancare perché la fiducia è un bene prezioso che si conquista giorno dopo giorno, ma che alla fine deve essere riconquistata da zero.

Eusebio è un uomo del sud,orgoglioso e testardo, raccoglie la sfida e punta in alto ma a volare sembrano essere in pochi e poi gli infortunii, le polemiche i risultati che non arrivano.

Scaricare la colpa sull'allenatore rimane da sempre l'alibi preferito di ogni società, si crea il caso, si individua un capro espiatorio e la confusione, il malcontento e l'opinione pubblica fanno il resto.


E' vero, verissimo che nessuna squadra al Mondo mantiene la sua rosa perfetta per più di una stagione, le leggi di mercato e del business non lo permettono, ma avrei voluto vedere il Mister giocarsela quest'anno con tutti i giocatori della passata stagione.

Elucubrazioni mentali, tanto assurde quanto realistiche e nessuno potrà togliere il dubbio che mantenendo le stesse “armi” di partenza forse questa stagione avrebbe preso una piega diversa.


“Panta rhei” -Tutto scorre- recitava Eraclito, l' acqua del fime nella quale ti bagni non è mai la stessa e sicuramente non lo è stato per gli uomini di Eusebio che hanno lentamente perso le speranze in loro stessi, diventando al tempo stesso vittime e carnefici del loro tecnico.


Ore 18:00, Trigoria.

Di Francesco abbandona il Fulvio Bernardini, lasciandosi alle spalle tante remore e tante gioie di un passato che per lui, e non solo, ha contato tanto; al suo posto la dirigenza pare aver individuato il Claudio Ranieri il papabile sostituto, in qualità di traghettatore anche se non si esclude un possibile incarico anche per la prossima stagione.

Nato a Roma, il 20 ottobre del 1951 esordisce comecalciatore nel ruolo di difensore proprio nella Roma, per poi legare il suo nome a quello del Catanzaro. Ranieri come allenatore, giunge a Roma nel 2007 conquistando un secondo posto al cardiopalma, dopo essere stato prima al Parma e poi alla Juventus.

Nel 2012 viene scelto come allenatore del Monaco, dove vince la Ligue 2 e arriva secondo nella Ligue 1. Dopo una breve parentesi nella Nazionale greca, finita anticipatamente con l'esonero, approda al Leicester City, vincendo la Premier League nel 2016, venendo premiato come allenatore dell'anno dalla FIFA.

Da allenatore non ha mai perso un derby, né in Spagna dove ha allenato Altletico Madrid e Valencia, Nè in Italia con Juventus e Roma.


Ranieri è atteso nella Capitale intorno alle 12.00 di domani, ma non si esclude un suo arrivo in tarda serata.

Il rapporto con Ranieri da parte di giocatori e tifoseria è sempre stato ambivalente, un vecchio detto recita “mai fidarsi dei cavalli di ritorno”, alla Roma serve stabilità, fermezza ed un pizzico di sicurezza, Ranieri sembra proprio essere il profilo giusto per i giallorossi che, devono riuscire a qualificarsi per la Champions del prossimo anno.


Laura Tarani

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