Roma Fiorentina 2019

Nel match all'Olimpico le squadre si svegliano solo nel secondo tempo, portando a casa un pareggio che non accontenta nessuno

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Roma Fiorentina per il turno infrasettimanale, pochi tifosi sugli spalti, fischi e contestazioni, applausi solo per De Rossi, Zaniolo ed il debuttante, in prima squadra, Alessio Riccardi in panchina.


Salta agli occhi durante la lettura delle formazioni, il nome di Antonio Mirante tra i pali, una sorpresa, ma forse neanche troppo improvvisa viste le performance dello svedese nelle ultime due partite, la fiducia di tifosi, squadra ed allenatore, sembra aver trovato una falla, dolorosa decisione che ovviamente mira a far riflettere un po' tutti.

La formazione schierata da Ranieri è comunque orfana di Manolas, squalificato per somma di ammonizioni, un 4-3-3 cauto con Kolarov ancora relegato a fare da badante al trio di difesa Fazio, Jesus, Santon.

Zaniolo, Nzonzi e Cristante per un centrocampo agile e leggero, pronto per le ripartenze repentine in attacco di Dzeko, Kluivert e Perotti, divenuto ormai un punto fermo nell'11 titolare del Mister.Nei primi cinque minuti è la Roma a pressare ed a puntare su un baricentro piuttosto alto che schiaccia i viola nella propria metà campo, a Pioli sembrano bastare Simeone e Muriel in avanti e l'ex Gerson dietro le linee pronto a far impensierire gli ex compagni da bravo castigatore.

Ma nonostante gli esperimenti e l'impegno è la Fiorentina ad andare in vantaggio al 12', corner, mischia in area e Pezzella la mette dentro, l'unica contraddizione rispetto al copione già visto è che nel contropiede che si innesca con la ribattuta dal fondo, Kluivert scodella un cross perfetto sulla testa di Zaniolo, su cui poco può Lafont. 1-1 che colpisce un po' tutti, un pareggio fortunato o uno schema studiato, poco importa ,la reazione, per quanto imprevedibile, sembra sia cresciuta nella mente dei giallorossi, forse un moto d'orgoglio che comincia a farsi strada nella mentalità a cui tanto crede Mister Ranieri ed un accenno di umiltà del giovane olandese si insinua anche nel gioco prodotto in campo.

Stavolta è la Fiorentina che pare attendere la Roma con un fraseggio lento e poca inventiva, si cerca la giocata occasionale e nel complesso si assiste ad un match piuttosto noioso dove anche le azioni di avvicinamento diventano prevedibili e facilmente disinnescabili.

Ad accendere i riflettori dopo il 30' si scambiano il testimone Kluivert, Dzeko e Zaniolo, l'olandese sulla fascia destra cerca di creare quello sprint che pare mancare, almeno fino ad ora, alla catena di sinistra Kolarov/Perotti, ma la fretta e la mira poco calibrata spengono anche il bosniaco che soffre la mancanza di una spalla sicura da cui ricevere appoggio, ma è altresì snervante vedere come l'impegno del classe '99, venga miseramente sprecato in conclusioni sterili ed azioni imbarazzanti a carico dei compagni che sminuiscono una prestazione che, altrimenti, occuperebbe tutte le prime pagine dei quotidiani Nazionali.

C'è poco in questo match, di quella Fiorentina che qualche settimana fa' travolse la Roma con grinta e bel gioco, in questo frangente l'obbiettivo pare più mantenere lo status di parità che la ricerca del raddoppio per chiudere la partita.

La nota negativa va al francese che crea difficoltà evidenti in fase di recupero, si attarda nella gestione della palla e permette ai viola di recuperare e sovrastare, mettendo la difesa giallorossa in una posizione davvero scomoda, degni di rilievo alcuni recuperi di Juan Jesus che si fa trovare pronto ...una prestazione alquanto commovente, difficilmente ripetibile, fino a che la carrozza non si trasforma in zucca e la favola diventa l'incubo di ogni tifoso.


Ancora 45' e ancora due gol, la Fiorentina apre le danze, il segno dell'ex è una firma che difficlmente la Roma riesce a non subire ed una sassata di Perotti che dalla distanza non sbaglia.

Il Monito è una garanzia, come viene messo in condizione di segnare scarica tensione e adrenalina e la convoglia alle spalle del portiere, continuità e forma fisica ne fanno un elemento che in questo periodo storico della Roma produce con silenziosa laboriosità tutto quello che in mesi di lavoro nessuno sul campo sembra sia stato in grado di produrre.

Fuori Kluivert dentro Lorenzo Pellegrini, Ranieri cerca la sostanza ed un pizzico di creatività, mentre per Pioli l'uscita di Benassi per Chiesa dovrebbe creare quello scompiglio che alla Fiorentina non manca mai quando entra in campo.

Il secondo tempo acquista colore, le reazioni da entrambe le parti regalano una qualità di gioco più alta, le squadre si affrontano a viso aperto e con un pizzico di malizia in più, lo stesso Nzonzi partecipa con profitto alla manovra di avvicinamento senza più perdersi nel cerchio di centrocampo ed anche Santon pare mostrare una certa riconoscenza, salvo poi uscire per infortunio e venir sostituito dall'appena ritrovato Karsdorp...si dovesse svuotare troppo l'infermieria...

La Fiorentina si sveglia e non ci sta, entra Mirallas per Simeone ed i viola cambiano marcia innescando una serie di botta e risposta anche sul piano dei falli, una carellata di gialli anche in questo match che misura la tenuta dei giocatori anche sul piano nervoso.

Zaniolo per Under, un test per il turco nell'ultimo quarto d'ora, dove anche Nzonzi prova a dire la sua davanti alla porta mandando alto sopra la traversa.

La percussione giallorossa si fa più fitta, e le giocate si susseguono sfruttando un po' tutti i corridoi possibili, ottima la tenuta di Hugo e Milenkovic, che trova un Perotti spiritato, pronto a colpire ed a fare male; anche la difesa della Roma regge, non subisce sovrapposizioni e l'apporto del centrocampo è giustamente dosato lasciando respiro ai recuperi senza la pressione degli avversari.

Serata decisamente no per Dzeko, si danna, macinando chilometri e logorando il terreno di gioco, sottoporta però, torna a sprecare occasioni ad essere inconcludente ed a sembrare un po' l'ombra di se stesso.

I giallorossi ritrovano nel pressing l'alleato principale per gestire la partita, forse con un pizzico di fortuna in più e una manciata di convinzione nelle gambe, si sarebbe potuta trovare la quadra perfetta.

un frangente positivo per una prestazione che si è evoluta nei 90' di gioco e che ha aperto un piccolo spiraglio nelle aspettative future dei giallorossi.


2-2 un risultato che non accontenta nessuno, ma che alla fine può finalmente far parlare.


Laura Tarani

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