Il Piacere Dell’onestà La Recensione Di Ur

Il Piacere Dell’onestà La Recensione Di Ur

Al Teatro Vascello di Roma approda la commedia grottesca di Luigi Pirandello. In scena fino al 7 aprile

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Al Teatro Vascello di Roma approda la commedia grottesca di Luigi Pirandello. In scena fino al 7 aprile, “Il piacere dell’onestà”, diretto ed interpretato da Alessandro Averone. La rappresentazione, al debutto regionale, ripercorre, attraverso il meccanismo del paradosso, tematiche come la salvaguardia delle apparenze (e le loro conseguenze su coloro su cui vanno a ripercuotersi), il valore dell’onestà e la forza delle menzogne “di forma” all’interno della società.

Come spesso accade nelle opere pirandelliane, lo spazio in cui gli attori si muovono è quello dei salotti borghesi. E’ proprio qui, infatti, che Averone, affiancato da Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini e Mauro Santopietro ci narra la sua storia.

Per riabilitare il proprio nome, infangato dal vizio del gioco, Angelo Baldovino decide di cambiare vita ed accetta di prendere in moglie Agata, una donna che aspetta un figlio dall’amante, il marchese Fabio Colli, un nobile ammogliato. La decisione di Baldovino, in realtà racchiude in sé molto di più che salvaguardare le apparenze sociali e rendere Agata una donna “rispettabile”. E’ una sorta di espiazione, di elevazione al di sopra delle maschere che spesso le persone indossano con troppa facilità, il tutto in favore dell’onestà. Ma quanto costa l’onestà? Con gentilezza e riflessioni inoppugnabili, esposte con vortici di parole e un linguaggio apparentemente leggero, Baldovino ci espone le sue ragioni e ci rende partecipi del suo tormento: slegarsi dalla forma, sfuggire agli stereotipi imposti dalla società ed affermarsi come individuo. Le tematiche di Pirandello, restano attualissime e non sarà difficile, per lo spettatore, capire ed essere solidale anche con le ragioni che spingeranno la madre di Agata ed il marchese ad agire e pensare in un certo modo. In questo caos fuori dagli schemi convenzionali, solo la giovane Agata sa cogliere il senso profondo degli atteggiamenti di Baldovino, nutrendo per lui una specie d'amore. Così quello che è nato come un inganno sociale, volto alla sopravvivenza delle parti, si trasforma nell'unione vera di due esseri.

Spettacolo consigliato a chi ama i classici rivisitati con un tocco di modernità (data, in questo caso, da scelte musicali ed accostamenti di costumi di scena anacronistici ma di impatto) e le riflessioni intelligenti che si possono nascondere anche dietro un sorriso. Come spiega lo stesso regista, Alessandro Averone, che già si era confrontato con Pirandello in “Così è se vi pare”: “Con la consueta causticità e maestria delle dinamiche teatrali Pirandello ci accompagna all'interno di un salotto borghese. Luogo principe dell'ipocrisia e dell'immagine, e ci mostra con un limpido paradosso la drammatica e ridicola difficoltà di essere radicalmente e compiutamente se stessi”. 

Valeria Bollini

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