MILAN LAZIO 1-0 Report Match Biancoceleste

IL PAREGGIO SAREBBE STATO PIU GIUSTO MA LA LAZIO NON HA FATTO I CONTI CON ROCCHI. UN RIGORE DI KESSIE DECIDE LA PARTITA.

235
stampa articolo Scarica pdf

Già dalla designazione più di qualche laziale aveva storto la bocca, Rocchi era l’arbitro giusto al momento giusto nel posto giusto. Il Milan era uscito dallo scontro con la Juventus vittima di un errore, un rigore solare non dato alla squadra di Gattuso, ne hanno parlato in troppi e qualcosa bisognava fare. Rocchi prima da un rigore per un fallo di mano di Acerbi dove il braccio non era attaccato al corpo, era praticamente un tutt’uno e il Var glielo toglie, 30 secondi dopo approfitta di un Durmisi disorientato che si appoggia con la spalla su Musacchio e fischia nuovamente rigore, come se non vedesse niente altro, nessun altro obbiettivo se non dare rigore. Poteva starci, era al limite e Kessiè ringrazia. Poi il patatrac, al 92’, Milinkovic Savic in area cade su un calcione di Rodriguez che sfiora prima la palla ma poi prende in piena coscia il serbo, Rocchi dice e fa il segno della palla ben sette volte, senza udire nessun richiamo dai colleghi al Var. Alla fine è la Lazio che ne esce con le ossa rotte e le speranze Champions ridotte al lumicino.

Inzaghi mette in campo il solito 3 5 2 titolare, con Strakosha in porta, Luiz Felipe, Acerbi e Bastos in difesa, Romulo e Lulic sulle fasce, Aberto, Milinkovic, Leiva a centrocampo, Immobile e Correa in attacco. Gattuso con Biglia ancora in panchina, Bakayoko a centrocampo e Calhanoglu e Suso a supporto di Piatek.

Parte subito forte la Lazio con Correa che semina il panico in area milanista, assist per Immobile e Reina che ci mette il guantone per deviare oltre il palo. Il momento no per Ciro Immobile continua. Al 12’ ci prova Borini ma il suo tiro è deviato in angolo al Luiz Felipe. Al 20’ palla gol per Correa servito in area da Immobile, palla alle stelle. Al 31’ Piatek di testa su cross di Calabria non coglie il bersaglio per pochi centimetri. 42’ Immobile coglie il palo esterno con una girata da posizione defilata a Reina battuto.

Primo tempo con più Lazio in campo ma con un Milan sempre pronto a mettere Piatek in condizioni di far male.

Secondo tempo e Correa che deve uscire per infortunio, dentro Caicedo e non Parolo. È un altro Milan quello che è rientrato dopo l’intervallo anche se al 64’ Romulo servito in verticale da Caicedo calcia verso la porta del Milan e Reina dice no. 70’ Zapata, entrato in campo per Romagnoli infortunato, serve una palla d’oro a Piatek ma Strakosha gli chiude bene lo specchio. 74’ entra Durmisi per Lulic e subito dopo succede di tutto in 30 secondi. Calhanoglu crossa, palla sul braccio attaccato al corpo di Acerbi ma Rocchi fischia subito il rigore. Var in azione, richiama l’arbitro che corre a rivedere le cose e cambia decisione trasformando il rigore in un corner. Azione successiva con Musacchio spalla a spalla con Durmisi con palla già lontana e Rocchi fischia ancora rigore, al limite ma ci può stare. Kessiè trasforma battendo Strakosha. Sei minuti di recupero, al 92’ Durmisi va al cross per Milinkovic in area milanista, il serbo mette giù la sfera e Rodriguez prima sfiora la palla e poi colpisce di netto la coscia di Milinkovic ancora in possibilità di calciare visto il solo leggero tocco del milanista sulla palla. Rocchi correndo all’indietro seguendo il contropiede milanista fa cenno 7 volte di aver visto lui il tocco netto sulla palla, dal var silenzio assoluto. Finisce in rissa e con un gesto vergognoso da parte di Kessiè e Bakayoko che mostrano come scalpo la maglia di Acerbi sotto la curva milanista, maglia che il laziale aveva scambiato pensando di fare un gesto distensivo dopo gli sfottò in settimana sui social.

Sconfitta dura da digerire, un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto per quello visto in campo. La classifica ora si fa impietosa per la Lazio, anche vincendo martedì nel recupero contro l’Udinese la Champions resta lontana. Resta tanto amaro in bocca, ancora una volta la Lazio si lecca le ferite per le occasioni fallite contro Spal e Sassuolo, quella di stasera si poteva mettere in conto, decisioni arbitrali incluse.

Resta da conquistare almeno un posto nella prossima Europa League e poi il ritorno a Milano nella semifinale di Coppa Italia, in quella partita Inzaghi e i suoi giocatori avranno la possibilità di vendicarsi, sportivamente parlando.

GIUSEPPE CALVANO


© Riproduzione riservata