ENNESIMA PROTESTA, EMMESIMO SILENZIO DELLA CURVA NORD

UNA GIORNATA SURREALE DENTRO E FUORI DAL CAMPO

stampa articolo Scarica pdf

ENNESIMA PROTESTA, EMMESIMO SILENZIO DELLA CURVA NORD UNA GIORNATA SURREALE DENTRO E FUORI DAL CAMPO

Come buttare in 90 minuti una stagione. Con la partita contro il Chievo si chiude un ciclo di partite importanti che avrebbero permesso alla Lazio di fare un bel passo in avanti nella corsa Champions.Spal , Sassuolo, Chievo, passando per il recupero contro l’Udinese. Si sperava in un bottino pieno, ma la realtà è stata ben diversa , la Lazio esce vincente solo dallo scontro contro l’Udinese, mentre acciuffa punto nelle altre tre partite.Ma oltre il danno, anche la beffa.. con la sconfitta contro il Chievo la squadra biancoazzurra, non solo dice addio (anche se la matematica ancora non la condanna) alle corsa Champions, ma mette a rischio anche la qualificazione in Europa League.Una partita surreale, dentro e fuori dal campo. Surreale l’approccio della squadra e surreale è il comportamento della curva nord sugli spalti.Ennesima protesta, ennesimo silenzio.Dopo pochi minuti dall’inizio della partita , gli Irriducibili decidono di scioperare lasciando vuota parte della curva. Cosa stesse succedendo non era ben chiaro in quel momento , nessuno a parte loro, conosceva le ragioni di quel gesto. Non era previsto, deciso sul momento.Ma cosa ha scatenato questa protesta? Uno striscione.. la polizia ha bloccato l’ingresso di uno striscione , uno striscione in ricordo di un tifoso Irriducibile Carlo Giannotta , scomparso in settimana.Questo il messaggio sullo striscione:” Onore a Carlo Giannotta , padre , fratello e amico”.Tutto normale, se non fosse che Carlo Giannotta era uno storico militante del MSI, e di conseguenza lo striscione viene subito considerato come striscione politico e quindi da bandire. Non possiamo entrare nel merito della decisione di bloccare quello striscione e tantomeno nel merito della decisione della curva di non tifare , ma quando cantiamo a squarciagola l’inno ad inizio partita, diciamo sempre “ LAZIO… tu non sarai mai sola” ed oggi in questo clima surreale, io, la mia Lazio, l’ho vista sola, in balia di se stessa e degli eventi, e non posso non pensare che se avessimo alzato la voce , noi tifosi, avremmo visto una partita diversa. Ora ci aspetta la partita più importante, quella contro il Milan, per agguantare una finale che potrebbe riscattare una stagione deludente fino a questo momento. Adesso più che mai la squadra ha bisogno dei suoi tifosi. Siamo o non siamo il dodicesimo uomo in campo.

Federica Villani

© Riproduzione riservata