BEYOND BLACKSAD Juanjo Guarnido In Mostra A Roma

BEYOND BLACKSAD Juanjo Guarnido In Mostra A Roma

DAL 16 MAGGIO AL 29 GIUGNO 2019 Sala Dalí - Instituto Cervantes Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito

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BEYOND BLACKSAD

Juanjo Guarnido in mostra a Roma

DAL 16 MAGGIO AL 29 GIUGNO 2019

Sala Dalí - Instituto Cervantes

Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito

Vernissage: giovedì 16 maggio

Ore 18.00 Juanjo Guarnido incontra il pubblico, modera Valentina Griner

Ore 19.00 inaugurazione mostra.

INGRESSO GRATUITO

Info: tel. 06 6861871 - cenrom@cervantes.es

L'Istituto Cervantes di Roma in collaborazione con ARF! Festival presenta per la prima volta in Italia “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido, una creazione della Galerie 9e Art.

Dal 16 maggio al 29 giugno 2019 a Roma, alla Sala Dalí di piazza Navona 91, la mostra propone trenta tavole originali del disegnatore spagnolo, provenienti dalla sua serie di punta Blacksad (20 opere) ma anche, in esclusiva europea, dal suo nuovo lavoro Les Indes Fourbes (10 opere), la cui uscita è prevista in autunno.

Animatore, illustratore e fumettista, da Granada agli USA - dove oltre alla collaborazione con la Marvel Comics, Juanjo Guarnido è stato anche uno degli animatori di punta del Tarzan della Disney - fino alla vera e propria consacrazione in Francia. Torna in Italia con una mostra quasi interamente dedicata al suo personaggio più celebre: Blacksad, una delle opere noir più apprezzate dal panorama internazionale, di cui - sui testi di Juan Dìaz Canales - Guarnido ha già disegnato cinque libri per l’editore francese Dargaud, trasformandolo in un successo editoriale tradotto e pubblicato in tantissimi paesi del mondo!

Ma non solo Blacksad e la sua New York anni ’50 ispirata ai classici del giallo hard-boiled, perché l’esposizione romana va «oltre» il celebre gatto antropomorfo e presenta una straordinaria anteprima: le tavole originali di Les indes fourbes, il nuovo romanzo a fumetti dell’autore spagnolo, ancora inedito in tutta Europa.

Giovedì 16 maggio dalle ore 18, in occasione del vernissage di “Beyond Blacksad”, Juanjo Guarnido incontra il pubblico romano, modera Valentina Griner. A seguire, firmacopie e inaugurazione della mostra che si potrà visitare gratuitamente fino al  29 giugno, dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20.

www.arfestival.it/guarnido-beyond-blacksad

LE SETTE VITE DEL DETECTIVE

di Valentina Griner - ARF! Festival

«Il mondo è una giungla, dove il grande divora il piccolo e a volte gli uomini si comportano come animali».

Sembrerebbe banale affiancare la metafora della “giungla d’asfalto” ai cinque volumi editi di Blacksad (di Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido), se non fosse proprio John Blacksad, detective nell’America degli anni cinquanta, uomo tutto d’un pezzo, disilluso e cinico in stile hard-boiled, conscio della sua natura di gatto nero, a pronunciare queste parole. «Ci sono molti luoghi comuni su noi gatti. Secondo uno di questi, avremmo sette vite», confessa la sua voce narrante alla maniera di un Humphrey Bogart, scampato ad un agguato.

Ogni caratterizzazione contiene in sé un destino (un cantastorie galeotto della Louisiana può essere, fun fact per intenditori, un gallo… del resto i due autori vengono professionalmente dal mondo Disney), ma non renderemmo giustizia all’opera se riducessimo il gioco all’uso della maschera come metafora.

Nelle prime tavole di “Da qualche parte fra le ombre” troviamo i primi due totali giustapposti (ne seguiranno molti, grandiosi e minuziosi nei dettagli): l'acquerello dipinge la luce calda dell’opulenza della casa della vittima e con toni seppia la penombra dell’ufficio di Blacksad, mentre la luce della città penetra dalle veneziane. I nostri “funny animals” non sono mai caricature di sé stessi, ma credibili attori di un noir che Guarnido fa recitare in ogni segno.

Il mondo è una giungla e John Blacksad sa bene che gli uomini a volte sono peggio delle bestie. Il noir del resto, declinazione del crime, scruta nel nero dell’anima. Nel secondo volume, “Arctic Nation”, il nostro non è visto di buon occhio da un gruppo di razzisti di pelo bianco riuniti in una sorta di Ku Klux Klan. Essere uomini non dipende dal manto che abbiamo, o dalla specie di cui facciamo parte: sono le nostre scelte a renderci tali.

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