Fiorentina 0 - 1 Milan 11.05.2019

Non si spegne il sogno Champions League dei rossoneri

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Un Milan a due facce va a prendersi tre punti importantissimi a Firenze, dando prova di credere ancora nel sogno Champions League nonostante le prestazioni dell'ultimo mese facessero pensare ad un obiettivo ormai mollato. Prosegue invece il periodo negativo della squadra di Montella, ancora a secco di vittorie dopo il cambio di allenatore.

Seconda di quattro finali nelle quali il Milan è obbligato a vincere per mantenere viva la speranza di un posto nella prossima Champions League, in attesa di qualche risultato favorevole dagli altri campi. Qualche difficoltà per Gattuso, tra infortuni e squalifiche, che lo costringono a riproporre Borini titolare nella parte sinistra dell'attacco ed arretrare Calhanoglu a centocampo. Dietro di lui Bakayoko, nonostante gli attriti dei giorni scorsi, mentre in difesa è ancora Abate a prendere posto sulla fascia destra.

La Fiorentina è in grande crisi, con Montella che arriva da un punto nelle ultime cinque partite e prova a fermare la sua ex-squadra affidandosi alla classe di Muriel, assistito da Mirallas e Chiesa, l'unico giocatore scampato alle contestazioni dopo l'ultima sconfitta. A centrocampo il grande assente è Veretout, squalificato per due giornate.

Nel silenzio del Franchi, reso tale dallo sciopero della Fiesole che rimane vuota nel primo tempo, l'inizio di partita è piuttosto vivace, con le due squadre che decidono di studiarsi con delle piccole sortite in avanti senza badare troppo al possesso di palla. Dopo una buona occasione per Muriel, è il Milan a guadagnare progressivamente metri di campo, mantenendo il baricentro alto nelle fasi centrali della frazione. Protagonisti Suso e Calhanoglu, oggi stranamente in palla, che impegnano a più riprese un Lafont che si fa trovare pronto, in particolare su una bella conclusione dal limite dell'area del turco deviata in angolo.

E' comunque un segnale ben preciso sull'andamento della partita, tant'è che dopo la mezz'ora arriva il goal del vantaggio rossonero ed è proprio ad opera dei due esterni offensivi. Suso avanza sulla sua fascia di competenza e mette in area il suo classico pallone tagliato, sul quale si avventa Calhanoglu di testa in anticipo su tutti i difensori avversari e supera l'estremo difensore viola, che questa volta non riesce a metterci la classica pezza.

Dopo il goal,il Milan decide di gestire il possesso palla e gli ultimi dieci minuti vanno via senza grandi emozioni, nonostante Montella provi in tutti i modi a spronare i suoi. Le squadre vanno quindi negli spogliatoi con gli ospiti in vantaggio di una rete.

Nella ripresa inizia una partita completamente diversa, perchè è la Fiorentina a scendere in campo con la voglia di rimettere le cose a posto, forse anche grazie allo sprone del proprio pubblico che nel frattempo ha preso posto nella curva di competenza. Il pressing della squadra viola è continuo e mette in difficoltà il Milan, che abbassa di molto il baricentro. E' in questa fase che la porta di Donnarumma corre i maggiori rischi, dapprima con una conclusione di Chiesa che finisce poco alta sopra la traversa e poi soprattutto con Mirallas, che ha la possibilità di calciare da posizione favorevole all'interno dell'area e sparacchia male addosso al portiere avversario.

Dopo una fase centrale di equilibrio comincia la girandola dei cambi. Se Gattuso si limita a gestire le forze, inserendo Cutrone per uno stanco Piatek, Montella si gioca il tutto per tutto lanciando nella mischia Vlahovic al posto di Fernandes ed il classe 2000 si rende subito pericoloso. Più di lui lo è Chiesa, poco dopo, quando approfittando di un grave errore di Kessié entra in area e costringe Donnarumma ad una deviazione corta sulla quale deve intervenire Romagnoli, veloce come un fulmine, per evitare il peggio.

L'ultimo cambio per entrambi gli allenatori è obbligato: prima è Dabo a necessitare di essere sostituito a causa dei crampi, poi Borini che patisce un leggero infortunio. Al loro posto entrano rispettivamente Norgaard e Laxalt, per disputare gli ultimi scampoli di partita. Nonostante un lungo recupero, non succede praticamente nulla ed il Milan porta a casa tre punti importantissimi sul campo più difficile delle ultime quattro giornate, almeno sulla carta, nel match che ha visto di fronte due tra le squadre più giovani della massima serie.

In attesa del risultato dell'Inter, in qualche modo e paradossalmente più avvicinabile in classifica della stessa Atalanta per motivi di calendario, restano vive le speranze dei rossoneri di approdare alla propria Champions League. Il mese di follia ha lasciato il segno, dato che ora il destino della squadra di Gattuso non è più soltanto nelle proprie mani, ma qualche segnale di risveglio c'è e i tifosi potranno continuare a crederci fino alla fine.

TOP E FLOP DEL MATCH:

Bene Suso e Calhanoglu nella prima ora di gioco, spentisi poi progressivamente insieme alla squadra. Decisivi Romagnoli e Donnarumma per mantenere il risultato nella ripresa, mentre disputa tutt'altro che una buona partita Kessiè: il peggiore dei suoi.

Lafont e Muriel disputano un grande primo tempo, con il colombiano che si spegne progressivamente nella ripresa. Contemporaneamente cresce Chiesa, ma soprattutto si fa notare il classe 2000 Vlahovic, autore di un'ottima mezz'ora. Male invece Biraghi e Victor Hugo, molto nervosi, con quest'ultimo che viene graziato dall'arbitro per uno spintone.

FORMAZIONI UFFICIALI:

FIORENTINA (4-3-3): Lafont; Laurini (69' Gerson), Milenkovic, Vitor Hugo, Biraghi; Dabo (84' Norgaard), Fernandes (73' Vlahovic), Benassi; Mirallas, Muriel, Chiesa. All. Montella

MILAN (4-3-3): Donarumma; Abate, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Bakayoko, Calhanoglu; Suso (81' Castillejo), Piatek (74' Cutrone), Borini (88' Laxalt). All. Gattuso

Matteo Tencaioli

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