Milan 2 -0 Frosinone 19.05.2019

Donnarumma scaccia la paura, Piatek e Suso chiudono la partita

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I rossoneri passano in casa contro il Frosinone dopo un primo tempo orrendo. Il portiere para un rigore decisivo sullo zero a zero, poi ci pensano il polacco e lo spagnolo a chiudere i conti. Il Milan resta in corsa per un posto in Champions League quando mancano novanta minuti alla fine della stagione.

Più di sessantamila spettatori a San Siro per sostenere il Milan nell'ultima fatica casalinga della stagione, che coincide con l'ultimo match davanti ai propri tifosi di un professionista che negli ultimi dieci anni ha sempre onorato la maglia rossonera quando è stato chiamato in causa, nonostante i suoi limiti tecnici: Ignazio Abate.

La cornice di pubblico non è comunque interessata soltanto a salutare il terzino, che parte titolare per l'occasione, ma anche per spingere la squadra verso una vittoria fondamentale per mantenere vive le speranze di Champions League. Per farlo, Gattuso conferma la solita formazione con Calhanoglu scalato a centrocampo per compensare l'assenza di Paquetà e Borini al servizio di Piatek, con Suso dall'altra parte. Frosinone a Milano soltanto per la gloria, vista la classifica che lo condanna alla retrocessione già da tempo.

Avvio di partita tutt'altro che entusiasmante, interrotto soltanto da una bella giocata di Calhanoglu all'interno dell'area ospite, che permette a Borini di liberarsi al tiro da posizione favorevole, ma la sua conclusione viene murata e deviata in angolo da Zampano. E' un match di rara bruttezza, dove non succede praticamente nulla e per avere un sussulto bisogna attendere la metà del primo tempo, quando Suso mette in mezzo un pallone che attraversa tutta l'area e arriva dalle parti di Borini che manca l'aggancio vincente di pochissimo.

Per il resto è noia totale, con venti minuti in cui non succede praticamente niente e le squadre tornano negli spogliatoi tra i fischi dei supporter rossoneri sparsi per lo stadio, coperti solo da qualche coro proveniente dalla curva sud.

L'inizio della ripresa è decisamente più entusiasmante. Subito il Milan ci prova con Borini, che sbaglia da posizione favorevole, poi è il turno del Frosinone che si concede e sbaglia l'occasione più importante del match. Abate stende Paganini in area di rigore, sul dischetto si presenta Ciano subissato dai fischi di San Siro che fanno il loro effetto, perchè l'attaccante frusinate si fa ipnotizzare da Donnarumma che neutralizza la sua conclusione.

Scampato il pericolo, Gattuso decide di cambiare qualcosa e mette dentro Cutrone al posto di Bakayoko, dando finalmente alla sua squadra un'impronta offensiva. Il cambio toglie un po' di equilibrio alla sua squadra, che rischia qualcosa di più dietro, ma finalmente si fa sentire un po' nell'area avversaria. E' a questo punto che il Milan passa e lo fa con un redivivo Piatek, che al primo pallone decente ricevuto quasi casualmente torna a sparare un colpo proprio quando la sua squadra ne ha maggiormente bisogno.

A questo punto la tensione cala nei padroni di casa, che iniziano a giocare meglio e si guadagna una punizione dal limite che sembra fatta apposta per Suso. Se c'è una cosa che sa fare lo spagnolo è tirare dalla sua mattonella, soprattutto quando non c'è nessuno a pressarlo e difatti non sbaglia: punizione perfetta all'incrocio dei pali e partita messa in ghiaccio, anche alla luce della differenza di motivazioni delle due squadre in campo.

Dopo il raddoppio succede poco e San Siro si ferma al minuto 84 per tributare ad Abate l'ultimo saluto da giocatore rossonero in uno stadio che l'ha visto protagonista, nel bene e nel male, per dieci anni. Prima del triplice fischio c'è tempo per godersi un altro grande intervento di Donnarumma, decisivo su conclusione di Valzania da distanza ravvicinata.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

In un Milan tutt'altro che entusiasmante, è logico premiare gli autori dei goal: Piatek e Suso. Nessuno dei due gioca una partita straordinaria, ma nel calcio conta segnare e loro ci riescono. La palma di migliore va però a Donnarumma, che salva capra e cavoli nel momento più difficile. Non chiude invece bene la sua parentesi a San Siro Abate, che regala al Frosinone un rigore che avrebbe potuto essere fatale.

Nel Frosinone il peggiore è proprio Ciano, che fallisce dal dischetto la grande occasione per portare i suoi in vantaggio. Non male la prestazione di Paganini, che spesso si è fatto vedere nella metà campo avversaria risultando uno dei più pericolosi di una squadra comunque poco incisiva.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Abate (84' Conti), Musacchio, Romagnoli, R. Rodriguez; Kessie, Bakayoko (51' Cutrone), Calhanoglu; Suso, Piatek (81' Castillejo), Borini. All. Gattuso.

FROSINONE (3-5-2): Bardi; Ariaudo, Goldaniga, Brighenti; Zampano, Paganini, Sammarco, Maiello, Beghetto (75' Valzania); Ciano (77' CIofani), Trotta (65' Dionisi). All. Baroni.

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