A Proposito Di Gatti - La Recensione Di UR

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L’istrionico Umberto Orsini protagonista, per una sera, di una chiacchierata letteraria sull’animale più affascinante e misterioso della storia: il gatto.

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L’istrionico Umberto Orsini protagonista, per una sera, di una chiacchierata letteraria sull’animale più affascinante e misterioso della storia: il gatto. Al Teatro Vascello di Roma, l’artista ha portato in scena “A proposito di Gatti”, ripercorrendo la storia del nobile felino dall’Antico Egitto ai giorni nostri.

Il pubblico delle grandi occasioni ha affollato la sala ed è rimasto, sin da subito, rapito dalle citazioni letterarie dell’artista novarese. Un excursus che è cominciato, com’è ovvio immaginare, ai tempi dei faraoni, per poi attraversare il periodo romano, i secoli bui della caccia alle streghe e i tempi moderni, dove l’ode al gatto passa anche per le canzoni di famosi musical come “Cats”. Orsini, alternandosi tra una grossa scrivania ed un esile leggio, ha mischiato auliche citazioni ed aforismi sui gatti a momenti più popolari, come il ricordo di detti e di canzoni, tra cui le celebri “La Gatta” e “44 Gatti”. Momenti che hanno portato il pubblico del teatro, solitamente silenzioso, a creare un piacevole brusio di partecipazione ed approvazione per le scelte dell’artista. L’attore ha anche raccontato alcuni momenti della sua vita privata legati all’innegabile amore per i gatti, come il fatto che un randagio, ritrovato tra i vicoli di Trastevere, sia stato battezzato Macavity, come l’inafferrabile protagonista di “Cats”.

Tanti i riferimenti al mondo delle arti, con letture tratte da Reiner Maria Rilke (nella prefazione ad una raccolta di acquerelli con soggetti felini realizzati da un giovanissimo Balthus), Giovanni Pascoli, Charles Baudelaire, i nostrani Trilussa, Torquato Tasso e Giovanni Pascoli. La serata ha poi raggiunto l’apice con l’avvincente lettura di un racconto di Edgar Allan Poe, “Il gatto nero”, che ha conquistato la sala grazie alla magistrale interpretazione del maestro Orsini.

La chiacchierata si è infine conclusa con la lettura di uno stralcio della nuova autobiografia dello stesso protagonista, intitolata “Sold Out”, in cui l’autore ha raccontato come, in passato, abbia attribuito il giusto nome ad ogni gatto, lasciandosi ispirare dal felino e dalla sua vicinanza caratteriale ad un personaggio di qualche romanzo storico o pièce teatrale. “Il mio giardino – ha commentato – era così diventato un palcoscenico felino, dove ogni giorno andava in scena una nuova rappresentazione”.

Valeria Bollini 

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