Mauro Santopietro

È un incarnarsi dell'amore che raccontiamo. Un viaggio verso la natura umana e terrena, e quindi finita.

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Martedì 7 Aprile è andata in scena la prima di Adamo & Eva. Una rappresentazione scritta e diretta da Mauro Santopietro, che interpreta Adamo, mente Eva è Alessia Sangiuliani. Mauro si diploma come attore presso l’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica e collabora con numerosi artisti, collezionando diverse collaborazioni di rilievo. Alessia, si diploma alla Suola del Teatro Stabile di Torino ed anche lei ricopre diversi ruoli in spettacoli di rilievo nazionale.

Oggi l’UnfoldingRoma cercherà di farvi conoscere meglio Mauro e la sua opera che rimarrà in scena al Teatro dell’Orologio fino al 19 aprile.

Ciao Mauro, complimenti ancora per Adamo & Eva, come prima domanda vorrei chiederti come ti sei approcciato al Teatro e cosa significa per te….

È difficile da spiegare: è un emozione, una lotta a mani nude, è sacrificio e coraggio. Ma anche un gioco che ti permette di nascondere alcune cose di te in battute e azioni e pensieri e desideri scritti e manifestati da un altro che non sei tu. Ho cominciato provando queste cose anche da spettatore al mio primo spettacolo vissuto in platea. Così è cominciata questa avventura...

Come e quando è nato Adamo&Eva, ce ne vuoi parlare brevemente…

È nato due anni fa. È il mio secondo testo. Dopo aver vinto un bando della regione Lazio sulla drammaturgia contemporanea siamo riusciti a debuttare sotto forma di studio e lettura scenica. Tiziano Panici, che ringrazio ufficialmente, si è occupato della verifica scenica del testo e ci ha permesso di debuttare al teatro Argot (una delle case della drammaturgia contemporanea in Italia). Poi molto tempo è passato, molto si e' dovuto aspettare, molti gli investimenti e le sofferenze prima di questo debutto Nazionale.

Avete utilizzato dei fondi della Regione Lazio partecipando ad un bando pubblico per la drammaturgia contemporanea, trovi che vi siano sufficienti fondi per finanziare le attività culturali nella nostra Regione e nella città di Roma…

I fondi ci sono. Il problema è come vengono gestiti. Spesso i bandi sono uno specchietto per le allodole voluto dalla politica: vincere dei soldi che ti daranno poi tra anni chiedendoti di debuttare però entro pochi mesi dall'esito del bando ti fa capire come viene gestita la cultura in questo Paese.

Autore, regista e attore nello stesso tempo, è difficile gestire contemporaneamente tutti e tre i ruoli?

È folle. Non era mia intenzione. Ho fatto di tutto per evitarlo. Ma per diversi motivi, anche dolorosi, mi sono ritrovato a ricoprire tutti i ruoli. Mi diverte molto meno. Avrei preferito farne solo uno, spero in futuro di riuscirmi a semplificare la vita. Detto ciò sono orgoglioso del risultato ottenuto, avrà sicuramente delle pecche, ma lo spettacolo si dice sia ottimo, e quindi sono felice.

Interpretare Riccardo III o Adamo, insomma un personaggio di un’opera classica e conosciuta o una nuova, c’è differenza…

Non particolarmente. Dipende da moltissimi aspetti. La drammaturgia in primis. Ma se non e' una drammaturgia o una regia particolare il lavoro da attore nell'approcciarsi al personaggio è sempre lo stesso. Bisogna farsi tante domande e poi sentirsi liberi di giocare per scoprire altre cose.

Ho trovato molto divertente l’inizio, con un Adamo ed una Eva molto ingenui e spiritosi, entrambi appesi al cielo con delle funi, come ti è venuta l’idea…

Pensando al legame di Adamo ed Eva con Dio. Pian piano si allontanano dal primo esempio di Amore. Avevo bisogno di raccontare questa sospensione, questo forte legame tra loro, questo triangolo (che poi è la forma geometrica con cui si descrive la figura di Dio), e avevo la necessità di rappresentare questo progressivo distacco.

La scena che mi ha colpito di più è quella in cui Adamo lava la mela prima di addentarla, mi puoi spiegare quel gesto e il simbolismo che cela…

La mette semplicemente sotto l'acqua in realtà. L'acqua è un elemento naturale, isolato all'interno dello spettacolo, come se fosse un nodo di regia, un giro di boa dopo il quale tutto cambia. E in effetti così è. Dopo quel momento ogni legame è sciolto. Le corde hanno formato un albero, l'albero della vita a centro palco. E i due personaggi cominciano a vivere dinamiche di coppia più profonde e forse più definitive rispetto alla loro indagine sul sentimento e passione. Ecco allora che cercavo un’immagine che mettesse in primo piano proprio la mela, oggetto del desiderio, frutto della conoscenza, ma anche del peccato e del consumarsi della coppia.

Ho molto apprezzato il richiamo ad un’altra coppia della storia della letteratura, Paolo e Francesca, perché loro e ce ne sono altre che non ho colto…

Perché loro vissero l'amore come passione. C'è differenza tra passione e sentimento. È un incarnarsi dell'amore che raccontiamo. Un viaggio verso la natura umana e terrena, e quindi finita. Altro riferimento è quello di Amleto e Ofelia. Amleto come Adamo rinnega un ti amo ad Ofelia/Eva, rinnega parole, perché in fondo sono appunto solo parole. Rinnega per paura di amare.

A volte la realtà supera la finzione scenica, mi riferisco al dramma del volo della GermanWings….

È stata una tragedia terribile e inquietante. E preferisco non dire nulla.

Quali sono i tuoi progetti futuri, vuoi parlarmene…

Questa estate sarò di nuovo al Globe Theater qui a Roma, riprenderò molto rumore per nulla con la regia di Loredana Scaramella. Poi spero di poter fare del cinema.

Ringrazio Mauro per l’intervista ed invitiamo tutti i lettori di Unfolding Roma ad andare a godersi questo spettacolo nuovo ed intenso. Buon lavoro

Alessio Capponi

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