Esce Connessioni Di Matteo Sacco, Un Cantautore 2.0

Esce Connessioni Di Matteo Sacco, Un Cantautore 2.0

Testi emozionanti e intensi si fondono con sonorità elettroniche, sono queste le “Connessioni” del nuovo album di Matteo Sacco

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“Tutte le nuove canzoni seguono un’idea che è quella di mettere in discussione il concetto di realtà, in modo che lo sguardo sia in grado di spingersi oltre ogni categoria e soprattutto al di là delle facciate dei selfie e dei nostri profili patinati sui social. Esistono collegamenti sconosciuti ed inaspettati, direi ancestrali. L’uomo però ha perso contatto con la sua stessa natura, con la dimensione di viaggio e di scoperta”. Queste le parole di Matteo Sacco in un’intervista pubblicata sul Corriere dello spettacolo.

In effetti il suo nuovo album “Connessioni”, uscito da pochi giorni in tutti gli store online, è quasi un esperimento alla ricerca del sound ideale per veicolare non solo parole e musica, ma soprattutto emozioni ed esperienze: l’ampio utilizzo di synth e batterie campionate, testi poetici e a tratti toccanti, che descrivono scene di vita e pensieri di chi ha già provato sensazioni importanti, danno il via alla volontà di elaborare un “cantautorato 2.0”, come lo definisce lo stesso artista, un electro-pop che gli permette di esprimere al massimo la sua attitudine di paroliere con sonorità completamente elettroniche.

Matteo Sacco, cantautore profondo e appassionato, ha cominciato a scrivere canzoni e a suonare la chitarra all’età di soli 9 anni, da allora la sua chitarra lo accompagna ovunque.

Dopo essere passato attraverso molte esperienze artistiche e concerti live accanto ad importanti nomi della musica folk, pop e rock, nel 2016 incide “La Dolce Vita”, il suo primo album, raccogliendovi brani che raccontano storie di personaggi e di luoghi anche immaginari, ma che ripercorrono e descrivono la storia personale dell’artista, canzoni insomma che seguono il cantautorato italiano più classico.

Connessioni” invece, preceduto dall’uscita del singolo “E tu dormi”, è il frutto di un grande lavoro durato diversi anni, ma anche di grande amore per la musica, per la scrittura e per la sperimentazione, maturato però fra la tentazione di mollare tutto e l’incapacità di farlo, l’impossibilità cioè di smettere di raccontare la vita musica. Nasce così un album dai testi intensi, appassionati, che catturano varie sfaccettature della sfera emozionale e le rimandano al pubblico, senza mai passare attraverso la classica struttura strofa-ritornello, cosicché si ha la voglia di ascoltare i brani uno dopo l’altro, senza interruzioni, lasciando che le parole dei testi richiamino alla mente sentimenti dell’anima, che, in quanto intangibili, non possono essere inserite in nessuna struttura musicale standardizzata: così sono ad esempio i brani “Il male” e “Viaggi”, eccezionalmente intensi, intimi e poetici.

Barbara Gottardi

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