TORINO LAZIO 3-1

SCONFITTA CHE NON PORTA CONSEGUENZA, IMMOBILE TORNA AL GOL.

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Troppe assenze, poche o quasi non  le motivazioni ed ecco spiegato la sconfitta della Lazio. Nel calcio, come in molti altri sport, l’adrenalina di raggiungere il risultato è quasi tutto, la Lazio di oggi pomeriggio è sembrata una squadra in vacanza con infradito e voglia di raggiungere l’ombrellone il prima possibile. Tante assenze, Milinkovic, Luis Alberto, il Correa delle ultime settimane, Leiva e tanti altri sono mancati nello scacchiere di Simone Inzaghi, i sostituti ci hanno provato, Immobile come sempre ha dato tutto quello che aveva, di questi tempi non è molto ma almeno è tornato al gol ed è stato l’ultimo ad arrendersi al risultato negativo, ci ha provato almeno altre tre volte ma Sirigu ha detto no. Acerbi e Bastos solita partita tosta ma il reparto non ha funzionato, distrazione sulle reti, non si può prendere gol su rimessa laterale e su un contropiede uno contro uno. Tredicesima sconfitta stagionale in campionato, troppe per avere speranze europee di prim’ordine, ma c’è la Coppa, l’ancora di salvezza che ancora una volta ha premiato la Lazio e Lotito, stagione salvata, milioni che entrano nelle casse e Europa messa in cassetto entrando dalla porta principale e non dai tanti agognati preliminari. Per i giudizi finali sulla stagione ci prendiamo qualche altro giorno, per ora resta una piccola delusione per i due ultimi risultati in campionato, si poteva chiudere meglio o almeno provarci con un po' più di convinzione.

Inzaghi da una chance a Proto dopo l’occasione a Guerrieri, il risultato è che tutti e due hanno preso tre gol, Radu, Acerbi e Bastos nei tre di difesa, Romulo a destra e Lulic a sinistra come quinti, Badelj davanti alla difesa con Parolo e Jordào, Cataldi da trequartista con Immobile unica punta. Mazzarri lascia Zaza in panchina e presenta Iago Falque accanto a Belotti.

Ritmi bassi, Lazio che si difende bene e cerca ripartenze con Immobile e Torino con il giro palla senza però mai trovare verticalizzazioni. In tutto il primo tempo non si vede uno che sia uno tiro verso le due porte. Nel secondo cambia la musica anche per errori individuali, al 51’ Aina su rimessa da fallo laterale serve in area Iago Falque che tutto solo davanti a Proto non può sbagliare. Due minuti dopo lancio di Meitre per Lukic che s’invola tutto solo da metà campo verso la porta laziale, Proto ci mette un po' a capire che doveva uscire e per il serbo è un gioco da ragazzi evitarlo e depositare la palla in rete. Uno due micidiale del Torino. Ci prova Immobile a vivacizzare la manovra laziale ma Nkoulou si oppone meglio di Sirigu. Al 58’ entra Durmisi per Jordao, al 62’ Bastos prova ancora una volta a fare il Del Piero ma stavolta la palla è alto sopra la traversa. Al 66’ Immobile ritrova il gol che mancava da aprile, Parolo lo serve in area, controllo e tiro sotto le gambe di Nkoulou e Sirigu battuto. La Lazio prova a pareggiarla la partita, ci prova Acerbi di testa ma la mira è sbagliata, Immobile servito ancora da Cataldi sbaglia malamente al 73’ con un destro facile e non trovando la porta. Al 80’ il Torino trova il terzo gol e chiude la partita, Belotti per Zaza, para Proto ma De Silvestri colpisce a botta sicura, risultato blindato. Entra anche Capanni, giovane promessa della primavera e si fa notare per un’ammonizione presa 20 secondi dopo l’ingresso in campo e per un tiro da fuori area che termina a lato di poco della porta di Sirigu. L’ultima emozione la regala Mazzarri mandando in campo nel finale il difensore Moretti, ultima partita della carriera per il centrale di origini laziali, applausi da tutti i settori dello stadio, meritatissimi per un saluto a un grande professionista.

Sconfitta che ci sta, ci può stare far giocare titolare Jordao, buona partita del portoghese, Immobile ritrova il gol e il futuro è roseo aspettando agosto, serviva per il morale del napoletano che da sempre fa il suo dovere e la sua maglia a fine partita è sempre sudata, forse è da rivedere la scelta della riserva del portiere. Inzaghi nei prossimi giorni ci darà risposte sul suo futuro e la società dovrà muoversi di conseguenza, ora è tempo di pagelle e di giudizi.

GIUSEPPE CALVANO


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