DDR VANTO DI ROMA

Doveva arrivare, sicuramente doveva arrivare, certo è che per questo tipo di avvenimenti non si è mai preparati e forse è meglio così, un fendente diretto e inaspettato che una lunga e lenta agonia nell'attendere un addio, doloroso e incomprensibile.

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Fonte Immagine Emanuele Gambino

Doveva arrivare, sicuramente doveva arrivare, certo è che per questo tipo di avvenimenti non si è mai preparati e forse è meglio così, un fendente diretto e inaspettato che una lunga e lenta agonia nell'attendere un addio, doloroso e incomprensibile.

Ci sarebbero tante parole, ma sarebbe il vento a portarle via e l'unica realtà davvero importante sono stati questi anni che ti hanno visto abbracciare ad ogni vittoria tutti noi.

Piange il cielo e un coro unanime viene lanciato dalla sud fino a tutto l'Olimpico, al completo in ogni suo settore per renderti il giusto omaggio.

Contrto il Parma conquistammo lo scudetto, l'ultimo in ordine di tempo, sembrava l'inizio di un bel cammino, frastaghliato, difficile, per alcuni versi terribile e contro il Parmafinisce la tua avverntura in questas Roma.

4-2-3-1 si rivede Perotti in campo, Florenzi in difesa a cui consegnerà il testimone e tra i pali l'impeccabile Mirante, la vera rivelazione di questa Roma insieme a Zaniolo.

C'è un'aria surreale all'Olimpico stasera, ed anche in campo si fa fatica a prendere il filo del discorso e lo striscione in curva sud che continua “Per 18 anni ci hai onorato, DDR vanto mai tramontato”.

Stasera Ranieri sceglie Pastore al posto di Zaniolo, quell'ultima occasione che il tecnico, uscente anche lui, sente di concedere ad un altro giocatore troppo poco considerato in rosa.E' al 23mo che il Parma si fa veramente pericoloso, trovando la strada spianata e provando con Gervinho il tiro direttamente in porta dove un ottimo Mirante devia in angolo un pallone alquanto velenoso.

Poca grinta tra i giallorossi, mentre arrivano già le sentenze dagli altri campi, con un Milan in vantaggio di due lunghezze sulla Spal che smorza le pur flebili speranze di rivalsa di una Roma ormai proiettata altrove.

La squadra di Ranieri subisce il gioco del Parma che sfrutta un baricentro piuttosto alto con gli inserimenti di Ceravolo e lo stesso Gervinho. A centrocampo è sempre De Rossi ad essere decisivo, è sempre lui a fungere da metronomo e a dosare il nervosismo, ancora si, anche in questa partita è sempre lui a caricare tutti...

E infatti è la Roma al 35' ad andare a rete con una fantasia di Pastore che muove un cross per Perotti che mette in mezzo, Kolarov ribatte, la difesa respinge, Pastore ribadisce ma i gialloblù allontanano sulla traiettoria di Pellegrini che dalla lunetta con potenza ed una leggera deviazione scaraventa in porta, un 1-0 che chiude il primo tempo con la Roma in avanti, molta l'emozione ma in un crescendo di dinamiche che sembrano riportare ai vecchi meccanismi ben organizzati di un tempo.



“Mr Ranieri nel momento del bisogno hai risposto presente, adesso ricevi l'omaggio della tua gente”

un coro unanime “Ranieri uno di noi!” e la commozione mista a rammarico sul volto del mister che avrebbe voluto dire di più fare di più, lacrime amare e salate, il saluto dei romani al Mister, all'uomo, al tifoso che ha dimostrato fino all'ultimo di essere parte integrante di questa famiglia, forse fin troppo maltrattata e denigrata.


Il secondo tempo si riapre con la stessa propositività, sulla fascia ad andare sempre sottoporta è Perotti che dimostra la grande affidabilità nell'1 contro 1, ma anche nella fase di costruzione pone grande attenzione, pur non trovande Dzeko nella sua forma migliore.

L'attaccante giallorosso sembra aver accusato il colpo e le voci di un suo imminente addio non fanno che influire negativamente sulle performance in campo, tanto da spingere Mr Ranieri alla sostituzione con il tanto discusso Schick.

Ultima in tutto e per tanti in questa Roma e l'aria di un terremoto devastante che ne risparmierà davvero pochi.

Intanto a raccogliere il testimone del suo mentore è ancora Pellegrini che si insinua tra le maglie gialloblù per cercare di regalare una vittoria netta in questa serata dedicata al suo capitano, buona la conferma di Mirante, mentre è impietoso il responso dagli altri campi, una scure che fa crollare tutte le speranze di questa Roma.

Si vuole vincere si, almeno portare a casa il risultato, inutile, malinconico ma pur sempre una vittoria, che non serve a nulla che forse fa più male di una sconfitta ma per stasera l'unico risultato possibile.

Ma è all'82mo che per uno stiramento muscolare il Capitano è costretto ad abbandonare il campo ed a lasciare il posto al compagno Under, una standing ovation totale, forte estrema e più forte l'abbraccio con il Mister, come a sugellare un patto d'amore anche nella sventura.

Anche la proverbiale velocità di Gervinho, ex romanista, ex compagno, ex amico, si china e si frena di fronte all'emozione che suscitano certi sentimenti e quella palla buttata in curva ha tanto il sapore di un omaggio al grande Capitano, un omaggio però non così forte da non rispondere al richiamo del gol, al quale però si oppone con una schiacciata di testa Perotti che dopo nemmeno un minuto riporta la Roma in vantaggio.

2-1 con El Shaarawy che per tutti i novanta minuti è andato in percussione tentando l'impossibile.


Atto finale, finisce così la stagione di una Roma fin troppo sfortunata e sventurata, con Ranieri commosso con i compagni ad indossare quel numero 16 in campo, in formazione, in tribuna Buffon, Riky Menphis, Edoardo Leo e lì accanto a lui anche un altro ex con la Roma nel cuore Osvaldo, perché i sentimenti che si respirano a Roma, non esistono in nessun altro posto nel Mondo.


TE AMO PIU DE MI MADRE!

SPERAVO DE NASCE DOPO!


Come per Totti, la commozione si mischia all'ironia, perchè noi romani alla fine siamo così, cerchiamo di nascondere con un sorriso il dolore, la rabbia e la delusione che abbiamo dentro, il calcio non sarà la medicina per tutti i mali e a volte chi si emoziona per il calcio viene giudicato con leggerezza quasi a voler rimproverare di provare una forte emozione per uno sport dove si guadagnano milioni, ma che al tifoso non rende nulla.

Forse è proprio questo l'errore, pensare che alla gente comune basti il vil denaro per vivere, quando invece soo quelle piccole soddisfazioni, quelle piccoloe gioie che se tutto va male ti portano quel raggio di sole...e adesso Daniè, dopo de te chi ce lo porta quelo raggio de sole???


DDR VANTO DI ROMA.


Laura Tarani


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