Famiglia Al Teatro Lo Spazio Fino Al 2 Giugno Recensione Di Ur

Famiglia Al Teatro Lo Spazio Fino Al 2 Giugno Recensione Di Ur

“Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza”, una frase semplice, schematica, ma che racchiude tutto il susseguirsi di stati d’animo messi in scena dalla compagnia Forte Apache Cinema Teatro.

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“Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza”, una frase semplice, schematica, ma che racchiude tutto il susseguirsi di stati d’animo che gli straordinari attori della compagnia Forte Apache Cinema Teatro, sono riusciti a mettere in scena in uno spettacolo che mette a nudo le problematiche presenti in tutte le famiglie. Difficile non immedesimarsi in uno, due o persino tutti i protagonisti, perché in ognuno di loro c’è uno scorcio di sentimento familiare che prima o poi ognuno di noi ha provato nella realtà, anche nelle famiglie più perfette.

“Famiglia” di Valentina Esposito è proprio questo, un bombardamento di sentimenti fortissimi e contrastanti, uno switch continuo tra amore e odio, devozione e disprezzo, risentimento e sopportazione. Il matrimonio dell’unica figlia e nipote femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, diventa il palcoscenico ideale per riportare alla luce antichi rancori familiari mai dissipati e fortemente radicati negli animi dei protagonisti. Tre generazioni a confronto, storie tramandate di padri in figli, meccanismi che si ripetono costanti: il padre violento, il figlio che prende la via dell’America, il figlio ignorato e deriso, le poche donne di famiglia pronte a dare uno spiraglio, a tenere uniti i propri cari, a riappacificare gli animi, a spingere al perdono. Il tutto tenuto insieme da un susseguirsi di passato e presente, sogno e realtà. In scena ci sono tutti, vivi e morti, pronti a scandire gli “immutabili” cambiamenti del tempo. Notevole la disposizione sul palco degli attori, con cambi di scena dettati da semplici spostamenti che si riallacciano tra loro con il ripetersi di una o due battute. Una scenografia che nasce man mano, sotto gli occhi dello spettatore, con piccoli cambiamenti apportati sul momento dagli attori stessi.

La chiave di lettura del successo di questo spettacolo sta tutta nella carica emotiva di questo gruppo di uomini e donne che dopo aver vissuto un’esperienza dura come quella del carcere, stanno riprendendosi in mano le proprie vite, usando il teatro per riscattarsi.

Molto intense la scena iniziale e quella finale, interpretate da un bravissimo Alessandro Bernardini, che fungono da cornice all’intera opera.

Presente sul palco, nel ruolo del capostipite, Marcello Fonte, che dopo la vittoria della Palma d’Oro al Festival di Cannes del 2018 come miglior protagonista maschile con Dogman di Matteo Garrone, ci regala un’altra strepitosa interpretazione.

Un applauso a scena aperta a tutto il cast: Alessandro Bernardini, Christian Cavorso, Chiara Cavalieri, Matteo Cateni, Viola Centi, Marcello Fonte, Alessandro Forcinelli, Gabriella Indolfi, Piero Piccinin, Giancarlo Porcacchia, Fabio Rizzuto, Edoardo Timmi, Cristina Vagnoli.

Alessia Graffi

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