ULTRAVERSE

Il Contemporary Cluster ha ospitato Ultraverse, l'arte fluida e i suoni senza verso del compositore Massimiliano Frateschi e del visual Nicola Pavone

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Il 30 maggio il Contemporary Cluster di via Barbieri 7, luogo consacrato alla sperimentazione sull'arte contemporanea, ispirato ai movimenti d'avanguardia del XIX e XX secolo, ha ospitato l'evento Ultraverse, la performance di Massimiliano Frateschi, questa volta nella sua veste di compositore di musiche elettroniche, accompagnato dal visual Nicola Pavone, che ha realizzato un emozionante video mapping sul soffitto del XVII secolo affrescato da Luigi Gemignani.

All'interno di questo spazio dialogico, dove arte, architettura, artisti, fotografia, design e sound design si interrelazionano, Ultraverse si inserisce come una performance che mira a schiudere e disturbare la percezione uditiva, ispirandosi alle campane tibetane e riproducendo il suono delle alte montagne.

Ultraverse riesce ad elevare la percezione della mente e ad aprire, fisicamente, attraverso le vibrazioni del suono, la sensibilità del corpo umano, che viene successivamente disturbato dalle tracce dei grammofoni, delle radio e da suoni elettronici creati dalle registrazioni di campi magnetici e dagli ultrasuoni. Il sistema per generare ultrasuoni utilizzato durante l'evento, si basa sulla magnetostrizione: un nucleo ferromagnetico, sottoposto ad un campo magnetico alternato (massimo 200 kHz), inizia a vibrare a frequenze ultrasoniche. Questo è ciò che è stato realizzato con Ultraverse.

La parte visiva è invece un'intersezione angolare in video mapping che si esprime attraverso le immagini compresse su un soffitto semisferico con degli affreschi raffiguranti la Giustizia, la Fama e la Verità.

Il titolo della performance, Ultraverse – spiega Massimiliano Frateschi - indica il verso, la via, la linea di progressione e quindi la direzione, in questo, caso di un suono. I nostri suoni non ritornano mai indietro, ma non seguono una direzione specifica e a volte si ripetono, ecco perché anche il loro verso non è normale.

Alessia de Antoniis


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