Milan: La Sentenza UEFA Può Attendere

Rimandata per l'ennesima volta la decisione riguardante le violazioni del FPF da parte della società rossonera nelle annate tra il 2016 e il 2018

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Tanto rumore per nulla. Così si può sintetizzare, almeno ora, la lunga attesa per la sentenza UEFA sulla presunta violazione del fair play finanziario da parte del Milan nelle annate precedenti all'arrivo dell'attuale proprietà.

Sembrava tutto definito nel pomeriggio di ieri, quando Michele Uva, vicepresidente del massimo organo calcistico europeo, aveva detto che a breve i tifosi rossoneri avrebbero saputo se la propria squadra avrebbe partecipato o meno alle prossime coppe europee, invece non è stato così. Poche ore dopo è arrivato un breve comunicato, scritto in “legalese” come da abitudini Uefa, che recitava così:

“The UEFA Club Financial Control Body (CFCB) Adjudicatory Chamber has issued a procedural order suspending the proceedings against AC Milan regarding its failure to comply with the break-even requirement during the current monitoring period assessed in the 2018/19 season and covering the reporting periods ending in 2016, 2017 and 2018.

The suspension of the proceedings will remain in place until after the issuance of the award in the ongoing CAS proceedings dealing with the sanction imposed on the club for failing to comply with the break-even requirement for the reporting periods ending in 2015, 2016 and 2017.”

Riassumendo il tutto in italiano, pena sospesa in attesa della sentenza del TAS di Losanna riguardante i conti delle stagioni ancora precedenti (quelle tra il 2014 ed il 2016) per le quali il Milan si era visto prima sanzionare con l’esclusione dalle coppe la scorsa estate, per poi essere riammesso dopo avere vinto il ricorso proprio al Tribunale Arbitrale dello Sport, dal quale però si aspetta ancora una sentenza per il secondo grado di giudizio.

Le tempistiche non ci è dato di saperle, lasciando la società rossonera in un grande stato di incertezza, già denunciato alla fine dello scorso anno dall’ormai ex direttore tecnico Leonardo, preoccupato per un silenzio da parte della Uefa che non gli consentiva di capire con quali mezzi potesse muoversi sul mercato. L’unica certezza è che il Milan sarà costretto a sanare il bilancio entro il 30 giugno (si parla di più di 60 milioni da incassare facendo plusvalenze), dopodichè sarà costretto a muoversi nuovamente nella nebbia, a meno che dalla Svizzera non si decidano a smuovere le acque.

Una sanzione arriverà di sicuro e probabilmente sarà pure pesante, ma il paradosso è che ormai non si attende altro ed i tifosi non possono fare altro che subire questo calcio che ormai non sembra fatto più per gli appassionati di sport, ma per gli specializzati in economia e diritto sportivo.

Matteo Tencaioli

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