Cristina Donà E Ginevra Di Marco

Cristina Donà E Ginevra Di Marco

Disco lodevole a dimostrazione che non servono artifizi quando la semplicità e la bravura sono il punto di forza.

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Il panorama musicale italiano offre diverse voci femminili degne di nota e non parlo solo di artiste affermate ma anche di artiste annoverate ( talvolta ingiustamente ) ancora tra gli emergenti o definite “di nicchia”. Ma poche hanno una voce così armonica come quelle di Cristina Donà e Ginevra Di Marco. E cosa c’è di più bello che ritrovarle in un unico disco intitolato semplicemente con i loro nomi, Cristina Donà & Ginevra Di Marco?


Complice un’amicizia ventennale, finalmente hanno deciso di regalarsi e regalarci 8 tracce racchiuse in un album prodotto grazie ad una campagna di Musicraiser conclusasi a marzo e che le ha già viste vincitrici anche del Premio Speciale Mei 2019.


Gli otto brani sono un mix di inediti e canzoni dei rispettivi album precedenti, riadattate per due voci che delle volte si fatica a distinguere per quanto sono ben amalgamate. Un passo alla volta ci traghetta in questo piacevole ascolto nel quale il focus è il legame che si può creare tra donne e che le spinge a farsi forza l’un l’altra, in un mondo dove le difficoltà per il sesso femminile sono purtroppo ancora tante. Si prosegue con Camminare – passione comune di Cristina e Ginevra – che ci racconta come una semplice passeggiata possa sortire effetti terapeutici. Non a caso le sonorità hanno un imprinting soft ma deciso. La terza traccia - Confine – si avvale della scrittura di Francesco Gazzé ed affronta con molta delicatezza le difficoltà legate ai viaggi della speranza, alle difficoltà di raggiungere i confini americani. La tematica è di grande attualità ed è interpretata dalle due artiste in maniera impeccabile facendo a tratti l’una l’eco dell’altra e rendendo successivamente una soltanto le loro voci. Con La rosa enflorece si cambia registro passando dall’estrema attualità della precedente Confine, ad un antico canto popolare ebraico sefardita. Un canto d’amore e di dolore. Si percepisce estremo rispetto nella loro interpretazione nei confronti di coloro che hanno provato questo dolore sulla propria pelle.


La seconda parte del disco è dedicata invece a quattro rivisitazioni di canzoni inserite già in album precedenti. Così Cristina Donà ha riadattato Così vicini e Perpendicolare, nel primo c’è un invito pascoliano a non perdere mai il fanciullo che è in ognuno di noi. Uno sguardo puro capace di sorprendersi ma anche di indignarsi. Nel secondo si parla ancora di bambini ma raccontati attraverso l’amore di una mamma per il proprio figlio. Le ultime due tracce sono rivisitazioni dei brani J e 1/365 di Ginevra De Marco. In J si parla ancora di istinto materno e del senso di protezione verso le tipiche insicurezze adolescenziali. Il disco si chiude con 1/365: un piano e due voci per raccontare sentimenti e contraddizioni degli esseri umani.

Questo disco è lodevole, l’ascolto è godibilissimo ed alla fine ti lascia un sorriso come disegnato sulla copertina dell’album. A dimostrazione che non servono artifizi quando la semplicità e la bravura sono il punto di forza.  

Sara Grillo 

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