Aelita Andre Al Lunga Vita Festival

Aelita Andre Al Lunga Vita Festival

Arriva a Roma l'enfant prodige della pittura astratta. Lunga Vita Festival porta la Magical Abstraction al Museo delle Civiltà dell'Eur - di Alessia de Antoniis

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A molti di noi, da bambini, piaceva pasticciare con i tubetti di colori a tempera Spesso siamo stati duramente rimproverati per aver impiastricciato muri o pavimenti. Ma quanti di noi sono riusciti a produrre dipinti astratti degni di una mostra?

Aelita Andre, australiana di origini russe, classe 2007, dipinge da quando ha nove mesi e la sua prima personale è stata presentata quando aveva solo nove anni. Ha già esposto in varie città, tra cui Melbourne, sua città natale, Miami, San Pietroburgo, Hong Kong, New York, Londra. Sogna che le sue opere siano esposte al Moma.

Grazie a Lunga Vita Festival, Aelita, per la prima volta, ha fatto tappa a Roma al Museo delle Civiltà all'Eur.

La pittrice ama definire il suo stile Magical Abstraction, una forma di astrattismo che riesce a far risaltare animali mitici, creature fantastiche, galassie e pianeti, in un personalissimo modo di concepire l’arte moderna.

La tecnica usata è quella dell'acrilico su tela. Un elemento caratterizzante della sua arte è il suono che fa vibrare nei suoi Sound-paintings, violini montati sulle sue opere, grazie ai quali arriva ad una composizione musicale casuale.

«Per me l’intero universo è una sinfonia cosmica» – racconta Aelita – «con tutto ciò che comprende, le galassie, i pianeti, le stelle. È come se l’Universo fosse una gigantesca sala da concerto e ogni galassia, pianeta stella e atomo fosse un musicista che canta in un’armonia cosmica. L’Universo sembra silenzioso e siamo sordi di fronte alla sinfonia cosmica. Il mio desiderio è proprio quello di dare visione e sonorità a ciò che non riusciamo a percepire».

Secondo sua madre, Nikka, tutti noi abbiamo qualcosa di geniale: la differenza sta nel fatto che alcuni riescono a capire qual è la propria missione, altri no; alcuni ci riescono da piccoli, altri da grandi, altri mai. La fortuna di Aelita è stata, secondo sua mamma, di aver capito da subito quale fosse la sua genialità.

Per Aelita, fonti di ispirazione possono venire da qualsiasi luogo: dagli animali, dai documentari, dal cosmo, un luogo che lei trova incredibile e magico. È una bambina che mostra una profonda curiosità e connessione con le creature viventi e con l'ambiente circostante.

Se ci si aspetta di trovarsi di fronte ad una piccola diva, magari come quelle rese famose dai canali per bambini, si rimane delusi: Aelita è la bambina della porta accanto, timida, che cammina per i saloni del Museo delle Civilta a piedi nudi, che guarda il mondo con i suoi occhi chiari con lo stesso stupore di qualsiasi altro bambino. A volte non sa come comportarsi davanti all'attenzione degli adulti, trovandosi in soggezione come i suoi coetanei.

Poi, però, la senti dichiarare: «Ho deciso di introdurre la musica nei miei quadri per seguire la teoria di un astrofisico secondo cui tutte le particelle subatomiche emettono un suono, quindi anche le corde di un violino che diventa il centro dell’universo».

Mamma Nikka ha detto di aver capito subito che l'approccio e la tecnica di sua figlia erano diversi da quelli degli altri bambini che giocano a dipingere: "Di solito i bambini dipingono per poco tempo, mentre Aelita, anche da bambina, dipingeva per circa un'ora, un'ora e mezza”.

C'è chi ha ipotizzato che il lavoro della bambina sia influenzato dai suoi genitori, motivo per cui il padre di Aelita, Michael, filmò sua figlia mentre dipingeva una tela dall'inizio alla fine, pubblicando il video su Youtube.

Forse potremmo chiederci se sia vero talento o se è l'arte astratta che dovrebbe essere messa in seria discussione. Oppure se non siamo davanti ad un ennesimo fenomeno di marketing ben riuscito.

Mozart compose il suo primo minuetto a cinque anni, i dipinti di Aelita sono già stati paragonati all'arte di Jackson Pollock.

Attualmente è considerata la più giovane pittrice professionista del mondo e in vari continenti ci sono collezionisti che possiedono le sue opere.

Picasso dichiarò: “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”: l’infanzia era per lui la parte più geniale della vita di un uomo. Pensava che i veri artisti fossero i bambini, il problema era che con l’età diventavano uomini comuni come tutti gli altri.

Ci sono situazioni che hanno bisogno di tempo per manifestare tutte le loro potenzialità. E il tempo è quello che dovremmo concedere a questa bambina apparentemente fuori dal comune.

Se Aelita Andre sia o meno un genio in erba, solo il tempo lo dirà. Nel frattempo, è certamente un fenomeno.

Alessia de Antoniis










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