Il Guerriero Mihajlovic Deve Vincere La Leucemia

Annuncio in conferenza stampa. Resterà vicino al Bologna anche durante le cure

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"Sinisa ha chiesto di parlare con la stampa. Qualsiasi cosa succederà resterà sempre al Bologna. E da qui potrà lanciare anche un appello". La voce rotta di Sabatini introduce il tecnico serbo che la butta subito sul ridere: "Quando sono arrivato, ho visto Walter pieno di dottori intorno e ho cercato di superarlo". Poi si fa serio. "Con il dottore abbiamo fatto delle analisi e abbiamo scoperto delle anomali che non c'erano quattro mesi fa. Voglio essere chiaro con tutti e una volta detto ne parleremo solo tramite i bollettini medici. Ho la leucemia. Sono stati due giorni chiuso in camera a piangere. Poi ho pensato che la affronterò, la vincerò, da martedì vado all'ospedale e non vedo l'ora di partire con le cure. Dobbiamo vincere le partite, attaccare, e qui è la stessa cosa. Se ci difendiamo e non attacchiamo siamo rovinati. Vincerò per me, per mia moglie, per la mia famiglia".

La voce si interrompe ogni tanto per la commozione. "Non sono lacrime di paura" tiene a precisare Sinisa. I giornalisti lo accompagnano con gli applausi. "Ho ricevuto cinque o seicento messaggi, e mi scuso se non ho risposto a tutti. Volevo buttare tutte le energie negative che avevo dentro per affrontare con coraggio le cose. Non voglio che mi vedano piangere. Il 28 febbraio ho fatto gli esami ed erano a posto. Mi alleno, corro, faccio i pesi, anche alla fine del campionato. Nessuno di noi deve pensare di essere indistruttibile, ma poi quando succedono cose così è una botta tremenda. E l'unica tua speranza è di aver anticipato questo problema. Se lo scopri dopo due mesi e dopo un anno, è diverso". 

I fotografi scattano a ripetizione, il silenzio in sala stampa è religioso. Mihajlovic svela di aver avuto una conference-call coi giocatori e di aver detto anche a loro che "vincerò questa battaglia". Prende poi parola il dottore del Bologna, Gianni Nanni: "E' un problema nato il giorno prima del ritiro. Ne avevamo il sospetto. Il giorno dopo grazie al policlinico di Bologna e alla sua disponibilità abbiamo avuto subito il risultato del primo esame importante, quello del midollo. Siamo arrivati alla diagnosi nell'arco di cinque giorni. Il mister ha parlato di leucemia, e vent'anni fa magari non ne avremmo potuto nemmeno parlare. Oggi si può guarire e possiamo parlare di un futuro roseo, un allenatore che può allenare e influenzare e interagire con la squadra. In alcuni momenti sarà lontano dalla squadra, sarà in ospedale a fare alcune cose, ma questo non vuol dire che sarà lontano dalla squadra. Le terapie di oggi sono diverse da qualche anno fa. Oggi si può combattere e vincere in tempi brevi. Il mister sta bene, non era vero che aveva la febbre". Sinisa incalza: "Beh, sono un po' incazzato a dire il vero". Nanni riprende: "Mihajlovic aveva un dolore muscolare, e pensavamo a un problema all'anca, una frattura da stress, cose che accadono a uno sportivo. C'era un problema osseo che abbiamo dovuto indagare. E il fatto che non avesse sintomi è un ottima partenza. Ora non abbiamo ancora la possibilità di dire che tipo di terapie farà e che tipo di leucemia sia. Speriamo sia un percorso corto, ma certamente arriveremo in fondo. Mihajlovic continuerà ad allenare e deve farlo. Lo avremo più forte di prima". Ulteriori commenti di chi scrive questo articolo non servono. Hanno parlato molto chiaro i protagonisti. Ci limitiamo a dire: forza Sinisa!

Stefano Ravaglia 

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