IL LUOGO DEGLI INGANNI A CAPPELLA ORSINI

IL LUOGO DEGLI INGANNI A CAPPELLA ORSINI

Dalla fine di ottobre fino a tutto aprile 2020, insidie della Roma di ieri e di oggi raccontate con mostre, conferenze, spettacoli, concerti in una speciale rassegna ideata e organizzata da Roberto Lucifero

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Dal prossimo ottobre fino all’aprile del 2020 Roma si riscoprirà come “Il luogo degli inganni” grazie a un’interessantissima rassegna che parte dalla Cappella Orsini Lab con il suo curatore Roberto Lucifero sempre pronto a far vivere alla Capitale esperienze d’arte che esulano dai consueti canoni tradizionali.

Infondo, Cappella Orsini non può essere considerata essa stessa inganno? Infatti, in via Gottapinta, 21, l’ignaro passante ammirando la piccola facciata ottocentesca dell’edificio può pensare a una delle tante piccole chiese che costellano la città senza immaginare, invece, che il particolare luogo sconsacrato all’interno dell’antica chiesa di Santa Maria in Grottapinta, accanto a Campo de Fiori e vicino a Piazza Navona, è teatro di tantissimi eventi oltre a ospitare l’Accademia del Superfluo, nota scuola di arti decorative fondata dallo stesso Lucifero.

Perché dedicare una rassegna proprio all’inganno? Forse anche per riscattare la parola dalla sua accezione negativa e riportarla a un significato più antico di connotato burlesco che poteva denotare una situazione comunque tollerata. Pertanto, l’obiettivo del progetto diventa quello di raccontare in modo disincantato e ironico il rapporto che Roma ha con l’inganno con particolare riferimento alla sua storia passata.

La rassegna viene divisa in 4 sezioni con mostre, conferenze, spettacoli, concerti tutti collegati a questo insidioso argomento mettendo in evidenza un particolare estro creativo sia da parte degli organizzatori che da parte di tutti gli artisti che partecipano a vario titolo al progetto.

Si inizia ad ottobre fino a novembre con la mostra “Insidioso Tevere - Metafora di una Roma come città piena di trappole e inganni” con la rievocazione di personaggi come Cesare e Pompeo, Catilina, Bernini, Borromini fino alla lupa di Roma e al cavallo di Troia.

“Ebrezza dionisiaca” per dicembre e gennaio con la metafora di una Roma che favorisce l’esplorazione di quegli spazi della mente che vengono indotti dalle sostanze psicotrope. Si continua con la metafora a febbraio e marzo con la mostra “La trappola di Narciso” per un teatro fatto di insidie d’amore, ricatti, stratagemmi e false promesse ma anche revenge porn. Grandi protagonisti le cortigiane romane, Vittoria Accoramboni, Elena, Paride, Venere, il ratto delle Sabine

Un occhio più al presente e al futuro con la mostra di aprile e maggio “L’utopia Urbanistica” con temi che riguardano progetti architettonici mai realizzati o irrealizzabili, Torre di Babele, architetture di Piranesi, Le città invisibili di Italo Calvino, Armando Brasini, Antonio Sant’Elia per una metafora della Capitale che questa volta ripercorre la sua storia e inventa nuovi percorsi creativi.

Ecco che allora gli inganni trovano gran parte della loro espressione riguardando l’arte, i sensi, l’amore e l’inganno come mestiere con protagonisti prestigiatori, illusionisti artisti o anche personaggi contemporanei come Fabrizio Corona. Come sottolineato dallo stesso Roberto Lucifero “A Roma, gli inganni, avvicendatisi nei millenni, scandiscono la storia del luogo e contribuiscono nel bene e nel male ad indirizzarla”. Un modo di raccontare la città secondo una prospettiva intrigante e poco conosciuta che di certo coinvolgerà un folto pubblico.

                                                                                                     Rosario Schibeci 

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