Karma B In Scena Ai Solisti. La Recensione

Karma B In Scena Ai Solisti. La Recensione

KarmAlive, spettacolo del duo di drag queen gemelle più noto d'Italia, ha debuttato nella Settimana del Teatro Rainbow, presso "i Solisti del Teatro". Sul palco: Karma B, Morgana, Iwanda Sbelletti, Farida Kant, Daniele Di Giorgio, Consuelo Gloriani e Francesco Rosanò

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Conosciamo tutti, o quasi, i Karma B. E a chi non avesse ancora aver avuto il piacere d'incontrare queste due karmiche figure (e scusate il gioco di parole per nulla voluto, ma decisamente ben capitato), basterà sapere che si tratta del duo di drag queen gemelle più longevo dello spettacolo, in Italia e nel mondo. Si perché i Karma B non hanno circoscritto il loro operato soltanto al confine nazionale e benchè meno lo hanno limitato alle mura di una discoteca. I due caparbi e creativi siciliani naturalizzati romani, che fluttuano su tacchi proibitivi da oltre vent'anni, hanno fortemente cercato, voluto e trovato la via d'uscita dalle fomentate notti discotecare, alla ricerca di palcoscenici di avanspettacolo che potessero concedergli spazio e da cui poter essere apprezzati non solo per un lip-sync esemplare, un costume perfetto, o un trucco fatto ad arte. Una caccia a quella zona delimitata da tre solenni pareti e riconosciuta da tutti come teatro, in grado di consolidare il loro status di artisti ed interpreti e farli conoscere ad un pubblico più eterogeneo, come esempio sano della pratica di drag queen, il cui sinonimo non può che essere la parola arte.

E' passato del tempo da quelle prime volte in discoteca sui tacchi e altrettanto ne è trascorso dalle prime esperienze sui piccoli (ma importanti) palcoscenici della capitale dove, Mauro e Carmelo, spogliatisi della loro primaria essenza maschile, si sono donati a nuovi pubblici con grande umiltà, sempre con indosso quella sostanza femminea di cui solo le vere drag queen sono dotate. Profumo di dive che ormai non ci sono più e che soventi ritornano nei loro gesti, citazioni (colte, spesso coltissime) e parvenze, dove nulla è lasciato al caso e dove l'apparire donna interpretando la quint'essenza della femminilità, non è che il più sublime degli omaggi.

Una premessa doverosa questa mia, che continua propedeutica alla costruzione di una recensione che deve partire da un anno fa, sin dall'estate scorsa, quando insieme ad un'altra dozzina di stupende esemplari parrucco-munite, i Karma B sono saliti sul palco della storica rassegna teatrale "I Solisti del Teatro", diretta dalla lungimirante Carmen Pignataro in quello spazio-gioiello che sono i Giardini della Filarmonica. In quella serata di 365 giorni addietro, ho sinceramente pensato che lo spettacolo a cui avevo assistito fosse l'apice di un percorso duraturo e maturo al punto giusto, tanto da farmi dire "basta!". "Ferme così". "Non muovete un'altra paillette", perché a noi che stiamo qui piegati in due dalle risate, a riconoscer quanto sudore ci sia dietro quel cerone, non ci occorre altro. Ma loro, non contente, ci sono tornate anche quest'anno in Via Flaminia, con un nuovo lavoro interamente realizzato dal vivo e giustamente intitolato KarmAlive, dove tutto, comprese le tanto temute canzoni non sono mimate, ma vengon bensì recitate, o se posso permettermi, cantate. Interpretate dalle voci di due persone che non smettono mai di studiare e costantemente forzano i loro limiti, alla scoperta di nuovi confini. 

Più di una volta Carmelo è riuscito a stupirmi, poichè ho ancora vivo il ricordo dei primi coraggiosi tentativi (e per nulla timidi, ergo: chapeaux) in cui solfeggiava canzoni, ma ancora non arrivava a quadrare il cerchio. Cerchio disegnato in modo giottesco in più di un brano, in cui Carmelo restituisce al pubblico un'esibizione che vince meritatamente l'applauso del pubblico. Un fatto sintomatico di uno studio che consiglio di non abbandonare mai, poichè ben si sposa con la proverbiale capacità di tenere la scena. Il tutto poi, non potrebbe avvenire senza l'altra luminosa faccia della medaglia, Mauro, presente in voce, strumenti, testi e qualsivoglia altra necessità scenica. Mauro c'è e non perde un colpo, piantato su quei tacchi, saldo da fare scuola e soprattutto invidia a molti.

Su quel palco, immerso nel silenzio di un luogo che ha sempre più le sembianze di un bosco magico, in cui crescono rigogliosi cultura e intrattenimento (oltre che ottimi cocktails), il duo è stato accompagnato da un'eccezionale Morgana, attrice impavida, che presto vedremo anche al cinema nel nuovo film di Ferzan Özpetek dal titolo "La Dea Fortuna". Insieme a lei c'è anche quella naturale sciroccata di Iwanda Sbelletti, con una lingua veloce che s'ingarbuglia per bene, tanto da farsi incredibilmente comprendere da tutti sollecitando grande ilarità. Con loro, anche tutta la bellezza e la sinuosità di Farida Kant, una per cui andrebbe coniato un termine apposito del tipo drag dancer, che danza leggiadra insieme al collega ballerino Daniele Di Giorgio. Ogni cosa è resa senza inganno, rigorosamente live in un Karm-Alive a cui tutti sono sopravvissuti di gran mestiere, comprese quelle due gran voci di Consuelo Gloriani e Francesco Rosanò, coristi e contralti sempre presenti con stile.

Nulla da rettificare, va bene così. Anche con la scena disadorna che vede solo due quinte rosse a far da cornice... in fondo, a cosa serve una scenografia se chi è in scena, la scena la porta indosso? Solo un minuscolo appunto (non me ne vogliate) sento il dovere di fare, in quanto e per quanto la perfezione è sì vero non esser cosa di questo mondo, ma la caccia all'intrattenimento perfetto per i Karma, è un po' come per me la ricerca del totale godimento per lo spettatore, scevro da ogni infrastruttura e puro nel suo essere. Quanto è bello sentirvi parlare: tutte! Recitare con quell'attitude drag che solo una vera queen possiede e che in tanti nel mondo dello spettacolo ricercano disperatamente. Davvero geniale, ed è forse riduttivo, la preghiera a nostro signore Mark Zuckerberg e a tutta la sua prole di social network. Un pezzo che merita menzione e che dovrebbe presto esser trasposto in video, perché sia presto virale sulle bacheche di tutti e soprattutto dei più giovani, come reale satira di questo nostro tempo, troppo attivo in rete e sempre meno vissuto dal vivo. Per tanto mi faccio portavoce di un messaggio che al termine della pièce si è rincorso con grande innocenza tra i seduti in platea, sempre con sconfinato rispetto verso i maggiori esponenti del panorama drag: qualche sketch in più e forse una canzone in meno ma per il resto, per carità, non muovete una virgola! Applausi.

Recensione a cura di Roberta Savona. Foto Paolo Lombardo 

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