LAZIO - ROMA 1 - 1 TOP E FLOP 01-09-2019 Art. DI GIUSEPPE CALVANO

LAZIO - ROMA 1 - 1 TOP E FLOP 01-09-2019 Art. DI GIUSEPPE CALVANO

E' MACATO DAVVERO POCO ALLA VITTORIA BIANCOCELESTE. PALI E TRAVERSE MA TANTE OCCASIONI SBAGLIATE. ECCO I TOP E FLOP

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Si poteva, si doveva vincere il derby, è mancato davvero poco. Cominciamo subito con il Flop della stracittadina giocata il primo settembre, giorno normalmente usato dagli italiani per rientrare dalle ferie. La mancata concretezza dei giocatori laziali è la cosa negativa della domenica dei grandi rientri in città. La Lazio a oggi è superiore alla Roma, squadra con un nuovo tecnico, senza più Perotti e El Shaarawy, con una difesa da inventare e i nuovi, giocatori di livello come Diawara e Veretout, ancora non in condizione o non integrati nel gruppo al 100%. La Lazio è più squadra, rodata con il solo Lazzari in più, con una forma fisica già all’altezza della serie A, doveva e poteva fare di più. Quattro pali, due clamorosi con Immobile e Parolo che sono due gol sbagliati, gli altri di Leiva e Correa sono più frutto di malasorte. Con un pizzico di concretezza, un passaggio in più invece che cercare il tiro con insistenza (vedi Immobile e Correa) e la Lazio avrebbe vinto una delle partite più importanti della stagione e messo in cassaforte altri 3 punti dopo Genova. Invece il pari riporta a galla vecchie paure e regala un punto ai cugini.

Nel Flop non mi vengono in mente giocatori particolari, la Lazio ha giocato bene, solo da segnalare un piccolo passo indietro di Luis Alberto, il gol segnato è importante ma sono ancora più importanti le sue invenzioni, i suoi assist e l’intensità con cui ha giocato contro la Sampdoria.

Nel Top ci sono tantissime cose da dire. Per primo l’allenatore, quel Simone Inzaghi che con il derby ha un rapporto speciale, ne perde di ininfluenti, vince quelli importanti. Ha tenuto alta la concentrazione, tutti i media davano la Lazio favorita alla vigilia e sembrava come una formalità vincere questo incontro. Lui l’ha studiata come al solito, ha costretto Fonseca a giocare in difesa come una provinciale qualsiasi, i suoi gioielli tutti in campo, Immobile, Correa, Milinkovic e Luis Alberto trovando un equilibrio perfetto e soprattutto creare molteplici occasioni da gol. Ha tolto Luiz Felipe quando alla fine del primo tempo l’italo brasiliano era ammonito e nervoso, dentro Bastos e grande partita dell’Angolano. Ritrova Leiva al centro del campo tenendosi Parolo di scorta, buono per ogni occasione e in più ruoli, quando Milinkovic ha dato segni di stanchezza proprio Parolo ha preso il suo posto e incappato nel quarto legno del pomeriggio. Inzaghi ha fatto esordire anche Jony, all’anagrafe Jonathan Rodríguez Menéndez, giocatore spagnolo prelevato dall’Alaves. Tenace e indisponente è entrato in campo spavaldo, più d’attacco che di difesa, diventerà un’ottima alternativa per il tecnico biancoceleste.

Una parola per Correa, El Tuco sembra essere finalmente maturato del tutto. Le ultime giornate dello scorso campionato, il gol decisivo nella finale di Coppa Italia sembrano avergli fatto scattare finalmente la molla di credere di più nei propri mezzi. Palla al piede è imprendibile, scattante l è sempre stato ed è migliorato nella protezione del pallone e nel far respirare la squadra. El Tucu sarà l’arma in più di Inzaghi in questa stagione, da rincalzo di lusso a titolare inamovibile.

Acerbi, Radu e Lulic, tre garanzie. La Lazio estiva prendeva troppi gol, il ritorno di Radu ha fatto ritornare equilibrio alla fase difensiva. Serviranno altri innesti dalla panchina, aspettando Vavro ci godiamo il sempreverde Bastos.

GIUSEPPE CALVANO

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