Quando La Creatività è Potere - La Genesi Di Supereroi Da Incubo

Quando La Creatività è Potere - La Genesi Di Supereroi Da Incubo

Soldi ed esperienza nella vita non sono tutto, lo sappiamo bene, soprattutto oggi. Ciò che ci alimenta sono le nostre passioni, quelle che ci fanno alzare dal letto con energia, quelle che ci fanno guardare al nostro futuro con meno pessimismo.

stampa articolo Scarica pdf

Quando la creatività è potere

-

La genesi di "Supereroi da Incubo"

Di Federico Tocci

Soldi ed esperienza nella vita non sono tutto, lo sappiamo bene, soprattutto oggi. Ciò che ci alimenta sono le nostre passioni, quelle che ci fanno alzare dal letto con energia, quelle che ci fanno guardare al nostro futuro con meno pessimismo, quelle che ancora ci fanno sognare. Quelle passioni che a noi giovani servono. Servono per permetterci di imparare, di essere curiosi, per divertirci e per cercare di nutrire l’ esperienza che non abbiamo. Oggi, quello che ci serve è determinazione e volontà. Sono questi gli elementi che possono permetterci di realizzare quel che desideriamo.

Posso ritenermi fortunato, perché tutto questo l’ho imparato e vissuto attraverso un progetto che ha permesso non solo a me, ma a tanti altri studenti della Scuola Internazionale Comics di Roma, di mettere in pratica per la prima volta cosa vuol dire lavorare ad un progetto audiovisivo. Un'iniziativa che ha coinvolto persone interne ed esterne alla scuola che hanno prestato le loro energie e la loro inventiva per dare vita ad un sogno che ci ha permesso di acquisire esperienza e che alla fine ha arricchito tutti.

Tutto ha avuto inizio all'interno dell'aula di sceneggiatura della Scuola Internazionale Comics di Roma, nella quale Furio Pergolani, Aurora Centaroli, Gabriele Bonazzi, ed io, Federico Tocci, con la nostra insegnante Chiara Cavallari, siamo stati mossi dalla determinazione di realizzare un progetto tutto nostro e che ci consentisse di sperimentare la nostra creatività. "Supereroi da Incubo" ne è il risultato. Una mini-serie incentrata su uno scrittore che si confronta con i suoi personaggi tentando di perfezionarli. Poco budget, tante prime volte e voglia di fare.

Partendo da uno schema su una lavagna nera, quando l'idea non era nemmeno uno schizzo, abbiamo tentato di mettere a frutto gli insegnamenti di Chiara, che con l'entusiasmo di un’adolescente ha saputo indirizzare un progetto che, partito dal basso, ha trovato la propria spinta dalla passione verso questa arte. Chiara ha intrapreso una sfida audace e non era scontato che lo avrebbe fatto. Mettersi in gioco in questo modo ha significato prendersi dei rischi sia dal punto di vista professionale che personale, dato che l'intera produzione le ha richiesto un notevole sforzo, sia fisico che mentale. Poter ancora vedere un'insegnate mossa prima di tutto dalla voglia di lottare per i propri studenti è certamente un motivo di vanto.

Lavorare al concept della serie trovandone i temi principali ha richiesto sicuramente molto impegno e ci ha condotto verso un sano lavoro di squadra che si è rivelato non solo fondamentale per il completamento del testo, ma che ha permesso anche di sfidare limiti caratteriali e di cimentarci per la prima volta nel lavoro di gruppo, con il confronto, la discussione di idee e il raggiungimento di un compromesso. La mia collega Auora Centaroli non ha mai celato il suo entusiasmo, definendo l'opportunità dataci da Chiara "Un'occasione di crescita formativa ed umana, che ha provato l'importanza del lavoro di gruppo e del rispetto reciproco".

Proprio l'unione si è rivelata decisiva nel completamento della sceneggiatura, dandoci la sensazione che ognuno di noi giocasse un ruolo importante nel raggiungimento dell'obiettivo.

Riuscire a percepire la concretezza di ciò che veniva impresso su carta ci dava una sensazione decisamente esaltante.

"Supereroi da incubo" nasce quindi certamente da una necessità: voler mettere sul piatto le proprie qualità e mettersi finalmente alla prova con qualcosa di pratico, che ci permettesse di andare oltre la teoria che ci perseguita ossessivamente nel nostro quotidiano.

La produzione della serie ha percorso una strada tutt'altro che semplice però. Prima di poter rendere la sceneggiatura un prodotto audiovisivo di strada da fare ce ne era ancora un po’, e anche in questo caso Chiara si è rivelata instancabile. Avviare i contatti con la scuola per la gestione e la pianificazione delle riprese ha richiesto tempo e valutazione logistiche che potevano variare da un momento all'altro anche in base alle ovvie esigenze della sede, fino ad arrivare ad una svolta inaspettata: per problemi di produzione e di logistica la serie necessitava un cambio di forma, doveva essere riscritta per poter essere girata in poco tempo con le poche risorse disponibili.

Ideata inizialmente come una puntata pilota corale, il progetto si è dovuto "ridimensionare" diventando una mini-serie da cinque micro-episodi che vedono il protagonista Giulio in una seduta di analisi con i propri personaggi, mentre affronta le difficoltà annesse al processo creativo. La sostanza è rimasta pur sempre quella, a cambiare è stata la messa in scena.

Ripartire da capo con l'intera stesura della sceneggiatura non è stato facile e a darci la giusta carica questa volta ci ha pensato Furio Pergolani, che dopo aver mal-digerito il cambio di rotta che la serie avrebbe dovuto prendere si è tirato su le maniche e ha condotto con decisione il gruppo verso il processo di ri-scrittura. Ricreare da capo i dialoghi, le situazioni e le atmosfere ha richiesto un notevole sforzo e le sessione di gruppo si sono intensificate, uscendo definitivamente dai muri della scuola e inondando le nostre case, scegliendo di dividerci i compiti, incontrandoci per intere giornate conciliando impegni universitari e lavorativi; sempre insieme sulla scrivania, unendo le forze per dare vita alla storia che volevamo raccontare.

Terminata nuovamente la sceneggiatura, la produzione poteva finalmente partire.

Ora dovevamo essere sicuri di avere la giusta location, gli attori e tutti gli strumenti necessari per poter svolgere un buon lavoro.

Essendo un progetto "Indipendente" e non potendo contare su finanziamenti consistenti ma necessitando di una qualità tecnica che si confrontasse senza problemi agli standard odierni, Chiara ha dovuto coinvolgere anche dei professionisti del settore (che di esperienza eccome se l'avevano) dovendo però negare loro un giusto compenso.

Qui sta forse la magia dell'intera operazione: l'entusiasmo. Chiara ha saputo iniettare "Supereroi da incubo" di entusiasmo, il pezzo del puzzle che è andato oltre il soldo, oltre il tempo e che ha riguardato solamente l'amore e la passione per ciò che si stava realizzando.

Grazie ad esso, anche una figura del calibro di Cristiano Forti, operatore affermato nel settore, ha preso parte al progetto dedicandoci anima e corpo, fungendo da leader per altri ragazzi che lo hanno aiutato, come Gianluca Pes, che si è trovato per la prima volta dietro una macchina da presa a collaborare con quello che per lui è stato un maestro. Cristiano si è improvvisato anche insegnante non solo per lui ma anche per i ragazzi del sound design della scuola che hanno vissuto come noi, la prima volta sul set, Cristiano con pazienza ci ha saputi guidare tutti ed allo stesso tempo insegnare come muoversi, sempre sorridente nei momenti giusti e serio durante la ripresa delle scene.

Vivere "il set" è stato difficile e stancante, ma altamente stimolante. Ci siamo ritrovati non solo a partecipare ma a costruire qualcosa di nostro, che sentivamo tangibile dentro di noi. L'agitazione c’era e tutti volevano dare un contributo. Chiara coordinava i gruppi e tutti si adoperavano per rendere la (lunga) giornata di ripresa più comoda possibile, risolvendo imprevisti, procurando oggetti di scena e improvvisandosi in base alla situazione. Sono stati ricoperti anche ruoli inaspettati: dal ciacchista (è più facile a dirsi che a farsi) al truccatore, fino all'organizzazione scenografica del set e all’aiuto regia, ognuno si è speso per la causa e ne siamo stati tutti fieri. Fierezza che si può riscontrare soprattutto nel vedere il proprio personaggio prendere vita, in particolare per Furio Pergolani e Gabriele Bonazzi, che non hanno contenuto la contentezza nel vedere il duro lavoro degli attori che si sono prestati ad incarnare i protagonisti della vicenda. Provenendo principalmente dal mondo teatrale, i ragazzi che hanno prestato corpo, voce e anima ai nostri personaggi meritano un riconoscimento a parte, per la loro dedizione e bravura. Riccardo Colasuonno ha interpretato il protagonista Giulio, ammorbidendo il set con la sua simpatia. Matteo Simoncelli ha combattuto con un dente rotto pur di terminare la lavorazione e Lorenzo Sanna ha sorpreso tutti con l'intensità della sua interpretazione. Sara Bevilacqua ha portato vitalità sul set e Emiliano Martellini studente del corso di sceneggiatura di fumetto, Matteo Savatino, Erika Domenici allieva del corso di animazione e Lorenzo la Rosa si sono spesi per impersonare un unico personaggio pieno di sfaccettature. Infine anche il nostro immancabile Furio ha prestato la voce ad un personaggio a lui particolarmente caro, sfruttando l'esperienza da doppiatore conseguita in giovane età (Furio ha doppiato personaggi ne "Gli Incredibili" e in "The Aviator",per citarne alcuni).

"Supereroi da Incubo" è il frutto di un lavoro di squadra genuino, che ha trovato la sua potenza dalla creatività, dalla passione, dal divertimento e dalla volontà.

Chiara Cavallari è stata per noi un paladino e a lei vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. La Scuola Internazionale di Comics ha avuto un ruolo di primaria importanza nella realizzazione del progetto, dandoci una possibilità unica: non solo mettendo a disposizione la struttura ma anche il personale della scuola, come il direttore didattico Francesco Moriconi e i ragazzi della comunicazione, coinvolgendo il docente di animazione Simone Filia e il docente di videogame Federico Sciò, che con le loro competenze hanno realizzato per noi dei contributi video che hanno arricchito il progetto.

In quanto studente non posso che ritenermi estremamente soddisfatto non solo dalla proposta didattica della scuola, ma anche dall'inaspettata intraprendenza che la scuola ha avuto nel voler mettere alla prova i propri studenti in un prodotto pratico, che concretizzasse il lavoro svolto in aula.

Sperando che questo possa essere solo l'inizio, "Supereroi da incubo" mi dà speranza e fiducia, che forse, davvero, per noi giovani c’è ancora un futuro e che per fortuna ciò che conta veramente è la passione, la determinazione e la cooperazione tra di noi ragazzi e nient'altro. Creatività al potere.

Di Federico Tocci

© Riproduzione riservata