Who Is Luigi ? Luigi La Nuova Cosa Improvvisata Degli Appiccicaticci

Who Is Luigi ? Luigi La Nuova Cosa Improvvisata Degli Appiccicaticci

Battute, ilarità e risate grazie alle situazioni create dagli attori. Filo logico da seguire senza mai perderne le tracce.

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Teatro Manhattan di Roma

La semplicità è di casa. Battute, ilarità e risate grazie alle situazioni create dagli attori. Filo logico da seguire senza mai perderne le tracce. Ascolto, creatività e fantasia le fondamenta. Un piccolo ambiente dove anche il cabaret trova vita.

L’improvvisazione teatrale fa anch’essa parte di quelle atmosfere teatrale ove potersi perdere, soprattutto nella fantasia.Un occhio va agli Appiccicaticci. Presentano il loro spettacolo Who is Luigi? - Luigi. La nuova “cosa” improvvisata degli Appiccicaticci dal 24 al 26 aprile.

Tiziano Storti e Antonio Contartese hanno veramente fatto divertire il pubblico durante la serata di apertura dell’evento. Mentre invece il 25 e il 26 aprile Tiziano Storti verrà affiancato da Fabrizio Lobello e Patrizio Papo Cossa & Stefano Sts Augeri. Il Maestro Andrea Torti alla tastiera accompagnerà i due performer per tutte le sere. Improvvisando con la musica, in quanto essa stessa varierà a seconda delle storie che verranno a crearsi.L’improvvisazione teatrale parte da lontano. Ha origini medioevali e si porta avanti negli anni con i teatranti greci, i buffoni medievali, i saltimbanchi e le maschere della commedia dell’arte. Le attuali e principali caratteristiche sono sia il lavoro di gruppo che la comunicatività legate a creatività e rischi che possono scaturire durante le performance. Essendo tutta una sorpresa, nessuno può prevedere che tipo di spettacolo venga fuori. Gli attori lavorano sull’ascolto, poiché è importante prestare attenzione a ciò che avviene in scena. Infatti ognuno non conosce le azioni dell’altro. Fantasia e creatività sono le basi ed è importante essere rapidi per non perdere il filo logico di ciò che avviene sul palco. Sostenere gli imprevisti è altrettanto fondamentale quanto la stessa recitazione che non prevede canovaccio né sipario. Si creano così storie fantastiche, sempre nuove, diverse, entusiasmanti, con una buona interazione da parte del pubblico coinvolto.Ogni narrazione inizia con delle domande che aiutano gli attori a trasformare la loro scaletta in storie mai raccontate prima e che mai si ripeteranno.

Da una lettera, la L, e da una parola, Latte, tutto è iniziato.A differenza della long form, spettacolo composto da una singola improvvisazione, la versione short form di Tiziano Storti e Antonio Contartese ha entusiasmato il pubblico per le esilaranti situazioni assemblate da un tema comune. Storie, immagini, circostanze. Mimiche e rumori con la bocca hanno creato sottofondo, atmosfere, sensazioni e rumori, donando un’impronta geniale all’insieme. Non ci si è stancati neanche un attimo grazie all’immaginazione e all’ottimo accompagnamento musicale viaggiando verso la comicità vera e viscerale.Gli esperimenti sono chiavi e materiali che in futuro serviranno sempre per avere idee e trovare nuovi spunti. Esercizi per la mente, di memorizzazione. Può capitare che alcune storie iniziate vengano perse e non avranno più un seguito. Ma al pubblico resta il ricordo delle scroscianti risate e del sano svago.Gradiremmo citare Marta Galli per la locandina la quale, per la veste grafica semplice e fumettistica, rende bene l’idea dello spettacolo, presentandolo come una piacevole anticamera ove attendere la sorpresa riservata agli astanti di ogni serata.

Annalisa Civitelli

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