Adieu Monsieur Cardin

Adieu Monsieur Cardin

Moda, design, arti, hotel, ristoranti, porcellane, profumi, Cardin più di ogni altro stilista è stato capace di imprimere il suo nome e il suo stile in moltissimi campi e su moltissimi oggetti.

stampa articolo Scarica pdf


Si è spento a 98 anni un’icona della moda e dello stile mondiale, Pierre Cardin, nell'ospedale americano di Neuilly, nell'ovest di Parigi, la famiglia ne ha dato l’annuncia a mezzo agenzia stampa.

Trevigiano d’origine, francese d’adozione, figlio di immigrati italiani (era nato il 7 luglio del 1922 in provincia di Treviso).

Moda, design, arti, hotel, ristoranti, porcellane, profumi, Cardin più di ogni altro stilista è stato capace di imprimere il suo nome e il suo stile in moltissimi campi e su moltissimi oggetti.

Cardin diviene noto per il suo stile all'avanguardia ispirato all'era spaziale, preferendo forme e motivi geometrici, e materiai innovativi come la plastica e il vinile; viene definito stilista “futurista”, insieme a Paco Rabanne e André Courregès.

Pioniere del prêt-à-porter, a lui si deve la diffusione della moda unisex, fu il primo stilista a sfilare sulla Grande Muraglia cinese, nella Piazza Rossa a Mosca e a vestire i celebri Beatles.

Nella sua vita aveva avuto due grandi amori, Andrè Oliver e l’attrice, cantante e regista francese Jeanne Moreau, con cui aveva mantenuto un legame profondo e strettissimo, fino alla sua scomparsa nel 2017.

Trasferitosi a Parigi nel 1945, studia architettura e lavora prima per Paquin, poi per Elsa Schiapparelli. Conosce Jean Cocteau e Christian Berard con i quali realizza costumi e maschere per diversi film come "La Bella e la Bestia".

Diviene capo dell'atelier di Christian Dior nel 1947 dopo essere stato rifiutato da Balenciaga. Fondato la propria casa di moda nel 1950; il suo atelier in Rue Richepanse crea principalmente costumi e maschere per il teatro. Inizia a cimentarsi con il mondo dell'alta moda nel 1953, quando presenta la prima collezione.

I suoi vestiti a bolle in breve fanno il giro del mondo, così come le sue linee futuriste. Alla fine degli anni '50 inaugura la prima boutique «Ev» (al 118 di Rue du Faubourg de Saint-Honoré a Parigi) e la seconda boutique «Adam» dedicata all'abbigliamento maschile. Per il prêt-à-porter maschile realizza cravatte a fiori e camicie stampate.

Nel 1959 per aver lanciato una collezione per i grandi magazzini "Printemps", viene espulso dalla "Chambre Syndacale", viene presto reintegrato, ma si dimetterà per sua volontà nel 1966.

Nello stesso anno, nel 1966 disegna la sua prima collezione interamente dedicata ai bambini. Due anni più tardi, dopo aver aperto una boutique dedicata alla moda per bambini crea la prima licenza per l'arredamento con la creazione di servizi di piatti in porcellana.

All'inizio degli anni '70 apre a Parigi "L'Espace Pierre Cardin" che comprende un teatro, un ristorante, una galleria d'arte e uno studio di creazione di arredamento. L'Espace Cardin è utilizzato anche per promuovere nuovi talenti artistici, come attori e musicisti.

All'inizio degli anni '80 acquista la catena di ristoranti "Maxim's": in breve apre a New York, Londra e Pechino. Anche la catena degli Hotel Maxim's si aggiunge poi alla "collezione" di Pierre Cardin. Con lo stesso nome brevetta una vasta gamma di prodotti alimentari.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nella sua sfavillante carriera ricordiamo la nomina di Comandante dell'Ordine del Merito della Repubblica Italiana nel 1976, e la Légion d'Honneur francese nel 1983. Nel 1991 è nominato ambasciatore per l'UNESCO.

Dal 2001 possiede le rovine di un castello a Lacoste (Vaucluse), precedentemente appartenuto al Marchese de Sade, dove organizza regolarmente festival teatrali.

È stato anche il proprietario del Palazzo Cà Bragadin a Venezia dove risiedeva durante i suoi soggiorni nell’amata città lagunare.

Nel 2019 presentato al Festival del Cinema di Venezia, anche un docu-film sulla vita di Cardin: House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes. 

Nello stesso anno, anche una mostra monografica dedicata al “gigante della moda”, negli Usa, al Brooklyn Museum.

Rimane solo una sua opera incompiuta il Palais Lumière, l’ambizioso progetto che Pierre Cardin intendeva realizzare in un’area di 40 ettari a Porto Marghera.

Ci mancherai Maestro!

Articolo di Stefania Vaghi

© Riproduzione riservata