Ritornando Ad Hanging Rock Il Fashion Film

Ritornando Ad Hanging Rock Il Fashion Film

Lo short movie scritto e diretto da Rossano Giuppa, con le creazioni crochet Fall/Winter 21-22 di Italo Marseglia.

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Prende spunto dal ricordo di un film straordinario di 46 anni fa, Picnic ad Hanging Rock, dell’allora giovanissimo regista Peter Weir, “Ritornando a Hanging Rock”, lo short movie scritto e diretto da Rossano Giuppa.

Ma è difficile dare una definizione pura e semplice a quest’opera: non solo la rivisitazione di una celebre pellicola, molto più di un cortometraggio e di un semplice fashion film.

Ritornando ad Hanging Rock è un vero e proprio concerto armonico di arti, una perfetta sinergia tra creativi che vede protagonisti Rossano Giuppa, alla scrittura e regia, Simone Passeri all’editing e alla fotografia e il fashion designer Italo Marseglia per i costumi.

“C’è un tempo e un luogo giusto, perché qualsiasi cosa abbia principio e fine” sussurra Miranda prima di svanire tra le alture di Hanging Rock nel giorno di San Valentino.

Da questo parte lo short movie, dal giorno di San Valentino, ho voluto fare qualche domanda al regista Rossano Giuppa.

Perché scegliere di far uscire un fashion film il giorno di San Valentino? Che analogie ci sono con la celebre pellicola Picnic ad Hanging Rock?

Ci tenevo particolarmente a che il corto venisse presentato il giorno di San Valentino. Fa parte delle piacevoli ossessioni con cui amo convivere. Ossessioni che una volta scoperte devono poi trovare una strada per esplicitarsi.

Per esempio, i numeri e le date: raccontiamo quando accadde un giorno a 121 anni esatti di distanza, con tutte le analogie e le casualità in termini di tempi e luoghi.

Nell’Australia coloniale e torrida del febbraio del 1900, con la sua luce ed i paesaggi primordiali, le giovani nobili educande dell’Appleyard College si recano in gita ad Hanging Rock; il richiamo improvviso e forte della roccia vulcanica isolata nella macchia australiana porta alcune di loro a staccarsi dalle altre e a sparire tra sentieri e rovi.

In un altro emisfero e in un’altra epoca, tra la fitta vegetazione e gli intensi raggi invernali di una giornata assolata di febbraio, al confine tra l’urbano e suburbano, una collina si erge con la sua folta e irregolare vegetazione. Quattro adolescenti seguono lo stesso richiamo di quella roccia.

Quella collina l’ho casualmente scoperta nelle mie passeggiate nei break di pranzo. Ci sono tornato tutti i giorni per due mesi di seguito, attratto e quasi soggiogato da quell’atmosfera.

Ecco appunto analogie e casualità.

Quella collina e quella roccia che seppure distanti 14 mila chilometri hanno in comune la stessa forza attrattiva e la stessa capacità di segnare il destino di altre vite.

Mi sono permesso infatti una digressione rispetto all’originale del racconto: i quattro protagonisti ovvero Miranda, Marion, Irma e Michael devono andare e salire, devono offrirsi e integrarsi con la Madre Terra che li pretende forse per preservarli. Ma si tratta di una sparizione che lascia una traccia e un monito. Un prato di dizionari al loro posto, un messaggio importante oggi che vuol dire fare un uso appropriato delle parole, per dialogare correttamente, per comprendere gli altri e non essere fraintesi.

Un evento vivente al di là del tempo, presente come modello e ammonizione, un mito moderno venuto dall’ultima terra che l’uomo ha colonizzato. Non si sfugge infatti, è il tempo dell’ascesa.

Un corto nato e pensato durante la pandemia?

Si, legato al tempo sospeso ed alla Pandemia che convive con il nostro presente.

Un tempo sospeso che è all’interno del corto e che poi si traduce in un desiderio di aria, di luce, di bellezza e di essenzialità. E’ stato infatti pensato e girato nel rispetto della normativa Covid-19, ma le distanze ed il divieto di contatto fisico non sono però visti come un limite ma un elemento intrinseco di questo particolare momento.

Ha inserito dei ricordi personali nel corto?

Si, assolutamente, insieme a una fusione di riferimenti spazio-temporali. Il ricordo che mi richiama al tempo di uscita del film, alle sonorità di allora, all’immagine del dizionario, elemento feticcio del racconto così come la coperta ad uncinetto, immagine che mi riporta indietro alle traduzioni dal Latino e Greco, quando mia madre mi trasmetteva l’importanza di conoscere le sfumature della lingua, necessarie per capire e farsi capire, senza fermarsi al primo significato.

Gli abiti utilizzati sono quelli di Italo Marseglia, il vostro è un binomio consolidato che abbiamo già visto in “Anna Cappelli adora i Baustelle” e in “Le Troiane di Euripide e Sonia Bergamasco”, ci parla di questa nuova collezione?

Gli abiti creati da Italo Marseglia per il corto appartengono al progetto speciale “The common thread”, realizzati a mano con tecnica crochet e pensati per la stagione Fall/Winter 2021/2022.

Questo progetto è nato appunto avendo a riferimento le nuove necessità e modalità cui ci costringe lo scenario attuale. Lontano dal network globale messo in piedi per costruire le sue collezioni di UPCYCLING, Italo Marseglia ha avuto l’idea di “common thread”: un filo comune per la produzione di nuovi look per cui ricorrere solo alle mani coinvolgendo il più ampio network possibile (tra amici e followers) per recuperare le materie prime. Per recuperare filato da lavorare con la tecnica del crochet per continuare il lavoro di UPCYCLING creativo partendo direttamente dal filo.

Come si legge nelle note di regia dell’amica Simona Mancuso: “Un passeggio scandito da quel “filo comune”, che rivela i romantici crochet sferruzzati da Italo Marseglia durante la pandemia, fibre recuperate da una ragnatela di donazioni partite dal web. Da digitale ad analogico, da virtuale a materiale, gli abiti e le maglie sono senza genere e abbracciano quel ritorno contemporaneo a Hanging Rock; ma in un attimo cadono le regole, cadono finzioni, cade la ragione, la paura, l’orientamento. Quei capi lavorati con dovizia si destrutturano dalle forme e resta solo una coperta”.

Il corto Ritornando a Hanging Rock è sul canale Youtube di Rossano Giuppa:

https://www.youtube.com/watch?v=dU-4l4nn4jk&t=13s

Su Vimeo: https://vimeo.com/510723343

e sul profilo Instagram rossano_giuppa

Buona visione!

Articolo di Stefania Vaghi

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