Il Cerchio, Il Circo, Il Carnevale: La Visione Circolare Di Atelierd.isagio

Il Cerchio, Il Circo, Il Carnevale: La Visione Circolare Di Atelierd.isagio

La Vaccheria ospita la collezione primavera/estate di Isa Giovannozzi.

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Ieri sera a La Vaccheria la stilista Isa Giovannozzi, fondatrice di Atelierd.isagio, ha presentato con il patrocinio del Municipio IX EUR la nuova collezione Primavera/Estate 2026, intitolata Il Cerchio, Il Circo, Il Carnevale. La serata si è rivelata un’esperienza immersiva capace di fondere moda, performance e narrazione concettuale.

La location, ormai punto di riferimento per eventi creativi, ha accolto gli ospiti in un’atmosfera vibrante, arricchita da piccoli dettagli di grande cura: su ogni sedia un cartoncino scritto a mano anticipava il senso dello spettacolo, coinvolgendo il pubblico fin dal primo momento. Le voci di Elda Alvigini e Gabriele Giovannozzi hanno aperto la sfilata introducendo il viaggio simbolico attraverso circo, cerchio e carnevale, elementi che diventano metafora di crescita, sperimentazione e continuo ritorno. Il messaggio, chiaro e potente, invita a rallentare e a vivere la moda come esperienza condivisa, più da attraversare che da interpretare.

La passerella stessa rompe la tradizionale linearità per trasformarsi in un percorso curvo che attraversa il pubblico, rafforzando l’idea di circolarità che guida l’intero progetto creativo. Non solo abiti, ma un vero spazio partecipato, in cui il pubblico diventa parte integrante della scena. La collezione, realizzata con il supporto della sartoria Frykowska diretta da Rita Quinto, esprime una visione ambiziosa e concettuale: capi trasformabili, modulari e reversibili che cambiano forma direttamente in passerella, dimostrando come un abito possa vivere più esistenze e adattarsi a identità diverse.

A scandire i momenti della sfilata, le performance degli acrobati del duo Circolante hanno amplificato la dimensione circense della collezione con interventi fisici e poetici che hanno coinvolto lo spettatore anche sul piano emotivo. In passerella dominano colori vivaci, accostamenti audaci, sovrapposizioni e trasparenze, mentre gli orli smerlati e i dettagli sartoriali enfatizzano la ricerca formale. Molti capi, con pochi gesti, si trasformano da look daywear a outfit serali o da silhouette formali a interpretazioni più dinamiche, incarnando pienamente la filosofia del brand: una moda fluida, inclusiva e capace di adattarsi ai corpi senza imporre definizioni rigide.

Grande attenzione è stata dedicata anche agli accessori, frutto di collaborazioni con realtà artistiche indipendenti: i bijoux nascono dall’incontro con l’artista Vincenza Biancongino – Mulier Insolens, le borse sono firmate TheCrabbyLab, mentre i copricapi portano la firma creativa di unConventionaLpeople, dando vita a un dialogo progettuale che rafforza la dimensione collettiva della collezione.

Anche beauty e hairstyling seguono una linea coerente: un’identità visiva unitaria, ma personalizzata su ogni modella in relazione alla fisicità e all’abito indossato. La colonna sonora, composta da Elaisa Mancini e mixata live da DJ Lee Ash, ha accompagnato la narrazione con un ritmo crescente, contribuendo a costruire l’atmosfera performativa dell’evento.

Il finale, potente e corale, ha visto tutti i look attraversare insieme lo spazio guidati dalla stilista, annullando simbolicamente la distanza tra platea e passerella. A raccontare visivamente l’intensità della serata è stata la fotografa Rebecca Manente, mentre tra le prime a congratularsi con la designer è stata Maria Maiani, titolare dell’Accademia Maiani, dove la Giovannozzi ha mosso i primi passi nel mondo della moda.

Caloroso e partecipe, il pubblico – composto anche da stampa di settore – ha accolto con entusiasmo la presentazione, confermando come Il Cerchio, Il Circo, Il Carnevale rappresenti un invito a vivere la moda come spazio aperto di possibilità: un luogo in cui l’abito non è mai uno soltanto, l’identità resta in continuo movimento e la trasformazione diventa il vero linguaggio creativo. Obiettivo pienamente raggiunto.

Emanuela Scanu

 

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