Ci sono momenti in cui una passerella smette di essere una semplice successione di look e si trasforma in un racconto. È la sensazione lasciata da Sy&Vie alla Torino Fashion Week, dove le creazioni della designer Sylvie Quartara hanno dato vita a un dialogo raffinato tra arte, natura e artigianalità, trasformando ogni uscita in un'esperienza capace di emozionare.
L'edizione appena conclusa della Torino Fashion Week ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di punto d'incontro internazionale per la moda indipendente, accogliendo stilisti e creativi che interpretano il fashion design come linguaggio culturale e forma di espressione. Tra le collezioni che hanno maggiormente catturato l'attenzione, quella firmata Sy&Vie si è distinta per la capacità di superare il concetto tradizionale di accessorio, proponendo una visione in cui moda, arte e design si fondono in un'unica narrazione.
La splendida cornice di Palazzo Saluzzo di Paesana, tra i più prestigiosi palazzi nobiliari settecenteschi di Torino, ha esaltato il carattere della collezione. Le sale storiche, ricche di fascino e memoria, hanno accolto una creatività contemporanea che ha trovato nello spazio un naturale prolungamento della propria identità.
Ad assistere alla sfilata, un pubblico internazionale composto da buyer, giornalisti, professionisti del settore e appassionati arrivati da diversi Paesi. Una presenza che ha confermato il respiro cosmopolita della manifestazione e il linguaggio universale di una collezione capace di parlare attraverso la bellezza, la ricerca e l'emozione.
A completare questo dialogo creativo è stata la collaborazione con EMMIH, il marchio brasiliano fondato dal designer Emilio Bonduki, autore degli outfit in maglieria realizzati per valorizzare l'universo estetico immaginato per l'occasione. Due sensibilità differenti, accomunate dalla stessa attenzione alla qualità e alla ricerca, hanno costruito una passerella elegante, dove ogni elemento sembrava valorizzare l'altro senza mai prevalere.
Le creazioni di Sy&Vie non hanno semplicemente accompagnato gli outfit: sono entrate a far parte del racconto. Ogni borsa ha dialogato con linee, colori e volumi, diventando una presenza scenica capace di catturare lo sguardo e stimolare l'immaginazione.
Più che accessori, sono piccole sculture contemporanee. Ogni pezzo nasce da un lungo percorso di ricerca e lavorazione artigianale che può richiedere fino a 140 ore, un tempo prezioso che restituisce valore alla manualità, alla sperimentazione e alla cura del dettaglio.
La natura attraversa l'intero processo creativo, ispirando forme, texture e materiali. Da questo dialogo nasce una visione del lusso che privilegia autenticità, rispetto della materia e sostenibilità, intesa non come semplice scelta produttiva, ma come cultura del fare e del creare oggetti destinati a durare.
«Ho sempre desiderato creare molto più di una borsa. Volevo dare vita a piccole opere d'arte da portare con sé, capaci di raccontare storie e suscitare emozioni autentiche», racconta Sylvie Quartara.
Osservando la sfilata, la sensazione era che ogni creazione chiedesse qualcosa di insolito allo spettatore: non soltanto di essere ammirata, ma di essere interpretata. È in quel momento che la moda smette di essere un esercizio estetico e diventa esperienza, dialogo, emozione.
La partecipazione alla Torino Fashion Week segna una nuova tappa nel percorso internazionale di Sy&Vie, confermando una visione che interpreta la moda come un linguaggio capace di unire arte, design e manifattura in un equilibrio autentico, dove ogni creazione custodisce un'identità e racconta una storia.
In un panorama dominato dalla produzione seriale, Sy&Vie sceglie una strada diversa: creare opere che non inseguono il tempo della moda, ma sono destinate ad attraversarlo. Perché il vero lusso non si misura con le stagioni, ma con la capacità di lasciare un'emozione che il tempo non cancella. Diventa memoria. Diventa bellezza. Diventa senza tempo.
Foto: Silvia Menegon
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