Damiano Cioci

Non tralascio i valori che mi hanno insegnato i miei genitori, cioè costruirsi un futuro sicuro come àncora, a prescindere da tutto.

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Damiano Cioci, modello laziale di 23 anni, ha vinto la fascia di “Il Più Bello d’Italia”, concorso nazionale di bellezza maschile. Cerchiamo di scoprire qualcosa di più di questo cover boy.

Ciao Damiano e grazie per essere con noi! Il titolo di più bello d’Italia attira al tempo stesso ammirazioni e invidie. Come hai visto questa competizione in tema di bellezza e come ci si sente a reggere la corona di questa vittoria?

Sicuramente c'è stata una soddisfazione unica perché non me lo aspettavo; in ogni concorso, anche in quelli femminili, il rischio è sempre di incontrare un ragazzo che è raccomandato. All'inizio ho partecipato più che altro per gioco, ma alla fine quando il gruppo si scremava, vedevo che ce la potevo fare. Ero lì tra i più belli d'Italia e ci ho creduto fino alla fine: le cose meno le cerchi più le trovi. Una grande soddisfazione che ho condiviso con la mia famiglia e i miei amici. Ne vado fiero anche se mi sono imbattuto nell’invidia di qualcuno, molti altri invece mi hanno sostenuto ed appoggiato,

Cosa vuol dire per te essere un modello? Quali sono le caratteristiche, non solamente fisiche, che un modello deve dimostrare di possedere?

Bisogna avere le misure: altezza, essere magro ed essere un bel ragazzo. Per fortuna, ho queste caratteristiche che mi hanno portato a crederci. Poi, man mano, entrando nell'ambiente si fanno conoscenze e si lavora nel campo. Ultimamente però mi sono dato più alla recitazione più che alle sfilate. Comunque, è una questione anche di esperienza: più sfilate fai, più sai come muoverti sulla passerella.

Quindi ti stai muovendo verso il mondo della recitazione?

Sì, è stato un passaggio che è venuto naturale. Una volta vinta la competizione, mi si sono aperte alcune porte grazie alle quali ho cominciato a presentarmi in modo diverso, perché comunque sono una persona che ha bisogno sempre di provare nuove emozioni. La recitazione era una cosa nuova, anche se ora sto studiando e spero con il tempo di riuscire a fare grandi cose anche in quel settore.

Il mondo della moda è un ambiente affascinante ma spesso pieno di contraddizioni. Legato alla rappresentazione esteriore che ognuno fornisce di sé, costante si pone il rischio di dimenticarsi del valore del proprio io. Percepisci questa dicotomia intrinseca o per te il mondo della moda significa altro?

Per me il mondo della moda è altro. Magari noi siamo abituati a vedere questi ragazzi che sfilano, ma c'è una mafia dietro e a me questa cosa non mi è piaciuta molto e mi ha portato anche a fare altro. Non è come sembra, non è un mondo pulito, ci sono sempre conoscenze dietro e tanto altro che non mi vanno molto a genio.

Come alleni il tuo fisico?

Io sono uno sportivo con la esse maiuscola: sono un ottocentometrista, quindi mi alleno quasi tutti i giorni. Poi normalmente vado in palestra con gli amici e faccio nuoto: insomma, ci tengo all'estetica.

E come alleni la tua mente?

Per quanto riguarda la mente, frequento corsi di recitazione ed inoltre mi appassionano molto libri che parlano di sport. Ho sempre litigato con lo studio, sin da piccolo, ma non mi lamento perché tante volte non dipende da quello che fai o quello studi, tante volte basta apprendere per capire tante cose, no?

Trovi che puntare sul proprio aspetto esteriore in una epoca dominata dalla predominanza dell’immagine sulla parola si rivelerà una strategia vincente per il tuo futuro?

Poco ma sicuro, ormai l'80% è fisico e se non hai quello non hai quella spinta in più. Conosco persone molto più brave di me a recitare ma le case di produzione sono più che altro interessati a bei ragazzi che fanno una certa figura. Per questo dico che l'estetica conta molto. Anche se ovviamente non basta, bisogna essere anche brave persone, umili soprattutto.

Che rapporto hai con i social network come Facebook e Twitter, ma forse in questo caso primo fra tutti Instagram, la piazza virtuale dove mostrare i propri scatti migliori?

A me piacciono molto le foto e condividere con gli amici o con le persone che mi seguono quello che faccio giornalmente. Mi piace la natura e gli animali, o figure che riguardano lo sport, quindi ogni cosa che faccio la condivido, però non sono fissato come chi sta sempre sui social. Ho un mio profilo ma lo utilizzo più che altro per seguire gli amici, e per vendermi…anche se è una cosa che oggi va molto. Non mi interessa, mi piacciono le cose semplici. Al giorno d'oggi funziona tutto dietro uno schermo, anche per quanto riguarda il lavoro, non c'è più il contatto con la persona ma il primo provino avviene su Facebook.

Unfolding Roma tratta di teatro, cinema e fotografia. Qual è l’ultimo spettacolo, o film, o esposizione artistica a cui hai assistito o partecipato?

Io ho fatto parte di Zoolander 2, il film con Ben Stiller che era al cinema qualche tempo fa. Ho fatto la parte di uno scagnozzo, un personaggio cattivo, che doveva rapire il figlio di Steve, cioè Ben Stiller, il protagonista del film. É stata una soddisfazione perché, a prescindere dal ruolo, stare a contatto con le stelle di Hollywood è stata una bella esperienza.

E come sei approdato sul set di Zoolander 2?

Tramite un'agenzia di moda con cui collaboro ogni tanto, ho partecipato ad un casting e così è iniziato il tutto. Da una semplice comparsa, sono arrivato a fare dieci giornate in tutto.

La nostra rivista ama anche le manifestazioni sportive, in particolar modo il calcio. Sei appassionato di qualche sport, dal vivo o da spettatore?

Il calcio l'ho sempre odiato, in realtà. Per quanto riguarda le manifestazioni sportive, quella che mi piace più che altro pubblicizzare e portare più amici possibili è la corsa contro i tumori al seno che si svolge a maggio a Roma. È una cinque chilometri per gli atleti più preparati, ma c'è anche una passeggiata di tre chilometri per le persone meno allenate. Mi piace aderire a questa manifestazione per le persone più sfortunate, io solitamente preferisco le gare corte però questa è a scopo benefico e mi fa sentire che corro per una giusta causa.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori in chiusura dell’intervista? Noi nel frattempo torniamo a ringraziarti per la tua disponibilità.

Progetti futuri? Mi piacerebbe entrare in qualche fiction italiana e comunque continuare il lavoro che tuttora faccio, cioè gestire una scuderia di cavalli. Mi piace la natura e gli animali, sono una persona molto attaccata alla famiglia, ho bisogno delle persone a me care vicine. Questo mi basta. Non voglio arrivare a quarant’anni dicendo “potevo fare questo, potevo fare quello”, adesso che ho la possibilità voglio tentare tutto, poi quello che viene viene, senza programma nulla. Voglio dare il massimo con lo sport, ma anche con la recitazione ma non tralascio i valori che mi hanno insegnato i miei genitori, cioè costruirsi un futuro sicuro come àncora, a prescindere da tutto.

Valentina Zucchelli

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