Simona Scalia

Amo tutte le persone, donne o uomini che siano, che conseguono e combattono per i loro obiettivi difendendo prepotentemente le proprie idee

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Ciao Simona benvenuta nella nostra redazione.

Cosa ti piace di Roma?

Ciao e grazie a voi. I quartieri di borgata, odio con tutte le mie forze il centro, dove prendo sempre un sacco di multe a causa della ztl ed inondato da turisti e italiani medi. Per la precisione Roma sud, le persone semplici e genuine che mi hanno voluto bene nella vita e che vengono da quelle zone e che in certi momenti se avevano un panino lo dividevano con me.

Simona preparando questa intervista ti volevo chiedere una tua opinione riguardo la nuova moda per aspiranti anoressiche: la prova del foglio di carta cioè riuscire a coprire il proprio girovita con un foglio A4? Che giudizio hai di queste ragazze che vogliono far vedere alle altre quanto sono magre?

Personalmente, anche se so del rischio di poter essere travisata, non ho davvero nulla contro il piacere e l'impegno di una ragazza nel voler restare magra. Non ero a conoscenza di questa moda, anche se tempo fa feci un giro nel blog “pro ana” dove chiaramente si sfiora il patologico, e quello di certo non lo condivide nessuno in nessun ambito. Anche lì lessi di strane fissazioni di queste minorenni che idolatravano questa “Ana” come fosse una dea, mescolando abitudini salutari come bere acqua e limone per depurarsi o masticare lentamente, con il digiunare tutto il giorno ignorando i crampi allo stomaco. Sicuramente questa storia del foglio se vera, per rispondere alla domanda iniziale, sfiora la follia, anche perchè il suddetto A4 misura circa 29 cm e penso solo una bambina di 7 anni potrebbe confrontarcisi.

Cosa pensi dei modelli di bellezza che vengono proposti nelle campagne pubblicitarie dalle grandi campagne di moda ?

I modelli di bellezza in realtà sono tutt'altro rispetto all'idea di bellezza che vogliono comunicare, parlo almeno per i modelli standard. Osservandoli a lungo, avendo io un viso particolarmente irregolare e forte, ho notato che in linea di massima è importante rispecchi certi paramentri di simmetria e definizione, come la marcatura della mascella (che analogicamente richiama un'idea di testosterone) e rientri insomma in un canone di geometria ben definita. Tutto ciò va benissimo ed io sono la prima ad adorare simili tratti, ma molto spesso le modelle proposte dai media e le riviste sono figure neutre più plasmabili possibile. Spesso una modella è l'ultima donna che noteresti per strada, mentre in una foto sembra una creatura extraterrena o qualcosa del genere. Sto lavorando molto su questo, ma ad esempio un fisico come il mio, quindi longilineo ma con seno evidente e un marcato stacco vita fianchi, spesso è un ostacolo paradossalmente per rientrare in quei canoni, per non parlare della totale impossibilità di passare inosservata quando sono in giro.

Continuano a parlare di immagini: dalla Canalis alla Santarelli, su instagram dilaga il selfie delle mamme che allattano - non mancano le critiche per gli scatti che immortalano un momento cosi’ intimo; la gente non sa a cosa appellarsi per creare dell'inutile "rumore" mediatico ?

Ormai quasi tutta la pubblicità gira intorno al web: stanno facendo marketing. Che poi si servano dei loro figli beh, non mi pronuncio: non nutrendo alcun senso materno non mi sono mai soffermata su quanto sia o meno condannabile tale scelta e mezzo. Però i selfie col mio cane io me li faccio: spero Rocco non me ne voglia un giorno!

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Cara Simona volevo parlarti di una delle vincitrici del premio Goldman per l’ambiente 2016, una sorta di nobel dell’ambiente, si chiama Maxima Acuña. Questa donna peruviana, una contadina che ha sempre vissuto della terra, è riuscita a sconfiggere un colosso minerario che voleva realizzare una miniera nel suo terreno: sono queste le donne che ammiri?

Amo tutte le persone, donne o uomini che siano, che conseguono e combattono per i loro obiettivi difendendo prepotentemente le proprie idee. Al di là della questione ecologica che sicuramente assume un valore aggiunto, se una persona rimane attaccata a tutto ciò che per lei è importante, questa non morirà mai.

Il prossimo 30 aprile 2016 si celebra, infatti, l’Italian Internet Day, esattamente trenta anni dopo la ‘scoperta’ di Internet: che idea hai di questa invenzione e del mondo social costruito intorno ad esso ?

Ricordo che fummo fra le prime famiglie in Italia ad avere internet in casa, avevo circa 5 anni. Sono assolutamente favorevole a tutto ciò che concerne il web ed il mondo dei social, mi hanno permesso di farmi conoscere e arrivare a più persone e potere così esprimermi a tutto tondo, quindi sia immagine esteriore che, se vogliamo, intimamente. Che poi ci sia gente che ne faccia un uso errato o fuori controllo torniamo al discorso di prima, i casi strani c'erano anche prima di internet.

Parliamo del tuo lavoro di modella quanto sei audace di fronte ad un obiettivo fotografico ?

Se vi è un obiettivo di mezzo, fra me e chi mi ritrae, entro subito in una modalità di agio e rilassatezza che meno di frequente mi coglie in situazioni di quotidianità o sociali: non dico che sono particolare oltre la media o abbia una mente complessa, ma non sempre mi trovo in linea con tutti e a volte mi capita di sentirmi un pesce fuor d'acqua. Tutto ciò si dilegua davanti ad un obiettivo, al massimo le cose si evolvono a seconda dell'empatia artistica che si crea di con chi ho di fronte.

In Italia ottomila vertenze legali da parte di figli maggiorenni verso i genitori che non vogliono più mantenerli. L’ultimo caso a Modena: uno scrittore dovrà continuare a pagare gli studi del pargolo ventottenne..che giudizio hai della vicenda?

Che i genitori dovrebbero essere meno mamme chioccie e insegnare fin da piccoli ai pargoli a stare al mondo. Lavoro che dovrebbe prolungare la scuola includendolo nel programma scolastico. Al posto di religione dovrebbero esserci almeno due ore a settimana di “indipendenza ed intelligenza sociale”.

Come deve essere retribuita la tua professionalità ? Su fb leggiamo post al vetriolo …

La mia retribuzione è, purtroppo, decisamente sproporzionata rispetto al valore della mia professione. Come scrivo spesso, la modella che oscilla fra la canonica e, volgarmente definita anche “sperimentale”, è una vera e propria imprenditrice di se stessa. Parla, discute, si propone, s'impone, lavora a stretto contatto anche con fotografi più importanti con conseguente Ego da maneggiare e tutto questo senza filtri o tutele. Inoltre deve mantenere una linea (o almeno, così sarebbe giusto, ma non tutte si attengono a questo), e offrire qualora richiesto anche il nudo che, grazie alle cosiddette “wannabe” o quelle che lo fanno come secondo lavoro, si attiene su cifre di mercato decisamente inadeguate. Capisco che il fotografo potrebbe rispondere col solito battibecco sulla partita iva: io penso che entrambe le parti dovrebbero lavorare di più su alcuni aspetti per raggiungere una miglior soddisfazione reciproca.

Nella persona che ti guarda quale sensazione deve prevalere?

Deve amarmi follemente, parlarmi, contribuire attivamente in quello che stiamo facendo. Quando il set viene lasciato totalmente nelle mie mani lo faccio comunque perchè sono pur sempre una professionista, ma mi resta un velo di incertezza che un po' traspare dalle foto.

Senti Simona: non permetti mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Se hai un sogno tu, lo devi proteggere e realizzarlo ?

Assolutamente sì. Ma ben vengano i feedback costruttivi, anzi li chiedo spesso. Se invece trattasi di mere critiche distruttive le rimando al mittente o al massimo provvedo alla distruzione della sua autostima...sono cattivella, lo so!

Ci troviamo ad intervistarti nel mezzo di due festività: quella della liberazione e la festa del lavoro. A quale ti senti più legata?

Devo rispondere? Scherzi a parte, sono entrambi due spetti fondamentali e complementari della vita, al di là della storia che hanno dietro queste ricorrenze.

Quando ti abbiamo contattato per realizzare questa intervista abbiamo notato la fluidità dei tuoi post scritti in maniera molto ordinata e diretta. Quanto è importate per una persona come te la "cultura"? Con quali classici sei cresciuta e quale libro hai amato nella tua formazione ?

Per la società sarei tecnicamente un'ignorante. Non ho terminato neppure le superiori, lasciato a metà gli studi classici dove avevo voti che rasentavano la sufficienza, sapevo solo scrivere. C'è sempre stato questo simpatico divario fra l'italiano dove eccellevo e le altre materie scolastiche. Sono sempre stata un'accanita lettrice: il mio primissimo libro fu la versione originale di “Pinocchio” di Carlo Collodi, avevo 6 anni. Di libri potrei citarne molti: mi sono rispecchiata ne “gli Indifferenti” di Moravia, sono entrata in empatia con Raskolnicov di Dostojevskij, amato l'ironia sottile e senza tempo di Jane Austen, rispettato e meditato sulla saggezza di Seneca, divorato più materiale possibile sulla comunicazione ed i meccanismi analogici della mente umana, da sempre mio cruccio. Adesso è la mia nuova passione, che approfondisco individualmente presso una grande persona nonché mio mentore di vita e non è un guru o fanatico new age del caxxo, ci tengo a specificarlo!

Parliamo anche dei fatti più tragici della stagione appena trascorsa e collegandomi alla domanda precedente sui libri volevo parlarti degli atti terroristici che ci sono stati in Francia ed in Belgio. Volevo parlarti del grido lanciato ai terroristi dal giornalista Antoine Ieiris che ha perso la moglie nell’attentato al Bataclan che e diventato un libro: “le armi, le pallottole, la violenza non sono che lo sfondo della scena: quel che importa è l'assenza....che idea hai del terrorismo, del perdono, dell'odio?

Del terrorismo penso qualsiasi essere sano di mente abbia un'idea becera. Fra l'altro quella sera diversi miei amici erano lì chiusi in un ristorante a pochi metri: ricordo mi hanno tremato le gambe tutta la sera. E' uno dei miei incubi peggiori: ritrovarmi nel bel mezzo di un attacco. Del perdono sicuramente non ricalco l'idea cattolica italiana: se mi ammazzi e poi mi chiedi scusa, che me ne faccio?

Le immagini dei migranti che arrivano in Europa su dei barconi malmessi che sentimento ti provoca ?

Misto. D'istinto ho sempre avuto la tendenza ad aiutare i più deboli e finchè continuano a sbarcare bisogna accoglierli. Ma razionalmente so che dobbiamo assolutamente come minimo stabilire delle regole e limiti più rigidi. Sono comunque favorevole all'immigrazione regolare in Italia: in generale, se qui affluissero persone controllate come avviene nel resto del mondo, non avrei alcun problema e anzi, come spesso mi trovo a dire, sono proprio gli italiani stessi a farmi più paura.

Quanto sei legata al mondo animalista ne sposi tutte le causa dagli esperimenti sugli animali sino alla commercializzazione dei prodotti dovuti all'uccisione di questi ?

Amo e rispetto gli animali perchè penso sia quello che dovremmo fare tutti e non perchè ”animalisti” (detesto le etichette) ma in quanto esseri civili. Dal momento che la carne non ci serve proprio a nulla e anzi, spesso risulta dannosa per la nostra salute, non vedo perchè nel 2016 dovremmo arrogarci del diritto di uccidere un animale e masticarlo. Stesso discorso per i derivati che consumo in maniera limitata e, riconosco, solo per fattore di abitudine se pur notevolmente in calo rispetto a prima. Faccio quello che posso, non mi pongo a paladina della legge e so che il concetto di coerenza assoluta è totalmente utopico, ma se posso boicottare prodotti testati su animali, commercio di animali stessi (invito tutti ad adottare, meglio se già adulti o anziani) e soccorrere qualsiasi bestiolina in difficoltà. Lo chiamerei più che altro senso civile di base, che però noto manca purtroppo a molti.

Hai portato avanti mai qualche battaglia con quale risultato ?

L'anno scorso ho seguito con un'altra volontaria del mio quartiere, il caso assurdo di una signora che teneva nel suo bilocale 70 cani, che avevano proliferato fra loro. Erano denutriti e necessitavano di spazio e cure oltre che, cosa fondamentale per un cane, di un padrone. Ho passato molte giornate avanti ed indietro dall'asl perchè furono sequestrati e andavano sterilizzati e microchippati. Ricordo anche diversi aborti, purtroppo. Ci occupammo anche delle adozioni, e adesso i cani sono stati quasi tutti adottati!

Cambiamo discorso: parliamo di fotografia. Hai lavorato con il grande Settimio Benedusi che persona è, cosa ti riamane dopo aver scattato con questa straordinaria figura?

Settimio è sicuramente una figura controversa che appare per quello che non è: tanti lo giudicano arrogante o stronzo, in realtà è semplicemente una persona col cervello sempre in moto. Abbiamo lavorato insieme la scorsa estate in occasione del Toscana Foto Festival del buon Fontana, sono stati 3 giorni molto intensi. Ho imparato più lì che in tantissimi altri “workshop” cui avevo lavorato prima, e questo, devo riconoscerlo, è solo merito della sua passione viscerale per la fotografia.

Appoggi la sua campagna sui social che si scattano solo foto belle, stupende, senza sfocature? Troppo perfette per essere appunto delle "fotografie"?

E' un fotografo di moda, anche se ultimamente cimentatosi nella fotografia artistica, dove si rispecchia sicuramente meglio. Nelle sue foto c'è sempre tanto di sé e credo sia questa la cosa veramente importante nella fotografia, al di là della tecnica che quelli come lui si divertono ad applicare o rompere con cognizione di causa. Prima di criticare la fotografia perfetta bisognerebbe chiedersi cosa si ha da dire e perché la si fa, ma entreremmo in un discorso un po' complesso...

Guardando le tue foto ci accorgiamo che non hai tatuaggi. Pensi che possano "inquinare" la tua bellezza ?

In verità un tempo ne avrei voluto fare uno, adesso il solo pensiero mi stomaca: non vorrei mai essere come tutte le altre. E poi noto questa tendenza a compensare la carenza di personalità a suon di mega tatuaggi schiaffati un po' dappertutto e capelli colorati: vorrei dire a quelle così che l'intenzione si vede tutta e meglio lavorare su quello che risiede sotto che sul mascherare sopra. Può sembrare un luogo comune il mio ma, ehy, vi sembro una che ragiona per ovvietà?

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Ti sei anche prestata al cinema come controfigura che esperienza è stata? Meglio il modo fotografico oppure quello patinato del cinema: mondo che nel tuo ambiente si presta ad avere "attenzioni particolari". Come ti difendi da millantatori, magnaccia, personaggi squallidi di cui si nutre quell'ambiente?

Essendo una ragazza cresciuta quasi per strada ho imparato subito a riconoscere i chiacchieroni, in genere sono quelli che mettono le mani avanti e che appunto parlano sempre più del dovuto. Cinema, fotografia o il pizzicagnolo sotto casa non fa differenza. Emotivi colti dall'euforia del momento, persone da evitare o da prendere per ciò che sono. Queste con me non hanno nulla cui spartire, ben vengano i soggetti concreti e le proposte fondate. Per loro ci sono anche da domani.

Hai qualcuno da ringraziare per essere diventata la Simona di oggi ?

Me stessa per la Simona fino ad oggi, io mio coach per quella che ho scelto consapevolmente di diventare.

Valerio Di Benedetti

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